Designerblog vi aveva già raccontato di come il sito olandese Platform 21 avesse stilato un vero e proprio manifesto della riparazione, intesa non solo come risorsa estrema prima della difficile decisione di disfarsi di un oggetto, ma come vero e proprio gesto etico ed estetico. “La riparazione è una sfida creativa”, si legge infatti tra gli undici punti che compongono il documento.
E allora, perché non trasformarlo in un concorso? Con la collaborazione del magazine Bright, così come era stato per Hack-your-IKEA, Platform 21 ha indetto ora il Most Remarkable Repair Contest. Potrete inoltrare le vostre riparazioni, le più ingegnose, le più insolite, le più riuscite: quelle che vi rendono orgogliosi. Quelle che hanno evitato a un oggetto l’oblio o l’impietosa trafila del riciclaggio.
C’è tempo fino al 14 agosto per inviare fotografie del vostro lavoro, il prima e il dopo, accompagnato da poche righe di commento. I migliori progetti verranno esposti in una piccola mostra a tema e pubblicati su Bright.
Italia: Design_kit è un’iniziativa di designerblog, una serie di interviste, che si propone di creare una geografia del panorama del giovane design italiano, evidenziando quali sono le icone di riferimento della nuova generazione e le direzioni intraprese dalla nuova creatività. Il bello di questa mappa è che si autogenera ogni volta che un intervistato suggerisce il nome del suo successore.
L’ospite di oggi è l’eclettico artista nonché graphic, product, fashion ed eco-designer Alessandro Acerra, nato ad Avellino ma cresciuto a Milano.
Descrivi chi sei, cosa fai e come ti piace farlo.
Dunque vediamo … Alessandro Acerra nasce ad Avellino (NA) nel 1980. Cresce e studia a Milano dove si diploma come maestro d’arte presso la facoltà di Belle Arti di Brera nel 2005 con tesi in eco-design dal titolo “Niente si crea, tutto si ricicla”. Mentre termina gli studi frequenta numerosi corsi di aggiornamento professionale in comunicazione visiva, modellazione e fotografia presso il Politecnico di Milano. Parallelamente all’eco-design continua con lo stesso entusiasmo creativo la sperimentazione artistica, portando in galleria, luoghi pubblici e mostre collettive i suoi lavori, concettualmente dirompenti che non passano inosservati e generano profonde spaccature di pensiero in Stampa e Media … Direi che “Curiosità ed energia in continua crescita per comunicare sempre nel modo più creativo e innovativo” descrive abbastanza quello che mi spinge.
Nel panorama sempre crescente, di designer attenti alla sostenibilità dei loro progetti, si distinguono dei virtuosi del recupero di materiali di scarto, come Michael Bom e Antoinet Deurloo dell’olandese Atelier Bom, capaci di convertire quello che in genere buttiamo via, in qualcosa con un’identità e relativo uso nuovi di zecca.
Con un tocco di creatività ludica e spirito d’intraprendenza, la sperimentazione sui materiali e sulle tecniche di lavoro, hanno fornito l’ispirazione per la realizzazione della gallery di soluzioni di design, che si possono acquistare direttamente on line o in diversi punti vendita. Oggetti unici, assolutamente re-cuperati e non privi di quel tocco d’estro che li rende preziosi nel loro genere.
Si spazia tra notebook realizzati con vecchie copertine, lampade di libri usati, vecchi vinili trasformati in ciotole e portapenne, portamonete ottenuti cucendo le confezioni di succo di frutta ormai bevuto, casette per gli uccelli e sedute origami che riciclano la robustezza e la grafica di vecchi cartelloni pubblicitari.
Via | Superuse.org
Nel panorama delle proposte di design eco sostenibile vi segnalo Flat Jack, il sistema di scaffalatura realizzato interamente con carta riciclata e riciclabile. Progettato dal giovane designer australiano Ross Gardam, come un kit da staccare, assemblare e montare, questo video al riguardo è molto eloquente, Flat Jack è stato selezionato dal Launch Pad Program, ha ricevuto il Living Edge Award e con la sua struttura di cartone si presenta come una soluzione di arredo, pratica, economica e soprattutto ecologica, che può essere personalizzata con grafica stampata.
Via | Livingedgeblog