
I codici a barre sono di certo noiosi e non molto glamour e se ne sono accorti bene alcuni designer giapponesi che hanno pensato di rendere più accattivanti e originali anche questi elementi.
Senza ostacolare la funzione primaria del codice a barre, i designer sono riusciti a creare paesaggi urbani o naturali e inserire vari elementi, spesso relativi al prodotto che identificano, creando delle vere e proprie illustrazioni che attirano l’attenzione per originalità estetica e unicità.
La galleria del Barcode Design Studio di Tokyo espone molteplici esempi di codici a barre rivisitati e illustra i modi creativi con cui si può rivoluzionare questo elemento tecnico, spesso anche con poche e semplici mosse.
Making of SuperFoam Chair from Rich Gilbert on Vimeo.
Una poltrona globulosa, gelatinosa, reticolare. Si chiama SuperFoam ed è un prototipo progettato e realizzato dal giovane designer Rich Gilbert, studente del Royal College of Art di Londra, per sperimentare la duttilità di un materiale come la schiuma.
Per questa poltrona ad esempio è stata usata una sostanza trasparente che, grazie a un’apposita cavità interna, può essere illuminata creando strani effetti di pieni e vuoti. In questo video potete osservare, velocizzato all’ennesima potenza, l’ingegnoso metodo di realizzazione.
Via | Trendsnow.net

Chi l’ha detto che il design giapponese è sempre minimalista, sofisticato, dai colori leggermente insaturi e incline alla funzionalità? Ebbene, dalla Tokyo Design Week appena conclusasi arriva un prototipo in grado di spiazzare tutte le nostre aspettative. E, perchè no, anche i nostri pregiudizi.
Kamina è il marchio giapponese (scarsissime le informazioni a riguardo) che ha appena presentato No, 0052, una seduta realizzata in legno di quercia e ispirata ad un cervo, come si può chiaramente desumere dalla forma dello schienale, l’intaglio e le corna vere.
Da Storm from the East ci dicono che la qualità delle finiture è veramente eccellente, e il loro giudizio ci rassicura sul valore intrinseco dell’oggetto. Ma oltre la curiosità, il kitsch e l’artigianalità, e persino il dibattito design-non design, c’è qualche lettore che vuole condividere le sue perplessità?
Via | Storm from the East
Ti abboni ad una rivista ma nella buca delle lettere ricevi una maglietta. Come è possibile? Il progetto si chiama T-Post e gioca proprio sullo slittamento di aspettative rispetto al formato magazine: al posto della carta c’è la stoffa di una T-shirt che fa da supporto per una rivista monografica fronte-retro. O double-face, come sarebbe più opportuno dire. Ma che rimane comunque un oggetto da indossare oltre che da leggere.
Ogni numero della rivista, infatti, è affidato ad un designer diverso, che prepara per il fronte una illustrazione ad hoc a cui si accompagna da un articolo stampato sul verso. L’idea, bizzarra quanto geniale, parte dalla Svezia ma si è già fatto il giro del mondo grazie al passaparola, complice anche la buona qualità degli artwork stampati, quasi tutti affidati ad emergenti.
Abbonarsi è facile e neanche dispendioso. Ogni numero, “pubblicato” ogni sei settimane, è venduto al prezzo di 19€ più spese di spedizione. Impossibile, però, mettere le mani sulle magliette senza un abbonamento: il concept non prevede distributori intermedi e incoraggia il word of mounths come unico mezzo di propagazione. Garantendo così anche una produzione limited edition a tiratura variabile.
Curiosi anche i temi trattati, come nel caso dell’ultimo numero. Sapevate infatti che Cuba, a causa dell’embargo, rischia di rimanere senza carta igienica fino alla fine dell’anno?
Via | Yatzer
Continua a leggere: T-post, la rivista limited edition in formato maglietta
A prima vista questa strana seduta-scultura di Noel Blakeman mi ha fatto pensare a quante scene di film, quanti dialoghi sono ambientati in piccoli parchi giochi, con i protagonisti seduti in cerchio sui sedili girevoli di una giostra troppo grande per loro.
Spinning Seats incarna lo stesso spirito giocoso, con le sue otto sedute, in acciaio inossidabile o in Corian, che ruotano attorno a un perno centrale a diverse altezze. Pensata per ambienti eccentrici, che siano locali, la lobby di un hotel o in un appartamento dallo stile moderno.
Via | Materialicious.com
Proprio un anno fa vi abbiamo raccontato del debutto di un marchio italiano, Dot, creato dal torinese Alberto Caramello per disegnare piccoli oggetti quotidiani pieni di ironia e colore. E in quell’occasione vi abbiamo mostrato i primi prodotti lanciati su mercato.
Ad un anno di distanza Dot è approdato al London Design Festival e per l’occasione ha presentato due nuovi prodotti, Unvase, il contenitore per fiori composto da due elementi di ceramica smaltata in nero che affiancati, creano, con i loro vuoti, la silhouette di un vaso da fiori classico, e Fly, l’attaccapanni da parete di plastica a forma di farfalla dalla sorprendente solidità.
Dot, le novità di Alberto Caramello al London Design Festival

Se avete una famiglia numerosa, e vi trovate spesso (ma anche no) alle varie reunion con almeno 12 persone a tavola, avrete sicuramente avuto almeno una volta la spiacevole sensazione di trovarvi nel posto sbagliato per poter mangiare in santa pace.
Così, assieme al chiasso dei parenti, dovrete anche sorbirvi un pranzo o cena che sia seduti scomodi, magari in quel posto che di solito si trova tra la gamba di un tavolo unito all’altro, con tanto di scompenso di altezze che non vi permetterà di mantenere nemmeno il vostro piatto fermo. Probabilmente la designer Shira Nahon ha avuto questa “disavventura” familiare molte volte, così da cercare di trovare un progetto che potesse in qualche modo ovviare alla scomoda situazione.
Stiamo parlando di Plate For People Who Sit Between, dove il nome ci fa già intuire la sua particolarità. Il piatto in questione è un comune piatto di portata che ha la particolarità di avere un “gradino” che ci permetterà di poter mangiare anche nel posto a tavola più scomodo che ci appioppano. Magari non sarà lo stesso comodo mangiarci dentro, ma almeno ci strapperà qualche risata, o no?
Via | 1 design per day
Il brand PUMA ha pensato a un modo davvero molto originale e simpatico di proporre i suoi capi di abbigliamento firmati Ferrari all’interno di un loro negozio.
Nel video hanno ricostruito fedelmente una Ferrari in scala uno a uno utilizzando solo dei vestiti. Il risultato è davvero sorprendente, vedere per credere!
Via | 71°
Lo stile è eccentrico ma non fa paura: nonostante la presenza di teschi, animali impagliati e insetti sotto vetro, questo imponente loft di Amsterdam dà vita ad un ambiente invitante e e soprattutto molto curato in tutti i suoi dettagli.
Tutto merito di Uxus Design, lo studio di progettazione che si è fatto carico di rispondere ai gusti certamente eccentrici del padrone di casa. Non un tassidermista, come si direbbe a prima vista, ma uno spirito libero amante del gotico quanto del buon design.
Continua a leggere: Ad Amsterdam il loft gotico di UXUS design
Il sito B3ta ha indetto una sfida on-line, ora conclusa, davvero molto interessante, che ha portato ad avere dei risultati imprevedibili e sorprendenti.
Si tratta di Movie Mashups, che prevedeva di interpretare le varie locandine dei film più noti, e di “mixarli” abilmente con altrettanti capolavori del cinema.
Come potete vedere sul sito, i risultati sono stati davvero incredibili e i contributi numerosi, qui di seguito inseriamo alcune delle locandine più curiose. Ora provate a trovare la giusta collocazione a tutti i film citati, buon divertimento!
Via | nerdcore