Dello stile del designer ucraino Sergey Makhno avevamo già avuto una prova con l’interior design del “Twister”: un locale ispirato alla natura realizzato in collaborazione con il conterraneo Vasiliy Butenko. ‘Stavolta apriamo le porte di un appartamento, sempre situato a Kiev.
Geometrico e fortemente caratterizzato da un’impronta molto razionale (”in the style of deconstruction”, sostiene Makhno), questo ampio spazio di quasi 540 metri quadrati sfrutta linee sghembe e decise, con toni scuri ma accoglienti, a cui l’illuminazione aggiunge ombre che assecondano le silhouette di mobili e soluzioni architettoniche.
L’interior design di un appartamento di Kiev realizzato da Sergey Makhno






Un perfetto equilibrio di forme per gli interni di questa casa a Torres Vedras in Portogallo realizzati dal designer e architetto Pedro Gadanho. Volumi presi in prestito dalle suggestioni moderne degli anni ‘60 e ‘70, colori accesi e esageratamente ‘pop’: tutti elementi che caratterizzano fortemente i lavori di Gadanho e che vengono riproposti nei vari ambienti in una sorta di compendio dell’autore.
Forti e spigolosi i contrasti tra pareti e scale - molti angoli, accentuati dalle diverse colorazioni - quanto morbidi e stondati sono gli elementi che vanno invece a integrarsi con i mobili - su tutti: il grande divisorio/contenitore per il letto nella zona notte. A unire il tutto l’apparente idiosincrasia tra le tinte: più spesso uniformi negli ambienti unici (il rosa della cucina), variopinti nei punti di passaggio, con giganteschi oggetti a disorientare gli ospiti.
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Minimale - e un po’ alienante, va detto - l’architettura di questo “Thin Office” ideato dallo “Studio Sklim” di Singapore. Costruito all’interno di un edificio del dopoguerra a Jalan Besar, rimodernato e riadattato, è un trionfo di bianco e linee spartane. Luci diffuse dall’alto e un’atmosfera che ricorda certa fantascienza degli anni ‘60 e ‘70.
L’idea è che l’anonimato degli ambienti, possa risultare utile: uno spazio bianco che si adatta a situazioni lavorative diverse. Blocchi ben distinti, uniti solo dal verso di percorrenza: isolati dal resto, la sala del boss e l’angolo multi-media. Dopo il salto, trovate la gallery con le immagini, la planimetria e i rendering.
Continua a leggere: "Thin Office": l'ufficio ultra minimale di Studio Sklim

Arrivano da Mosca, i designer del Fly Arts Group e si muovono con grande disinvoltura tra artwork, illustrazione, font e graphic design. Sarà stata forse la loro provenienza geografica a fargli venire l’idea per questo mix incredibile di design di interni e caratteri tipografici.
Perché tiriamo in ballo la nazione di appartenenza? Le “Dolls House” (le case per le bambole) furono una grande passione degli Zar e il lavoro del Fly Arts Group che vi presentiamo, ricorda moltissimo questi esempi di infinita pazienza e amore per i -dettagliatissimi- particolari.
Il risultato finale è ammirevole e l’effetto molto più che suggestivo. Un equilibrio tra architettura, arredo e utilizzo creativo delle linee e degli spazi occupati da ogni singola lettera. Dopo il salto trovate una gallery con altre immagini per apprezzare ancora di più la qualità del lavoro.
Continua a leggere: Fly Arts Group: come trasformare il design di interni in caratteri tipografici

Mathieu Vinciguerra è un direttore artistico che ha acquistato un appartamento a Parigi. La cosa non vi interessa immagino, non fosse che Vinciguerra lavora per la Publicis, una delle più importanti agenzie di pubblicità in Europa. Come dite? Non vi interessa neanche questo? Non avete tutti i torti, però è bravo.
Il motivo per cui parliamo della nuova abitazione di Vinciguerra è come ha arredato gli spazi. Il buon Mathieu è un collezionista incallito di fumetti, fin da bambino. La mamma lo rimproverava di tenerli ovunque e lui si è preso la sua rivincita.
Ha chiamato un amico del fratello, Antoine Santiard e gli ha chiesto di trovare una soluzione. Santiard, insieme ai suoi colleghi Jean-Jacques e Charlotte Hubert dello studio H2OArchitectes, si è messo al lavoro. L’appartamento di Vinciguerra ora ha una quantità di scansie praticate in mobili e muratura dove riporre ed esporre i suoi preziosi volumi.
Quelli dello studio H2O, visto che sono del mestiere, hanno anche pensato a una scrivania che può occupare diverse porzioni di spazio in base alle necessità. La mamma di Mathieu ha ringraziato commossa.
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Indovinate un po’ dove sono gli uffici di Mozilla, la software house che con Firefox ha rivoluzionato il mondo dei browser? Ovviamente a Mountain View. Non sappiamo se per le strade dell’affollata località della Silicon Valley ci siano scontri tra i dipendenti dei creatori della Volpe di Fuoco e quelli di Chrome e Opera, visto che lavorano tutti nei dintorni.
Quello che sappiamo invece è che l’azienda si è trasferita di recente con successivo e immancabile restyling degli spazi di lavoro. Com’è la nuova sede? Un po’ triste, a giudicare dalle immagini. Certo, ci sono i ’soliti’ distributori di ogni snack possibile e immaginabile, c’è una luminosa sala conferenze e tutto ha l’aria molto minimal e ordinata.
Pochi dettagli creativi, però: colori molto spenti e linee che fanno somigliare il tutto più alla sala d’aspetto di un avvocato newyorkese in voga, che al quartier generale di una delle aziende più quotate al mondo. Diamogli tempo, magari gli stessi dipendenti, tra una riga di codice e l’altra, personalizzeranno lo spazio. Intanto, una gallery per sbirciare nei vari ambienti.
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Ancora dalla Shenzhen Biennale di Hong Kong, un’altra installazione per riflettere sulla natura degli spazi abitativi e su come design e architettura possano arrivare a influenzarli radicalmente per rispondere alle varie esigenze della contemporaneità.
Lo studio KUU di Shanghai, specializzato in design di interni e nuove soluzioni architettoniche, propone Shared Housing, un nuovo modello di residenze per i popolosi centri urbani della Cina. Le case sono composte da stanze di tre metri per tre, interconnesse tra loro, in modo tale da costringere i tre abitanti previsti a interagire.
L’interazione non avviene solo sul piano umano, ma è stimolata anche da come sono costruiti e affiancati gli spazi. Cortili e cucina in comune, oltre a fori quadrati nelle pareti che permettono di non dover utilizzare porte per rivolgersi a chi sta fisicamente occupando gli altri vani. Un’idea estrema e provocatoria che mostra abilmente un limite e una risorsa delle nuove forme di sovrappopolamento. Di seguito, una gallery dell’installazione.
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Silvia Massa è una interior designer che interpreta l’architettura d’interni come una scenografia dove spazio, colore, luce, forme, funzioni d’uso e tecnologia interagiscono armonicamente.
Attraverso il lavoro del suo studio, cerca di integrare la funzionalità con l’identità di chi abita gli spazi. La sua ricerca è perfettamente sintetizzata nel suo spazio web dove, grazie a una intuitiva interfaccia in Flash, è possibile sperimentare direttamente la resa dei suoi “Easy Wallpaper”: stickers giganti per decorare le pareti dei luoghi vissuti.
Rimandi pop, elementi naturali e immaginario orientale nelle decorazioni proposte. Alcuni elementi, poi, sono le silhouettes di oggetti d’arredo spesso già presenti nelle case, ma realizzati in una chiave diversa per toni scelti e rimandi temporali. Un’alternativa divertente ed elegante per dare nuova vita ai muri della vostra abitazione.

La giovane designer americana Amy Tischer propone le sue creazioni tramite un sito personale. Tutti i suoi lavori hanno a che fare con l’arredamento di interni, come piccoli accessori e complementi di arredo, dove la decorazione ispirata alla natura è una costante presente in tutte le sue creazioni.
Tra i progetti presenti sul sito segnalo quello chiamato Urban Nature, dei contenitori in alluminio che hanno delle decorazioni ispirate alla natura ed effettuate con taglio a laser. Questi oggetti sono ideali per essere sfruttati come lampade, in quanto l’effetto estetico e decorativo di questi disegni diventa molto suggestivo quando l’oggetto è illuminato dall’interno.
Non sono riuscita a reperire informazioni su come e dove acquistare questi prodotti, vi invito a contattare direttamente la designer per saperne di più.
Via | sub studio design