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Tutti gli articoli con tag cultura pop

Le Nike personalizzate di Brass Monki

pubblicato da Cut-tv*e

Le Nike personalizzate di Brass Monki

Chissà se la Nike lo sa e cosa ne pensa. L’illustratore inglese Daniel Reese è diventato un piccolo caso in rete grazie al suo marchio Brass Monki con cui vende (ora solo su commissione) paia di Nike Dunks personalizzate con disegni e personaggi che omaggiano la cultura popolare.

Da Dragonball a Bob Marley, da Batman a Kill Bill, dal logo di Google a quello di Twitter, Daniel Reese rende le sue scarpe dei veri e propri tributi ambulanti a icone di massa, rendendo ancora una volta delle sneakers veri e propri oggetti di culto, ognuna unica ed effimera come solo una tendenza pop sa essere.

Via | Design-fetish

Le Nike personalizzate di Brass Monki
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Back From The Future: Vintage Disney

pubblicato da intweetion

VintageDisneylandTickets

Figura controversa (c’è un libro di Eliot Marc che già dal titolo dice molto: Il principe nero di Hollywood), genio dell’animazione, imprenditore coraggioso e spesso spericolato, collaborazionista della CIA e amico di Dalì, Walt Disney è una delle figure che hanno rivoluzionato la cultura popolare (e non solo) del secolo passato.

I siti e blog, dedicati alle sue ‘creature’ e ai suoi film sono innumerevoli, oggi però vogliamo segnalarvene uno che aggiunge un’aura di nostalgia romantica a quello che di fatto -ad eccezione di pochi film- è stato uno dei successi commerciali più grandi dello ‘zio Walt’, ovvero Disneyland.

Vintage Disneyland Tickets è una raccolta di tutto il materiale utilizzato negli anni per promuovere, informare, pubblicizzare e accedere a un grande sogno diventato realtà. Un archivio incredibile dove scoprire la storia del parco di divertimenti più famoso al mondo.

Continua a leggere: Back From The Future: Vintage Disney

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L'anonimato surrealista di 9 0 0 0

pubblicato da intweetion

9 0 0 0

Chi è 9 0 0 0? Il poco che si sa, ammesso sia vero, è che vive a Bogotà, in Colombia (ma non ci giurerei). Dal suo Twitter si direbbe che studia (o insegna?) all’università. Le uniche due cose certe sono gli spazi tra le cifre del numero che si è scelto come nickname e il suo irriverente talento.

Molti potrebbero essere incappati nei suoi lavori attraverso il suo spazio su Flickr, come è capitato al sottoscritto. Fulminanti immagini che uniscono riferimenti alla cultura pop e lapidarie affermazioni sul mondo. Tanto graphic design in salsa surrealista, a volte estremo, altre molto più lucido e ragionato.

Non ci sono riferimenti ovvi, facili o scontati. La forza di 9 0 0 0 è proprio nel non preoccuparsi di una qualche coerenza temporale. Se ci sono icone a 8 bit, state certi che gli verrà dato un tocco retro in stile ’70s. Se c’è una foto presa da qualche rivista degli anni ‘60, il font utilizzato la decontestualizzerà a colpi di pixel enormi. Riesce a strapparci più di un sorriso, questo misteriosissimo terrorista della grafica. Surreale fino in fondo.

(Le immagini vengono da Tumblr. Nel frattempo, 9 0 0 0 ha cancellato -come dubitarne?- quasi tutto il suo archivio)

L’anonimato surrealista di 9 0 0 0
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Un video per promuovere la mostra su Tim Burton al MOMA

pubblicato da Cut-tv

Ve lo avevamo annunciato con grande anticipo, vista l’importanza della notizia: il MOMA di New York dedica una retrospettiva molto articolata al grande regista, animatore, disegnatore Tim Burton, a partire dal 22 Novembre, fino al 26 Aprile 2010.

Torniamo a parlarne perché il museo statunitense ha commissionato allo stesso Burton una breve animazione per promuovere l’evento. Stop Motion e computer graphics, un robottino mostruoso dagli occhi enormi e l’inconfondibile colonna sonora di Danny Elfman. Chi di voi parte per la Grande Mela???

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Monsieur Cabinet: la forza delle parole, l'eleganza del nonsense

pubblicato da intweetion

MonsieurCabinet-Apocalypse

Giochi di parole, immagini cromaticamente imprevedibili, illustrazioni infantili eppure accurate. Dietro il moniker di Monsieur Cabinet, si cela un certo Dave, insegnante di graphic design e illustrazione al College of Art di Leeds, la città in cui vive. Ha una passione per gli ‘scacciapensieri‘ e -dice- “il mio panino preferito è con il brie, basilico e pomodoro (al momento)”.

Le stranezze non finiscono con le -scarne e surreali- note biografiche. Monsieur Cabinet mescola una quantità imbarazzante di riferimenti alla cultura popolare in ogni suo lavoro. Il contrasto più evidente è quello con la semplicità del tratto o la linearità dei lavori più legati alla tipografia. I suoi sono messaggi veloci, lapidari. Che a volte arrivano con quel delay, quel ‘ritardo’, tipico di quando l’ironia accelera l’intuizione intelligente.

Cavalieri medievali su un dancefloor luminoso, letti altissimi con una scala che simboleggia la sua -pare- cronica insonnia, tratti di matita continui per esattamente tre minuti e sessanta secondi. Se proprio volete saperne di più su di lui, c’è una pagina in cui chiedergli qualsiasi cosa. E intanto, leggere le risposte che ha già dato. Con la straniante e piacevole sensazione di non essere -ancora- venuti a capo di nulla sul suo conto.
Di seguito, una gallery di alcuni dei suoi migliori ‘poster’.

Monsieur Cabinet Posters
Monsieur Cabinet PostersMonsieur Cabinet PostersMonsieur Cabinet PostersMonsieur Cabinet Posters

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Scott Hansen: dalla musica al design in 50 ISO

pubblicato da intweetion

iso50

“Il design, per me, è la ricerca dell’efficacia. L’efficacia nel trasmettere un messaggio, l’efficacia della forma”. Basterebbero queste -sue- poche parole per descrivere il talentuosissimo lavoro di Scott Hansen, designer e illustratore di base a San Francisco.

La prima curiosità da sapere è che Hansen è innanzi tutto un musicista. Il suo progetto Tycho, si colloca nell’ambito dell’elettronica e del down-tempo. La parte visuale è -facile immaginarselo- curatissima. Le copertine degli album, le t-shirts, i flyer per promuovere i live: tutto è assolutamente impeccabile e riconoscibile.

La stessa riconoscibilità è parte integrante del suo lavoro di graphic designer. Un gusto smodato per il minimalismo, riferimenti alla cultura pop dei ‘60 (specialmente quella nord-europea), uno studio costante e ispirato nell’utilizzo dei caratteri tipografici. I suoi poster sono un vero miracolo di estetica vintage (è nota la sua passione maniacale per i manifesti delle Olimpiadi) attualizzata con pochissimi, significativi elementi.

ISO 50, moniker da designer di Hansen (viene dalla sensibilità delle pellicole Polaroid), è anche un blog. Proprio dai continui scambi di discipline diverse a cui si sottopone (musica, illustrazione, grafica), nasce la sua esigenza di analizzare e scrivere. Un artista a pieno titolo. Un vorace, assoluto talento.

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Tim Burton al MoMA da Novembre

pubblicato da Cut-tv

Tim Burton

Il MoMa di New York prepara per l’autunno una mostra strabiliante: si tratta della più completa retrospettiva su Tim Burton ad oggi. Un’esposizione e una serie di proiezioni per esplorare il mondo del regista, produttore, sceneggiatore, creatore di mondi animati, ma anche scrittore, fotografo, poeta e illustratore.

Disegni, storyboard, pupazzi, costumi, oggetti di scena, stampe e immagini digitali, modellini e sketchbook, per raccontare il mondo geniale, poetico e orrorifico di un uomo visionario che ha saputo cogliere il meglio e il peggio della cultura pop per raccontare sogni adulti e incubi infantili, soglie difficili da oltrepassare, ossessioni e malinconie dei nostri tempi.

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Berlino ospita la terza edizione del Pictoplasma Festival

pubblicato da Cut-tv

Pictopia

Berlino si prepara ad accogliere per la terza volta Pictoplasma, il più prestigioso evento internazionale dedicato al character design. Dal 19 al 21 Marzo si terranno la Pictoplasma Conference, e un Simposio che con approccio leggero ma professionale metteranno a confronto l’esperienza di artisti, graphic designer da un lato e teorici dei media, esperti di cultural studies dall’altro. La Pictoplasma Conference servirà anche per lanciare Pictopia, il festival che dispiega il mondo del character design in tutte le sue declinazioni e differenze, in tutto il suo condensato surreale di cultura pop contemporanea.

L’esibizione, a cui parteciperanno tutte le star internazionali del graphic design, da Gary Baseman a Tim Biskup, da Boris Hoppek a Motomichi Nakamura, durerà per tutti i mesi di Marzo e Aprile e sarà ospitata dalla Haus der Kulturen der Welt. Altri due eventi laterali sono in programma nei giorni della Conferenza: l’Animation Festival, dedicato ovviamente alla motion graphic e la meravigliosa Character Walk, una passeggiata attraverso 20 gallerie sparte per il mitico quartiere Mitte di Berlino che ospiteranno progetti e esibizioni personali. Un’occasione da non perdere davvero.

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Le Illustrazioni di Sean Starwars

pubblicato da Cut-tv

Sean Starwars

Lo stile di Sean Starwars colpisce per il modo unico con cui miscela la cultura pop americana, l’arte folk, una certa influenza proveniente dalle pubblicità degli anni ‘50 e un tratto tipicamente underground. Ironiche, le immagini di Sean non possono non strappare un sorriso. La provincia americana, i suoi volti, i suoi miti, ma anche nativi americani, mostri e clown: un immaginario che non sfigurerebbe in un incubo di Homer Simpson.

Sean Starwars
Sean Starwars Sean Starwars Sean Starwars

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