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Tutti gli articoli con tag design academy eindhoven

Fuori Salone 2011: Design Academy Eindhoven

pubblicato da Giulia Zappa

Design Academy Eindhoven al Salone del Mobile 2o11

Finire a Porta Romana durante la design week milanese è un po’ come andare ad una gita “fuori porta”: hai sempre la sensazione di dover affrontare un piccolo viaggio, lontano dai circuiti più affollati e frequentati del Fuori Salone. Ma questa volta il viaggio vale il suo scopo, merito dell’esposizione -a detta di molti- più “intensa” dell’intera settimana.

Qual è, dunque, il protagonista di questo celebrato passaparola? La risposta è prevedibile solo a metà: trattasi infatti della Design Academy Eindhoven, istituzione universitaria guidata da illustri designer (Bakker, Edelkoort) e da anni fucina di talenti (Baas, Forma Fantasma), mai in grado, fino a questo momento, di rendere un vecchio adagio, quello per cui l’allievo supera il maestro, vicino alla realtà di fatti.

Solamente fino ad ora, però. Il merito dell’esposizione, molto omogenea nella qualità dei lavori presentati, sta tutto nel metodo che li accomuna, centrato su un’attività di problem solving che parte con una ricerca, arriva a una domanda, e fa del progetto una risposta logica, concreta, e allo stesso tempo immaginifica e umana. In poche parole quello che a Eindhoven chiamano “conceptual design in contest”.

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Design Academy Eindhoven, da Sotheby's i lavori degli studenti

pubblicato da Giulia Zappa

design academy eindhoven

I giovani laureati in design all’asta da Sotheby’s. Succede ai fortunatissimi studenti della Design Academy Eindhoven, tra gli istituti europei più prestigiosi nella disciplina, da qualche anno sulla cresta dell’onda grazie alla direzione di personaggi quali Li Edelkoort e Gijs Bakker.

La scuola ha appena stretto un accordo con la celebre casa d’aste inglese per battere alcuni lavori tra quelli esposti nella mostra “Questions”, a Ventura Lambrate nei giorni dello scorso Salone del Mobile.

L’occasione servirà così a testare l’appetibilità dei giovani designer da parte dei collezionisti, che potranno dal canto loro accaparrarsi a cifre contenute quanto poi, nel migliore dei casi, è destinato a decuplicare di valore. Come ci insegna, del resto, la storia recente di alcuni laureati dell’accademia olandese, uno su tutti il Maarten Baas della serie Smoke

Via | DeTnk

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Salone del Mobile 2010, istruzioni per l'uso #2

pubblicato da Giulia Zappa


Altro giro altra corsa, si passa a Brera e alla visita degli showroom dei grandi marchi di design. L’abbiamo già detto, e lo ripetiamo. Si tratta di un spazi immacolati, istituzionali, con progetti spesso frutto di un’accurata ricerca industriale, dove si aggirano i grandi designer che firmano i progetti di punta dei grandi marchi del Made in Italy. Consigliato soprattutto a chi non avesse intenzione di visitare anche la fiera (dove ovviamente ritroveremo qualche novità).

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Ventura Lambrate: A.A.A. stand offresi al Fuori Salone

pubblicato da Giulia Zappa

ventura lambrate

La notizia, inevitabilmente, ha già fatto il giro della rete. L’agenzia olandese Organisation in Design ha bandito un concorso riservato a designer promettenti ed innovativi mettendo in palio uno spazio di 25mq in zona Ventura Lambrate.

Ma di quale distretto stiamo parlando? Ventura Lambrate è una tra le nuove zone calde che renderà ancora più composita la mappa degli appuntamenti milanesi del Fuori Salone. Dopo il sovraffollamento di Zona Tortona dello scorso anno, infatti, sono in molti ad andare in cerca di location alternative, che vantino magari la frequentazione esclusiva di un pubblico di addetti ai lavori insieme a condizioni più agevoli per l’affitto degli stand.

Ubicata, come il nome suggerisce, vicinissimo alla metro Lambrate nell’omonima via Ventura, a due passi dalla sede della rivista Abitare, Ventura Lambrate sarà il nuovo baricentro di molti olandesi, tra cui Design Academy Eindhoven, Neils van Eijk & Miriam van der Lubbe, Frederik Roijé e Laikingland. Nelle immediate vicinanze, anche Maarten Baas e il Royal College of Art.

Per le condizioni relative al concorso, invece, potete consultare Dezeen, media partner dell’iniziativa.

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Kranen Gilles, estetica neo industriale in mostra a Londra

pubblicato da Giulia Zappa

La collezione di Kranen Gille alla Galleria FUMI

Nuovi talenti. E’ un’estetica molto particolare quella che caratterizza i pezzi del duo olandese Kranen Gille, formato rispettivamente da Jos Kranen e Johannes Gille, ex alunni della Design Academy Eindhoven. Il duo, infatti, è accomunato da un gusto spiccato per uno stile industriale un po’ cyber che non disdegna il recupero e la commistione con soluzioni artigianali.

La produzione comprende una sedia, un tavolino basso, una panca, una lampada e una poltrona, la Fredersen Miami Wingchair, caratterizzata da un’imbottitura fermata con dei lacci. La collezione è in mostra a Londra presso la galleria di design FUMI.

La collezione di Kranen Gille alla Galleria FUMI

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La cassettiera per gli atei di Guy Keulemans

pubblicato da Cut-tv

Object for Atheists

Spesso il risultato di progetti di critical design o di ricerche concettuali è un oggetto che nonostante la sua complessità risulta di scarsa o nulla utilità o perlomeno di difficile utilizzo. Object for Atheists, del giovane designer olandese ribalta questa prospettiva.

Il risultato della sua riflessione antropologica sull’atteggiamento scettico degli atei si è concretizzato in questa bella cassettiera di bambù che, per chi vuole sempre “scoprire cosa c’è dietro” nasconde sul retro degli scaffali segreti.

Costruito solo con metodi d’incastro a coda di rondine, senza colla né viti, Object for Atheists è esposta in questi giorni nelle Graduation Galleries 2009 alla Design Academy di Eindhoven, mentre il percorso di ricerca del giovane Guy Keulemans è documentato nel suo blog.

Via | Ffffound.com

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Le lampade in corda di Christien Meindertsma

pubblicato da Giulia Zappa

flax_christien-meindertsma

La giovane designer olandese Christien Meindertsma, uscita dalle scuderie della Design Academy di Eindhven, ha presentato allo scorso Salone del Mobile “The flax project”, uno studio sul recupero delle tecniche di realizzazione delle corde in uso nell’Olanda del 16esimo secolo. Il tutto utilizzando un materiale, il lino, che fa parte anch’esso della tradizione manifatturiera dei Paesi Bassi.

La collezione include una lampada a sospensione che si compone di una corda elettrificata appesa al soffitto e lasciata cadere morbidamente fino a terra. Alla versione con la sola lampadina, molto bella nella sua semplicità, si aggiunge quella con paralume in legno. Il tutto si distingue per un’estetica un po’ quacchera, forse un complemento d’arredo possibile per i mobili Shakers.

Via | Pan Dan

flax_christien-meindertsma

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Tree Branch Coat Hooks, la variante a parete dell'appendiabito/albero

pubblicato da Giulia Zappa

max lipsey

Continuiamo a parlare di attaccapanni. Complementi di arredo spesso banali e sempre di difficile inserimento: per questo, ben vengano le proposte di giovani designer attenti ad esplorare nuovi approcci formali, anche se spesso inevitabilmente suggeriti da spunti di ricerca quanto mai univoci.

Dopo Eda, come è stato giustamente notato un parente prossimo di Latva di Mikko Laakkonen per Covo, è la volta di Tree Branch Coat Hooks dell’americano Max Lipsey. I suoi rami da parete in alluminio sono realizzati a mano presso una fonderia di Eindhoven, dove vive da qualche tempo dopo aver frequentato la Design Academy. Come nota lo stesso Lipsey, funziona meglio il gruppo di dieci piuttosto che il singolo pezzo isolato (e tutto sommato non credo sia una trovata commerciale per venderne di più).

Il prodotto è stato esposto presso lo Spazio Rossana Orlandi allo scorso Salone del Mobile.

Via | Mat and me

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