
Si ispira ad un bozzolo la libreria commissionata da Design Miami a Maarten Baas, appena eletto designer dell’anno dagli organizzatori della fiera americana.
The Shell si distingue all’esterno per una superficie sfaccettata a specchio, mentre l’interno, in legno, è suddiviso in due scaffali. Un oggetto scultura, adatto senz’altro ad appartamenti di grande metratura. Dopo il salto, un’immagine del designer con la sua nuova opera.
Via | Dezeen
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Diamo atto ad Ambra Medda di aver inventato (o reinventato?) un genere: quello del design performativo. Stanchi di passeggiare in fiera tra migliaia di oggetti tirati a lucido, noi visitatori di esposizioni e design week siamo infatti ben contenti di rompere la monotonia e sorprendeci ad osservare, in tempo reale, il design nel suo farsi. Come in una vera e propria performace.
E dopo Craft Punk, ecco che lo show arriva nuovamente a Design Miami con un evento tra moda, musica e tecnologia curato da Moritz Waldemeyer, il designer che ha progettato, per l’ultimo tour degli U2, una giacca in pelle per Bono con 200 puntatori laser capaci di irradiare i propri raggi di luce fino all’ultimo degli spalti. Per Design Miami, invece, Waldemeyer ha disegnato tre chitarre rivestite in pelle con innesti Led che, in mano agli Ok Go, spareranno tutt’intorno dei raggi multicolori. Dietro le quinte, c’è Fendi a patrocinare l’iniziativa, ben contenta, si suppone, di aver scovato un genere destinato a catturare a lungo l’attenzione del pubblico.
Via | Domus
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Art Basel Miami è la succursale on the beach dell’omonima manifestazione svizzera dedicata all’arte contemporea. Al pari di Design Miami, apertasi ieri, Art Basel si distingue per un approccio sperimentale non scevro da incursioni in territori limitrofi.
Come nel caso di Zumtobel, azienda lluminotecnica italiana che, per il lancio del suo nuovo prodotto di punta (già da tempo scovato dalle riviste di arredamento), ha preferito puntare sull’arte rispetto a un più scontato design. Scelta non completamente arbitraria, peraltro: dietro a Starbrick, lampada modulare a Led, c’è la mano dell’artista danese Olafur Eliasson, da sempre attratto dalla centralità della dimensione spaziale e dalla ripetizione di pattern volumetrici.
Realizzato in policarbonato, Starbrick ha la forma geometrica di un cubo a cui vengono applicati, su ogni lato, altri cubi con un angolazione di 45°. Se la luce d’ambiente è a dominante bianca, il nucleo, a forma di un cubottaedro, è invece giallo. Ogni Led può essere oscurato a favore di un’illuminazione ambientale o funzionale.
Via | Daily Tonic
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Emmanuel Babled sarà presente a Design Miami con dei nuovi lavori tra cui una lampada da terra della serie ‘Digit’, una edizione limitata caratterizzata da una serie di elementi realizzati a mano da vetrai di Murano, ma con forme asimmetriche in contrasto con le forme simmetriche che tradizionalmente appaiono nei lampadari di Murano.
Altre novità sono la lampada chiamata Altair, Quark Table, un tavolo plexiglass, e Sunshare, una sedia in marmo di Carrara.
Quark Table è un tavolino da caffè dalle forme organiche e fluide: per il suo progetto Babled ha utilizzato moderne tecnologie, tra cui un robot antropomorfo.
Anche Sunshare, realizzato in marmo classico, viene creato con l’utilizzo di programmi informatici innovativi grazie ai quali Babled è riuscito a conferire al materiale pesante per eccellenza, un movimento di contrasto e la fluidità della forma.

Lotty Lindeman, come i già citati Kranen/Gille, presenterà i suoi ultimi lavori in occasione della nuova edizione di Design Miami.
Tassenkast è il progetto della designer che verrà lanciato a livello internazionale esclusivamente da Priveekollektie Contemporary Art | Design.
Con Tassenkast la Lindeman attraversa il confine tra oggetto di moda e arredamento; questa installazione è infatti composta da diverse valigie e borse fatte a mano, ed è multifunzionale: si tratta di una sorta di armadio alternativo in cui ogni pezzo può essere usato singolarmente come una borsa esclusiva o una valigia.
Una sorta di “armadio” modificabile a seconda delle esigenze del momento e perfetto per chi è sempre in viaggio e ama le cose un po’ eccentriche, ma divertenti e alla moda…

Dal 1° al 5 dicembre 2009 Priveekollektie sarà presente a Design Miami e per l’occasione la galleria presenterà i nuovi lavori di Kranen/Gille, Wouter Scheublin e Dave Keune e altri.
Tra i progetti più interessanti è da segnalare la seida Ocho, di Kranen/Gille che nasce da una combinazione di acciaio e pelle, una versione di lusso di un progetto chiamato semplicemente ‘8′ a causa delle sue linee grafiche e di forma.
L’edizione limitata sviluppata in esclusiva per Priveekollektie a Design Miami è opportunamente chiamata ‘Ocho’, traduzione spagnola in riferimento alle influenze cubane nella città di Miami.
Durante la Design Miami Priveekollektie presenterà anche Walking Table di Wouter Scheublins, un tavolo caratterizzato da un meccanismo che causa lo spostamento dell’oggetto se sospinto e questo aspetto trasforma la tavola da oggetto statico in una creatura vivente…
Andate dopo il salto per vedere tutti i progetti che saranno presentati a Design Miami…
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Quest’anno verrà consegnato all’enfant prodige del design olandese Maarten Baas il prestigioso premio Designer of the Year 2009 durante l’edizione di dicembre di Design Miami. Il riconoscimento va al suo talento fenomenale e al suo senso dell’immaginazione, spiega il comunicato ufficiale.
“Ha permesso ad un pubblico più vasto di accettare e rispettare il design giovane” ha dichiarato inoltre la direttrice di Design Miami Ambra Medda. Nel video qui sopra potete osservare una delle sue ultime creazioni. Si tratta di uno dei quattro orologi viventi, performance filmate per 24 ore in tempo reale, parte della collezione Real Time presentata la scorsa stagione a Milano.
Via | Designboom.com
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All’interno di “Craft Punk”, l’evento curato da design miami/ per Fendi in occasione del Salone del Mobile, sarà presente anche l’inglese Peter Marigold, artista/designer che designerblog segue da tempo.
Marigold presenterà una serie di tavoli, i cui piani sono ricoperti di pelli provenienti dagli scarti della produzione Fendi. I tavoli sono ottenuti dall’accostamento di elementi che si ripetono, uniti in maniera irregolare. Gli elementi sono generati attraverso un principio geometrico.
I quadrati di pelle sono infatti suddivisi in quattro parti da due linee che si incrociano in maniera irregolare, assicurando un effetto puzzle che ben si sposa con i colori vivaci delle palette Fendi.
Via | Designboom.com
Peter Marigold al ‘craft punk’ di design Miami per lo Spazio Fendi
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Craft Punk è l’appuntamento 2009 con il design organizzato da Fendi in collaborazione con Ambra Medda e Design Miami.
Dal 22 al 24 aprile presso lo Spazio Fendi in via Sciesa 3, 11 designer si alterneranno in una design performance che darà vita a creazioni estemporanee utilizzando alcuni materiali di scarto -pelle, tessuti, elementi decorativi in plastica e metallo- offerti da Fendi Casa. Un marchio, quest’ultimo, già da tempo icona dell’arredamento di lusso contemporaneo, ad esempio con pezzi come Crystal Chair, ma ora disposto a mettersi in gioco in una piccola rivoluzione autoespressiva radicale.
Tra i designer-demiurghi selezionati, troviamo Kwangho Lee, Massimiliano Adami, Nacho Carbonell, Peter Marigold, Raw-Edges, Sarah Becker, Simon Hasan, Studio Glithero, Studio Libertiny, Yuri Suzuki + Household. Una sperimentazione, la loro, che si vuole reazione alla crisi ma anche esperimento a 360°: non a caso, infatti, le tecniche manuali previste sono estremamente eterogenee, dalla bollitura, alla saldatura, al ricamo.
Via | Domus
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Il boom delle collezioni limited edition, celebrate dalla scorsa edizione di Design Miami e ora vero trend del momento per collezionisti o anche semplici appassionati, ha risvegliato l’interesse di Baccarat. Il simbolo per antonomasia del cristallo francese, con già all’attivo collaborazioni con designer illustri, primo tra tutti Philippe Starck, ha deciso questa volta di rivolgersi ad una delle stelle di punta del giovane design mondiale, Jaime Hayon. Il quale già lo scorso anno si era dilettato con Moooi nella progettazione di una irriverente collezione di vasi in porcellana, riaggiornando in quel caso la foggia dei tradizionali motivi blu Delft olandesi.
La nuova linea, dal nome ammiccante di Crystal Candy, è composta da 9 esemplari per una tiratura di 25 pezzi. Hayon ha dichiarato di essersi ispirato alle forme e alle cromie dei frutti tropicali, su cui ha modulato motivi più tradizionali di lavorazione del cristallo quali gemme e gocce d’acqua. Molteplici anche i giochi tra spessori e tipi di taglio, per un risultato che unisce alla sperimentazione tecnica una sintesi divertita di sensualità e ironia.
Via | Stylepark
I cristalli Baccarat di Jaime Hayon



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