
Ancora dalla Shenzhen Biennale di Hong Kong, un’altra installazione per riflettere sulla natura degli spazi abitativi e su come design e architettura possano arrivare a influenzarli radicalmente per rispondere alle varie esigenze della contemporaneità.
Lo studio KUU di Shanghai, specializzato in design di interni e nuove soluzioni architettoniche, propone Shared Housing, un nuovo modello di residenze per i popolosi centri urbani della Cina. Le case sono composte da stanze di tre metri per tre, interconnesse tra loro, in modo tale da costringere i tre abitanti previsti a interagire.
L’interazione non avviene solo sul piano umano, ma è stimolata anche da come sono costruiti e affiancati gli spazi. Cortili e cucina in comune, oltre a fori quadrati nelle pareti che permettono di non dover utilizzare porte per rivolgersi a chi sta fisicamente occupando gli altri vani. Un’idea estrema e provocatoria che mostra abilmente un limite e una risorsa delle nuove forme di sovrappopolamento. Di seguito, una gallery dell’installazione.
Foto | via

Campi di panni stesi infiniti. Questo potrebbe essere il sottotitolo dell’installazione del Ball Nogues Studio, realizzata in occasione della Shenzhen Biennale di Hong Kong.
Trenta volontari della mostra insieme agli organizzatori, hanno appeso ben 10000 capi di abbigliamento di American Apparel, creando una lunghissima successione di colori e forme. T-shirt e biancheria intima che verranno poi smantellati e regalati ai visitatori, sottolineando l’immaterialità dell’operazione e l’idea di una ridistribuzione senza sprechi degli elementi utilizzati.
Il colpo d’occhio è impressionante, così come l’evidente pazienza richiesta da un simile allestimento. Il consumismo e alcune delle sue icone, contemporaneamente sovrastano l’osservatore e vengono ‘distrutti’ proprio nel momento dell’esperienza artistica che li mette in mostra. Di seguito, una gallery dell’installazione.
Foto | via (courtesy of)

Un’idea davvero ingegnosa, quella dell’americano Rochus Jacob, un’idea che parte da una riflessione sull’energia cinetica che sprigiona il nostro corpo ogni giorno, anche nei movimenti più consueti e apparentemente inutili, come ad esempio dondolarsi su una sedia.
Murakami Chair è infatti una sedia a dondolo capace di immagazzinare l’energia del movimento prodotto durante la giornata da chi la usa, e riutilizzarla poi per accendere la lampada OLED che è parte integrante della struttura. Questo progetto ha vinto il concorso Green Life indetto la scorsa estate dal sito Designboom.
Il sito Designbom ha indetto un concorso intitolato It’s Aperitivo Time, il quale si è chiuso questa estate ed è stato fatto in collaborazione con i marchi Peroni e Alessi.
Tra i vari progetti pervenuti per questa competition, è da segnalare questo simpatico e curioso accessorio ideato dal trio argentino Sinapsis, costituito dai giovani designer Lisandro Napione, Javier Parra e Elías Krafczuk. Si tratta di After Office Tie, una comune cravatta nera perfetta da indossare al lavoro, la quale ha una particolarità che la potrà rendere molto utile ai frequentatori “selvaggi” di bar e vari cocktail party con gli amici.
Infatti la cravatta si conclude con una punta di metallo che imita in tutto e per tutto un comune apribottiglie, e sicuramente potrà diventare il “salvagente” dei più accaniti bevitori di birra.
Via | compradiccion
Siete degli animali da party? I tipi che non si perderebbero per nulla al mondo un aperitivo, un vernissage, un cocktail? Durante la Settimana del Designmilanese saltellate da una galleria all’altra alla ricerca degli eventi più sfavillanti?
Probabilmente apprezzerete l’idea del designer coreano Eon Ju Park: Aperitivo Table è un albero sui cui rami è possibile appoggiare il vostro bicchiere, durante una conversazione o magari il tempo di addentare uno stuzzichino dal vostro piatto. Aperitivo Table è uno dei 100 finalisti del concorso ‘it’s aperitivo time’ lanciato da Designboom in collaborazione con Peroni Nastro Azzurro.

La notizia fa un po’ l’effetto di un divorzio tardivo, segnato com’è inevitabile da contrasti ed amarezza. Questo lo scoop (o il gossip, se preferite): Gijs Bakker, fondatore e padre spirtuale di Droog Design, lascia la direzione dello storico gruppo olandese per contrasti oramai irriducibili con Renny Ramakers, altra storica fondatrice del progetto.
Pomo della discordia, il nuovo flagship store di NY di cui avevamo avuto occasione di darvi notizia. Queste le parole con cui Bakker si congeda:
“the original ambition of droog was to identify and showcase talented dutch, and later foreign, designers, and to stimulate discussion about the real content of the profession. millions of euros were invested in opening a large, expensive shop in new york - an initiative of renny ramakers - while the philosophy of droog was pushed to the background. the shop in new york implies, almost inevitably, that from now on profitability will depend on the development of only large, expensive products.”
Una dichiarazione che la dice lunga, tra tensioni etiche e attenzione al profitto, sulla parabola un po’ amara di questo grande pezzo di storia del design. Per Bakker, adesso, l’attività progettuale continua attraverso il Gijs Bakker Design, a cui si affiancherà la direzione del Master Programme presso la Design Academy di Eindhoven.
Via | Designboom
Foto | Designboom
All’interno di “Craft Punk”, l’evento curato da design miami/ per Fendi in occasione del Salone del Mobile, sarà presente anche l’inglese Peter Marigold, artista/designer che designerblog segue da tempo.
Marigold presenterà una serie di tavoli, i cui piani sono ricoperti di pelli provenienti dagli scarti della produzione Fendi. I tavoli sono ottenuti dall’accostamento di elementi che si ripetono, uniti in maniera irregolare. Gli elementi sono generati attraverso un principio geometrico.
I quadrati di pelle sono infatti suddivisi in quattro parti da due linee che si incrociano in maniera irregolare, assicurando un effetto puzzle che ben si sposa con i colori vivaci delle palette Fendi.
Via | Designboom.com
Peter Marigold al ‘craft punk’ di design Miami per lo Spazio Fendi
Nature Individuelle è una serie di oggetti in terracotta e legno di betulla che l’architetto francese Patrick Nadeau ha disegnato allo scopo di integrare elementi botanici nella vita di tutti i giorni e ha recentemente esposto al Sabz di Parigi.
La sua idea è che i pezzi, modulari e ricombinabili, da piccoli vasi a spalliere per rampicanti, possano dare a chi li utilizza la possibilità di creare il proprio paesaggio.
Certo, se non avete il pollice verde, c’è poco che questi oggetti possano fare. Se invece lo avete, potrebbero darvi un’idea in più. Ma forse, chissà, chi è dotato davvero della capacità di circondarsi di piante rigogliose, non ha bisogno del design per creare il proprio ambiente ideale ed essere felice.
Via | Elleadore.com

La struttura geometrica degli alveari e la luminosità dei cristalli Swarovski, caratterizzano la lampada a sospensione Beehouse, progettata dal giovane designer russo Yar Rassadin.
Proposta al concorso Cristal Vision, promosso da Designboom e dall’azienda Swarovsky, la lampada in cerca di produttore è un mix di plastica bianca piegata e cristalli Swarovski gialli, che si sostituiscono al miele, riempiendo le piccole strutture esagonali che ne caratterizzano la struttura.
I bordi irregolari nella parte superiore e inferiore della lampada completano l’effetto, evocando nei minimi particolari la suggestiva architettura degli alveari.
Via | 3rings

Il panorama del design spagnolo più effervescente e vivace sarà presente al Fuorisalone di Milano con Spain Playtime - fresh air in Spanish Design , rassegna allestita all’Hotel Nhow in via Tortona 35, dal 15 al 21 aprile. La felice combinazione fra tradizione e modernità, associata ad uno spirito ludico coinvolgente, privilegia la dimensione del gioco creativo stimolante e divertente.
Giocare trovando nuove tipologie e nuovi usi per oggetti e spazi. Giocare con concetti e idee, persino nei processi produttivi più complessi, è l’elemento riconoscibile in ogni singolo prodotto ed è l’imperativo che guida l’allestimento affidato ad Ana Mir e Emili Padrós dello studio Emiliana Design.
La cultura spagnola solare e mediterranea sarà evocata da più di 50 prodotti realizzati dalle aziende e dei designer noti e alle prime armi. Un mix di proposte innovative e all’avanguardia da vedere, toccare, provare.
Via| Designboom.com