
La notizia, inevitabilmente, ha già fatto il giro della rete. L’agenzia olandese Organisation in Design ha bandito un concorso riservato a designer promettenti ed innovativi mettendo in palio uno spazio di 25mq in zona Ventura Lambrate.
Ma di quale distretto stiamo parlando? Ventura Lambrate è una tra le nuove zone calde che renderà ancora più composita la mappa degli appuntamenti milanesi del Fuori Salone. Dopo il sovraffollamento di Zona Tortona dello scorso anno, infatti, sono in molti ad andare in cerca di location alternative, che vantino magari la frequentazione esclusiva di un pubblico di addetti ai lavori insieme a condizioni più agevoli per l’affitto degli stand.
Ubicata, come il nome suggerisce, vicinissimo alla metro Lambrate nell’omonima via Ventura, a due passi dalla sede della rivista Abitare, Ventura Lambrate sarà il nuovo baricentro di molti olandesi, tra cui Design Academy Eindhoven, Neils van Eijk & Miriam van der Lubbe, Frederik Roijé e Laikingland. Nelle immediate vicinanze, anche Maarten Baas e il Royal College of Art.
Per le condizioni relative al concorso, invece, potete consultare Dezeen, media partner dell’iniziativa.
Continua a leggere: Ventura Lambrate: A.A.A. stand offresi al Fuori Salone
Nuovi talenti. E’ un’estetica molto particolare quella che caratterizza i pezzi del duo olandese Kranen Gille, formato rispettivamente da Jos Kranen e Johannes Gille, ex alunni della Design Academy Eindhoven. Il duo, infatti, è accomunato da un gusto spiccato per uno stile industriale un po’ cyber che non disdegna il recupero e la commistione con soluzioni artigianali.
La produzione comprende una sedia, un tavolino basso, una panca, una lampada e una poltrona, la Fredersen Miami Wingchair, caratterizzata da un’imbottitura fermata con dei lacci. La collezione è in mostra a Londra presso la galleria di design FUMI.
La collezione di Kranen Gille alla Galleria FUMI
Continua a leggere: Kranen Gilles, estetica neo industriale in mostra a Londra

Spesso il risultato di progetti di critical design o di ricerche concettuali è un oggetto che nonostante la sua complessità risulta di scarsa o nulla utilità o perlomeno di difficile utilizzo. Object for Atheists, del giovane designer olandese ribalta questa prospettiva.
Il risultato della sua riflessione antropologica sull’atteggiamento scettico degli atei si è concretizzato in questa bella cassettiera di bambù che, per chi vuole sempre “scoprire cosa c’è dietro” nasconde sul retro degli scaffali segreti.
Costruito solo con metodi d’incastro a coda di rondine, senza colla né viti, Object for Atheists è esposta in questi giorni nelle Graduation Galleries 2009 alla Design Academy di Eindhoven, mentre il percorso di ricerca del giovane Guy Keulemans è documentato nel suo blog.
Via | Ffffound.com
Continua a leggere: La cassettiera per gli atei di Guy Keulemans

La giovane designer olandese Christien Meindertsma, uscita dalle scuderie della Design Academy di Eindhven, ha presentato allo scorso Salone del Mobile “The flax project”, uno studio sul recupero delle tecniche di realizzazione delle corde in uso nell’Olanda del 16esimo secolo. Il tutto utilizzando un materiale, il lino, che fa parte anch’esso della tradizione manifatturiera dei Paesi Bassi.
La collezione include una lampada a sospensione che si compone di una corda elettrificata appesa al soffitto e lasciata cadere morbidamente fino a terra. Alla versione con la sola lampadina, molto bella nella sua semplicità , si aggiunge quella con paralume in legno. Il tutto si distingue per un’estetica un po’ quacchera, forse un complemento d’arredo possibile per i mobili Shakers.
Via | Pan Dan

Continua a leggere: Le lampade in corda di Christien Meindertsma

Continuiamo a parlare di attaccapanni. Complementi di arredo spesso banali e sempre di difficile inserimento: per questo, ben vengano le proposte di giovani designer attenti ad esplorare nuovi approcci formali, anche se spesso inevitabilmente suggeriti da spunti di ricerca quanto mai univoci.
Dopo Eda, come è stato giustamente notato un parente prossimo di Latva di Mikko Laakkonen per Covo, è la volta di Tree Branch Coat Hooks dell’americano Max Lipsey. I suoi rami da parete in alluminio sono realizzati a mano presso una fonderia di Eindhoven, dove vive da qualche tempo dopo aver frequentato la Design Academy. Come nota lo stesso Lipsey, funziona meglio il gruppo di dieci piuttosto che il singolo pezzo isolato (e tutto sommato non credo sia una trovata commerciale per venderne di più).
Il prodotto è stato esposto presso lo Spazio Rossana Orlandi allo scorso Salone del Mobile.
Via | Mat and me
Continua a leggere: Tree Branch Coat Hooks, la variante a parete dell'appendiabito/albero