The New Design Museum from Design Museum on Vimeo.
Grandi novità per l’offerta museale inglese. Solo pochi giorni fa il fondatore Sir Terence Conran, il direttore Deyan Sudjic e il celebre architetto John Pawson hanno annunciato che il Design Museum, ospitato ora da un moderno edificio sulla Shad Thames, la passeggiata tra i docks, cambierà entro il 2014 la sua residenza.
La nuova e più ampia sede prescelta sarà il vecchio Commonwealth Institute building, un edificio in stile modernista nel distretto museale di Kengsinton, di cui Pawson ripenserà gli interni, nel pieno rispetto di un edificio inserito a pieno titolo nella lista dei luoghi a carattere storico, con un intervento che lui stesso ha definito di “risintonizzazione delle architetture esistenti per donargli un’apparenza più fresca”. Lo studio OMA si occuperà invece della ristrutturazione degli spazi residenziali circostanti.
L’augurio di Sir Conran è che il nuovo museo possa essere una vetrina per la scena del design inglese che potrebbe donare nuova energia alla nazione, così come accade in Scandinavia dove il design è parte del DNA nazionale. Più realisticamente i Direttore Sudjic chiama il progetto un’occasione unica perché il nuovo museo diventi per il design contemporaneo quel che la Tate Modern è stata per l’arte.
Via | Itsnicethat.com
Prima era il Deutscher Werkbund. Ora, a più da un secolo dalla sua fondazione, è il “Museo delle Cose”. Siamo a Berlino, più precisamente a Kreuzberg: qui, il Museum der Dinge ha preso il testimone dell’archivio della grande associazione tedesca continuandone l’attività attraverso una raccolta appassionata di oggetti realizzati dal 1800 fino ai nostri giorni.
Unico il presupposto della ricerca museale: mescolare, senza snobismi, artefatti highbrow e lowbrow. Annullando le distanze tra un ventilatore di Peter Beherns e un gadget di Garfield degli anni ‘80. Anche i percorsi espositivi privilegiano questo confronto, ignorando le differenze cronologiche e puntando invece su un’organizzazione per temi in costante evoluzione.
Nel sito del museo, date un’occhiata all’oggetto del mese: scelto tra gli oltre 40.000 archiviati, a marzo troviamo un curioso arnese antigoccia (o se preferite un Tropfenfänger), per i curatori del museo prossimo all’estizione.
Via | Sinn Berlins
Il Museum der Dinge di Berlino
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Con il Brit Insurance, il London Design Museum premia ogni anno i migliori designer internazionali che si sono distinti nelle categorie arredamento, prodotto, grafica, interactive, trasporto, moda e architettura. In attesa della proclamazione dei vincitori, prevista per il 4 marzo, possiamo dare un’occhiata alle shortlist complete, tra cui troviamo, per la categoria arredamento, anche due prodotti di cui abbiamo già parlato nel corso del 2009, come la Carbon Fiber Chair di Shigeru Ban e la Pallet Chair di Studio Mama.
Concorso che vai, opinabilità che trovi, sempre nel rispetto legittimo delle opinioni altrui, magari diverse dalle nostre. Ma la selezione si può dire rappresentativa delle migliori produzioni dello scorso anno? E il Made in Italy non ne esce un po’ troppo sacrificato? Senza scadere in un’ottica di difesa italica ad oltranza - il buon design non è e non è mai stato un’esclusiva italiana!!!-, non vi sembra però che oltre la Manica (classifica di Wallpaper conferma) siano un po’ troppo severi con le nostre produzioni di eccellenza?
Via | Abitare

Il Vitra Design Museum di Weil on Rhine (Germania), primo museo privato di design aperto al mondo progettato dall’architetto americano Fran Gehry, celebra domani i suoi vent’anni di attività con una giornata aperta rivolta a tutti i curiosi e appassionati della disciplina.
L’istituzione, da tempo un punto di riferimento imprescindibile per la community del design, è tutt’ora diretto dal curatore e collezionista Alexander von Vegesack: sua l’idea di dare vita ad centro espositivo e di ricerca in grado di offrire visibilità per i prodotti industriali e di alto artigianato, dando vita a percorsi monografici su designer o settori specifici di attività, dai mobili per bambini alle automobili.
In mostra in questi giorni una esposizione dedicata ai lavori dei fratelli Campana, più volte protagonisti di collettive e workshop organizzati dal Vitra.
Via | Internimagazine
Certi libri sembrano confezionati ad arte per solleticare forme di feticismo, per spingere i monomaniaci all’acquisto compulsivo. L’editore inglese Conran Octopus pubblica ora 4 volumi espressamente studiati per fare bella mostra sulle librerie di alcune categorie di fanatici .
In particolare i feticisti di scarpe, abiti, automobili e sedie troveranno soddisfazione in queste quattro pubblicazioni fotografiche: Fifty Chairs That Changed the World, e poi Fifty Cars, Fifty Dresses e Fifty Shoes, editi in esclusiva per il Design Museum of London e in vendita nel Design Museum shop.
Via | Designyearbook
Design that changed the world, quattro pubblicazioni per il Design Museum of London

Lo studio svedese Humans since 1982 ha progettato questo orologio digitale, Clock Clock, il cui display è assemblato con 24 sveglie analogiche. Le loro lancette si dispongono a formare i numeri digitali necessari a comporre l’ora esatta.
Insieme all’orologio è stato sviluppato anche un font composto alla stessa maniera. Il prototipo dell’orologio verrà esposto quest’estate al Rhösska Design Museum di Göteborg, da giugno fino alla metà di agosto. Se avete deciso di passare le vostre vacanze in Svezia, fateci un pensierino.
Via | Dezeen.com
Fino al 25 gennaio 2009, il Design Museum di Londra ospita la Mostra Alan Aldridge - the Man with the Kaleidoscope Eyes, dedicata al talento eclettico di un artista, illustratore, graphic designer, art director e film maker inglese, che ha incarnato lo spirito rivoluzionario degli anni ‘60 e’70 con immagini suggestive e psichedeliche.
In occasione di questa prima retrospettiva britannica, le opere esposte, insieme a bozzetti, note, lettere e pellicole, creano un “viaggio” nella carriera caleidoscopica di Alan Aldridge, famoso per aver illustrato i libri dei Beatles, le copertine degli album dei Rolling Stones, Sir Elton John e gli Who, o l’identità visiva dell’House Of Blues e l’Hard Rock Café.
Per l’evento Aldridge, con il suo tratto caratteristico, ha personalizzato un modello di Mini Cooper esposto al museo. Una mostra che vale la pena di visitare, se siete o passate da Londra.
Via | Wallpaper.com
Come ci segnalano da artsblog, il Design Museum di Londra, in collaborazione con la compagnia di assicurazioni Brit Insurance, ha indetto un nuovo premio, il Brit Insurance Designs of the Year, che si ripromette di diventare il Turner Prize del design e dell’architettura.
70 esperti del settore sono stati chiamati a scegliere le opere più meritevoli, suddivise per 7 categorie, dalla moda all’arredamento, dai trasporti all’architettura, e tra queste il March 18 2008 ne verrà scelta una sola che sarà la vincitrice. Tutti i progetti/oggetti selezionati verranno esposti al Design Museum a partire dal 13 Febbraio.
Brit Insurance Designs of the Year
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Se per le vostre vacanze avete in mente di fare una piacevole capatina nella sempre splendida Londra, non perdetevi la mostra dedicata a Zaha Hadid al Design Museum (fino al 25 novembre).
Come segnalano i cugini di artsblog, la mostra è ben articolata e i progetti della designer/architetto tra i più importanti a livello mondiale si estendono per tutti i piani del museo, cosa davvero unica.
Inoltre, è stato allestito un blog veramente interessante dove è possibile vedere video e immagini della mostra, dei progetti e dei modelli.
Insomma, una tappa davvero imperdibile in uno dei luoghi di riferimento per veri appassionati di design ed architettutra.