
Troppo simpatico questo piccolo sottomarino giallo da usare per preparare una tisana in maniera davvero stilosa.
Tea Sub è un progetto di Ototo, è realizzato interamente in silicone ed ha una catenella che si usa per immergere il sottomarino, contenente le foglie di te o tisana, in acqua calda.
Via | think.bigchief.it

Protagonista dell’intervista di oggi è Imegadito, eclettico studio di Venezia formato dai due designer Zeljko e Gianmaria, che espone i suoi giocosi progetti in questi giorni a Vicenza, in occasione di Young Designer Home.
1) Parlateci di voi: percorso di studio e lavoro, obiettivi futuri.
Imegadito: Zeljko si è laureato in scultura presso l’accademia di belle arti di Venezia e Gianmaria ha studiato allo IUAV. Sarà questo il motivo per il quale i nostri prodotti sono una via di mezzo fra l’arte e design.
Oltre al nostro lavoro di designer, la cosa che ci interessa molto è di dare il nostro contributo alla cultura Veneziana e aprire le prospettive ai giovani creativi di questa città. Con il progetto I Love Tourism Shop, un negozio presso la galleria San Marco della Fondazione Bevilacqua La Masa, stiamo cercando di dare visibilità al design emergente e scoprire la faccia alternativa di Venezia, che esiste, ma purtroppo negli ultimi anni è stata travolta dal commercio rivolto esclusivamente al turismo di massa. Questa cosa ha demoralizzato i giovani e i cittadini in generale. ILT è un compromesso fra turismo e bisogni della città, cioè fra passante e abitante.
2) Quali sono i vostri punti di riferimento nel mondo del design?
Imegadito: Non ci siamo mai concentrati su un tipo di prodotto nello specifico e le nostre cose variano dai vestiti alla grafica. Soprattutto per i bisogni di ILT e la ricerca di giovani designer emergenti da presentare nello shop e in mostra nelle 4WINDOWS, seguiamo diversi campi del design. La lista sarebbe lunghissima, nominare qualcuno e dimenticare magari qualcun altro ci farebbe sentire in colpa…
3) Come nascono i vostri progetti e da dove prendete l’ispirazione per dar vita alle vostre creazioni?
Imegadito: Ogni prodotto nasce dai nostri bisogni e dalle soluzioni che cerchiamo per la nostra casa. In questo modo speriamo che il prodotto che proponiamo sia una soluzione anche per qualcun altro.

Bidoun Collection è la linea di arredamento progettata da Katrin Greiling sul tema dell’arredamento nomadico. L’idea, infatti, è quella di prendere spunto dalla vita sotto le tende dei beduini per trasporre le peculiarità della loro dimensione domestica itinerante in un concept capace di parlare, in maniera attuale, a tutte le culture e latitudini.
La collezione si compone di una serie di divani e di pouff realizzati attraverso la giustapposizione di strati di imbottito di diverso colore e spessore. Molto belle anche le versione colorate, che potrete vedere dopo il salto. I mobili sono disponibili alla galleria Traffic di Dubai.
Via | Contemporist
Continua a leggere: Bidoun Collection, l'arredamento a Dubai di Katrin Greiling

Jellio è il brand che progetta e vende complementi d’arredo ludici e ispirati al mondo dell’infanzia.
Dopo le colorate lampade Gummi Light, che si ispirano ai golosi orsetti-caramella gommosi, ecco una nuova panca confortevole e molto originale…
Sembra un gelato-biscotto gigante ed è davvero irresistibile…verrebbe quasi voglia di addentarla!
Il prezzo però non è altrettanto invitante: ben 950 dollari per accaparrarsi questo ironico divanetto.

Malafor ha da poco lanciato il suo ultimo progetto: il concept per una “sedia” portatile davvero molto versatile.
Mobile, questo il nome del progetto, è infatti una sorta di schienale ergodinamico che si allaccia alla vita come una cintura e consente di appoggiarsi ad un tronco d’albero, pilone o schiena di una persona, per riposare comodamente ovunque ci si trovi.
Leggero e trasportabile, Mobile potrebbe facilmente trasformarsi nell’oggetto dei desideri di coloro che amano dedicarsi alla lettura al parco, all’ombra di un bell’albero…
Continua a leggere: Mobile, la sedia concettuale e versatile di Malafor

Wash Away All Sins, ovvero “lava via tutti i peccati”, è una linea di ironici dispenser per sapone progettati dalla designer Tina Tsang per Undergrowth Design.
I contenitori, realizzati in porcellana, riproducono una saponetta rettangolare che si sta sciogliendo in un angolo, formando al contempo della morbida schiuma…
Sulla parte posteriore è inoltre riportata la definizione di “pulito” per ricordarci ogni giorno il nuovo stato di purificazione da ogni peccato che si ottiene mediante l’uso del sapone…
Via | notcot.com
Continua a leggere: Wash Away All Sins by Undergrowth Design

I codici a barre sono di certo noiosi e non molto glamour e se ne sono accorti bene alcuni designer giapponesi che hanno pensato di rendere più accattivanti e originali anche questi elementi.
Senza ostacolare la funzione primaria del codice a barre, i designer sono riusciti a creare paesaggi urbani o naturali e inserire vari elementi, spesso relativi al prodotto che identificano, creando delle vere e proprie illustrazioni che attirano l’attenzione per originalità estetica e unicità.
La galleria del Barcode Design Studio di Tokyo espone molteplici esempi di codici a barre rivisitati e illustra i modi creativi con cui si può rivoluzionare questo elemento tecnico, spesso anche con poche e semplici mosse.
Making of SuperFoam Chair from Rich Gilbert on Vimeo.
Una poltrona globulosa, gelatinosa, reticolare. Si chiama SuperFoam ed è un prototipo progettato e realizzato dal giovane designer Rich Gilbert, studente del Royal College of Art di Londra, per sperimentare la duttilità di un materiale come la schiuma.
Per questa poltrona ad esempio è stata usata una sostanza trasparente che, grazie a un’apposita cavità interna, può essere illuminata creando strani effetti di pieni e vuoti. In questo video potete osservare, velocizzato all’ennesima potenza, l’ingegnoso metodo di realizzazione.
Via | Trendsnow.net

Chi l’ha detto che il design giapponese è sempre minimalista, sofisticato, dai colori leggermente insaturi e incline alla funzionalità? Ebbene, dalla Tokyo Design Week appena conclusasi arriva un prototipo in grado di spiazzare tutte le nostre aspettative. E, perchè no, anche i nostri pregiudizi.
Kamina è il marchio giapponese (scarsissime le informazioni a riguardo) che ha appena presentato No, 0052, una seduta realizzata in legno di quercia e ispirata ad un cervo, come si può chiaramente desumere dalla forma dello schienale, l’intaglio e le corna vere.
Da Storm from the East ci dicono che la qualità delle finiture è veramente eccellente, e il loro giudizio ci rassicura sul valore intrinseco dell’oggetto. Ma oltre la curiosità, il kitsch e l’artigianalità, e persino il dibattito design-non design, c’è qualche lettore che vuole condividere le sue perplessità?
Via | Storm from the East
Continua a leggere: No, 0052 by Kamina&C, il design giapponese anti-minimalista
Ti abboni ad una rivista ma nella buca delle lettere ricevi una maglietta. Come è possibile? Il progetto si chiama T-Post e gioca proprio sullo slittamento di aspettative rispetto al formato magazine: al posto della carta c’è la stoffa di una T-shirt che fa da supporto per una rivista monografica fronte-retro. O double-face, come sarebbe più opportuno dire. Ma che rimane comunque un oggetto da indossare oltre che da leggere.
Ogni numero della rivista, infatti, è affidato ad un designer diverso, che prepara per il fronte una illustrazione ad hoc a cui si accompagna da un articolo stampato sul verso. L’idea, bizzarra quanto geniale, parte dalla Svezia ma si è già fatto il giro del mondo grazie al passaparola, complice anche la buona qualità degli artwork stampati, quasi tutti affidati ad emergenti.
Abbonarsi è facile e neanche dispendioso. Ogni numero, “pubblicato” ogni sei settimane, è venduto al prezzo di 19€ più spese di spedizione. Impossibile, però, mettere le mani sulle magliette senza un abbonamento: il concept non prevede distributori intermedi e incoraggia il word of mounths come unico mezzo di propagazione. Garantendo così anche una produzione limited edition a tiratura variabile.
Curiosi anche i temi trattati, come nel caso dell’ultimo numero. Sapevate infatti che Cuba, a causa dell’embargo, rischia di rimanere senza carta igienica fino alla fine dell’anno?
Via | Yatzer
Continua a leggere: T-post, la rivista limited edition in formato maglietta