
Lo studio danese Bayarch, specializzato in design e architettura, ha proposto un concept abbastanza rivoluzionario per uno dei luoghi di culto dell’immaginario statunitense e non solo. La famosissima scritta Hollywood, sulle colline davanti la città omonima che ospita gli studios più famosi al mondo.
L’idea prevede di trasformare le singole lettere in altrettante facciate di un gigantesco hotel di 300 stanze. L’impresa è probabilmente destinata a rimanere un sogno, visto che -come prima cosa- bisognerebbe anche ingrandire notevolmente le dimensioni della scritta (al momento è alta circa tredici metri).
Il progetto però è affascinante e andrebbe sostanzialmente a integrarsi col panorama: la profondità della struttura sarebbe ‘coperta’ in prospettiva dalle singole lettere e il mito di una scritta che resiste dal lontano 1923 rimarrebbe immutato. Dopo il salto, una gallery con le renderizzazioni del concept.

Poche le informazioni a disposizione su questo bell’oggetto di illuminazione, Casiopea, tra le ultime creazioni del designer spagnolo Miguel Herranz per Manifacturas Celda.
La lampada, realizzata intrecciando cordini (in materiale plastico?) in una fitta maglia, si caratterizza per uno spiccato gusto grafico. Disponibile in diverse versioni e dimensioni, a sospensione come da terra, prevede anche dei begli inserti nero su bianco nel caso si voglia conferire all’oggetto una personalità più vistosa.
Un possibile riferimento illustre? Certamente il capostipite di questa particolare tipologia di lampade tubolari, quella celebre Falkland di Bruno Munari che ancora oggi rimane uno dei suoi più famosi best sellers.
Via | Design Milk
Lo scorso anno il designer spagnolo Marti Guixé aveva realizzato per Danese una seduta chiamata Xarxa, un insieme di cuscini, differenti per grandezza, colore e materiali, tenuti insieme da fascette di tessuto fermate da bottoni. Quest’anno Guixé firma l’evoluzione di Xarxa, ossia Xarxa Sofà.
Una poltrona multifunzione formata da una base in legno e una serie di cuscini anche qui completamente indipendenti l’uno dall’altro. I cuscini possono essere sistemati in diverse posizioni, sostenuti da cavi d’acciaio flessibili, tirati con delle cinghie, fissati con dei bottoni, sfilati dalla struttura, fino addirittura a rivelare la base in legno che può diventare un tavolino informale.
Via | Designcan.it

L’ADI (Associazione per il Disegno Industriale) e l’AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) rilanciano anche quest’anno l’iniziativa “Love Design, Il Design Sostiene la ricerca”, un’occasione d’incontro per i grandi marchi del design italiano e per tutti gli appassionati finalizzata a raccogliere fondi per la ricerca oncologica.
La Mostra Mercato, nata nel 2003, offrirà una vasta scelta di oggetti di design a prezzi, per l’occasione, particolarmente vantaggiosi. L’appuntamento è dal 23 al 25 ottobre al PAC, Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano e l’ingresso è gratuito.
Tra le aziende che parteciperanno ci sono Cassina, Danese, DePadova, Alessi, Flou, Moroso, Vitra, Nespresso, Zanotta, Frau, mentre fanno parte del comitato promotore Artemide, Driade, Molteni, Oluce, Luceplan, Flos, Kartell. E visto che questa volta è per una buona causa, andate e spendete!
Via | Nessundove.net

Carlotta de Bevilacqua ha realizzato per il brand italiano Danese una nuova lampada caratterizzata dall’estremità superiore costituira da LED intercambiabili. La creazione prende più precisamente il nome di UNA SISTEMA e grazie alla sua spiccata versatilità può essere utilizzata come lampada da tavolo, da terra, da soffitto; anche perchè grazie ad un braccio direzionabile la fonte luminosa può essere orientata in ogni direzione.
Il brand Danese dichiara che l’estrema funzionalità e versatilità della lampada la rende perfetta per mutare in linea con le esigenze di chi la utilizza; inoltre il semplice profilo in alluminio la rende perfetta per ogni ambiente.
Via | Dezeen.com

Uno degli ultimi prodotti del brand italiano Danese nasce dalla collaborazione col designer inglese Ross Lovegrove. Stiamo parlando di 100%, una lampada sicuramente originale perchè è caratterizzata dall’avere il circuito elettrico che ne permette il funzionamento a vista.
La lampada ha un profilo molto semplice, realizzato con un sottile foglio di alluminio bianco su cui è applicato un circuito flessibile; il tutto è completato da un interruttore touch sensitive che permette l’accensione del dispositivo, inoltre l’intensità della luce emessa può essere controllata usando una card elettronica.
Via | Dezeen.com

Il famoso marchio danese Fritz Hansen introduce nel suo catalogo una novità per il 2009: si tratta delle sedie appartenenti alla RIN Collection, disegnate dal giapponese Hiromichi Konno. La seduta è modellata in polipropilene, il gambo a stella è in acciaio, con finitura alluminio o laccato nella stessa tonalità della seduta.
Konno ha presentato così la sua creazione: “Volevo una sedia che potesse risvegliare emozioni. Doveva essere visivamente attraente e capace di dare una sensazione di eleganza a chi la usasse. Quindi poetica, semplice e forte, rilassante e innovativa al tempo stesso. L’intento era di ricreare dall’inizio la sedia perfetta.”
Continua a leggere: RIN Collection, le nuove sedie di Fritz Hansen

Tra le tante iniziative che Torino offre nel quadro del suo World Design Capital Year, spicca la mostra che la GAM dedica a Enzo Mari, figura chiave del design italiano dagli anni cinquanta in poi. In bilico tra arte, è stato esponente di spicco della corrente cinetica, e design, ha vinto nell’arco della sua carriera quattro Compassi d’oro, spaziando dalla lunga collaborazione con il marchio Danese, alla grafica coordinata per le copertine di Boringhieri, Mari si può certo definire la “coscienza critica” del design italiano.
La mostra, curata completamente, dall’ideazione all’allestimento e al catalogo dallo studio Enzo Mari, si sviluppa attraverso selezione di 250 opere, dispiegate in un percorso cronologico che volutamente incrocia la produzione artistica e la realizzazione di oggetti di design per le aziende. Dettaglio piuttosto interessante, le opere da esibire in mostra sono state scelte dallo stesso Mari e da un gruppo di amici che sempre segue il suo lavoro.
Enzo Mari, l’Arte del Design è in mostra alla GAM di Torino, via Magenta, 31,fino al 6 gennaio 2009.
Via | Socialdesignzine
Rikke Jørgensen è una giovane progettista danese, con una laurea in architettura conseguita alla Royal Danish school of Fine Arts, che utilizza il suo notevole talento di disegnatrice per dar vita ad illustrazioni a dir poco raffinate e sorprendenti. Testi e lettere nelle sue mani sprigionano paesaggi onirici pieni di forme e stile. Basta dare un’occhiata al suo blog per capire che direzione ha preso la sua futura carriera.
Via | Pullpinhold
Italia: Design_kit è una nuova iniziativa di designerblog, una serie di interviste, che si propone di creare una geografia del panorama del giovane design italiano, evidenziando quali sono le icone di riferimento della nuova generazione e le direzioni intraprese dalla nuova creatività. Il bello di questa mappa è che si autogenererà. Ogni intervistato infatti farà il nome del suo successore.
L’ospite di oggi è l’Industrial designer Francisco Gomez Paz, nato in Argentina che vive e lavora a Milano, invitato da Rodrigo Torres.
Descrivi chi sei, cosa fai e come ti piace farlo.
Sono nato in Argentina 33 anni fa, dopo la laurea in Industrial Design mi sono trasferito in Italia per fare il Master in Design alla Domus Academy nel ‘99, da allora vivo e lavoro a Milano collaborando con aziende italiane quali Artemide, Danese, Driade, Olivetti, ed altre. Mi piace iniziare il progetto da un foglio bianco, senza linguaggi formali predeterminati e preconcetti; cerco di far transitare il progetto da dove mi diverto di più: quella stretta frazione fra l’invenzione ed il design, dove sono le idee e le soluzioni progettuali e tecnologiche a determinare il risultato formale.
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