A ben guardare il portfolio dell’illustratore digitale Justin van Genderen, sembrerebbe proprio che questa serie di poster sia stato più un suo capriccio personale, uno svago, quasi, da progetti ben più complessi. Tanto che ha fatto qualcosa che non tutti fanno: ha citato candidamente Simon Page e i suoi poster per l’International year of Astronomy 2009 come fonte d’ispirazione.
E in effetti i poster minimali di Page sono la base da cui è partito van Genderen per rendere omaggio non alle stelle e ai pianeti del mondo reale ma a quelli della galassia di Star Wars: il nevoso Hoth, Endor il satellite abitato dagli Ewoks, o Dagobah il pianeta su cui vive il venerabile Yoda.
Se questa notizia vi ha fatto sorgere altri irrisolvibili quesiti sulla geografia di Guerre Stellari vi rimando a Wikipedia. Se invece siete interessati alla serie di poster Minimalist Planets, potete acquistarli su Imagekind.
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Ancora graphic designer che si cimentano con la rivisitazione di manifesti cinematografici, ancora scelte minimali e ancora una volta la decisione di dedicarsi alla filmografia di un unico maestro del cinema. Questa volta vi presentiamo il lavoro del madrileno Hexagonall che rende omaggio a Tim Burton.
Monocromatiche e disegnate con tratto poligonale, l’immancabile cifra stilistica di Hexagonall, si tratta di diciotto locandine in tutto, che coprono l’intera produzione del regista californiano, realizzate con uno stile colorato eppure dark, scegliendo un unico oggetto come simbolo dell’intero film, cogliendo brillantemente il senso dell’opera in alcuni casi meglio che in altri.
Via | Fubiz.net
Creare nuove locandine di film di culto, graficamente impeccabili, argutamente minimali, cogliendo un solo elemento visivo che rappresenti tutta l’opera, è una di quelle tendenze che entrano in circolo in modo casuale nella rete. È un lavoro di sottrazione, una sineddoche, volendo accennare a una figura retorica, ovvero una parte per il tutto.
Tempo fa avevamo già scritto delle locandine dedicate alle serie tv di Albert Exergian, ma il graphic designer austriaco non è l’unico ad aver intrapreso questa strada. L’inglese Jamie Bolton si dedica principalmente alla fantascienza: la sua visualizzazione dei tre capitoli della saga di Ritorno al Futuro coglie con acume i complicati salti temporali.
Il suo conterraneo Olly Moss preferisce invece un filo conduttore cromatico e tra simmetrie e giochi ottici disegna sette locandine in rosso e nero. Infine il brasiliano Eduardo Prox sembra essere il più minimalista tra tutti, riducendo Kill Bill, Arancia Meccanica e Guerre Stellari ad un’unica (eppur lampante) forma geometrica.
Via | Minimalissimo.com
Graphic design: locandine minimali per omaggiare film di culto