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Il ponte vivente di Meghalayas, ai confini del design più estremo

pubblicato da Eugenio Pozzilli


Il ponte vivente di Meghalayas si trova nell’omonima foresta pluviale, in India. Si tratta di un vero e proprio ponte che collega più di due zone sospese sopra un fiume che per sua natura è soggetto a impetuose piene. È in grado di sostenere il passaggio contemporaneo di una cinquantina di uomini, ed è destinato solo a fortificarsi nel tempo.

Ancora una volta è interessante spingersi fino ai confini di cosa sia e cosa possa essere il design. In questo caso è stimolante portare all’estremo il discorso, fino quasi a pensare che non ve ne sia di design, quando invece è evidente -anche se non nell’immediato- come il ponte di Meghalayas ne sia uno dei più autorevoli esempi.

Le ragioni dell’eccellenza di Meghalayas sono ovvie: materiali impiegati, metodi costruttivi, sostenibilità, funzionalità, fruibilità e ancora oltre, fino a esaurire tutte le categorie di cui un buon progettista deve tenere conto. Ciò che risulta da una corretta analisi è che l’ideale è di impiegare il minor numero di cose, perché nel design si può fare a meno di tutto, anche della ricerca più avanzata, perché l’unica cosa che serva è la forma pensata.

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La sdraio più essenziale che ci sia: curt | deck chair, dello studio Bernhard | Burkard

pubblicato da Eugenio Pozzilli

Curt | deck chair di Bernhard | Burkard

Curt | deck chair di Bernhard | Burkard
Si chiama “curt | deck chair” la sedia a sdraio più innovativa che ci sia, e “Bernhard | Burkard” è invece il nome dello studio svizzero di design che l’ha progettata e realizzata. Ancora una volta la Svizzera ci regala il gusto dell’essenzialità più pura, legata alla classe di ottimi materiali.

La totale e assoluta semplicità di questo oggetto fanno commuovere. Sottile quanto una scala, leggera quanto una sedia, molto più immediata nel suo montaggio (che infatti non ha) rispetto a una comune e più complicata sdraio.

La genialità, e per certi versi ci si rende conto che possa essere anche uno svantaggio, è nell’essere riusciti a fare a meno di tutto il possibile, delegando all’ambiente circostante il resto delle funzioni, ovvero un pavimento e una parete per reggerla nella corretta posizione.

Due stecche di legno parallele tenute assieme da due aste di ferro, e un telo sul quale sdraiarsi. Così è riassumibile il progetto dello studio Bernhard | Burkard, che non solo ci dona un bell’oggetto, ma fa scuola su cosa sia davvero il design.

Curt | deck chair di Bernhard | BurkardCurt | deck chair di Bernhard | BurkardCurt | deck chair di Bernhard | BurkardCurt | deck chair di Bernhard | Burkard

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