
Come promesso ecco il seguito del mio precedente post dedicato agli stili post 2.0 dei siti web. La riflessione è partita da un articolo pubblicato su Snap2Objects, che appunto si pone l’obiettivo di indagare sui nuovi fermenti della grafica web, e di sotterrare alcuni canoni dello stile 2.0 che ormai sono diventati inflazionati e noiosetti.
Nell’ articolo non si inventa un web “tre zero”, e non si suggeriscono teorie avveniristiche, ma semplicemente si consiglia di riprendere “vecchie” soluzioni grafiche e di ricontestualizzarle in modo moderno e consapevole degli standards (cosa che è già in corso e che sta rivitalizzando molte web galleries).
Gli elementi che Mao, autore dell’articolo, consiglia di recuperare sono: look retro-vintage, palette di colori scure o calde, texture organiche, font grunge, ornamenti, headers ricchi. Tutti elementi che vanno in contrasto con il “classico” 2.0 style fatto di pulizia estrema, colori pastello, sobri sfondi di linee diagonali, semplici gradienti, ampi spazi bianchi, etc..
Continua a leggere: How to destroy the web 2.0 look - Parte 2

Come distruggere il look 2.0 del web, questo è il nome di un provocatorio e interessante articolo che ha attirato la mia attenzione. Il discorso parte qui da molto lontano, descrivendo i trend artistici come materia in eterna contrapposizione, citando ad esempio la fine del minuzioso stile gotico in favore della riscoperta della purezza neoclassica. E arrivando al web dei nostri giorni è palese l’evoluzione dallo stile dei primordi, fatto di marquee scorrevoli, banner lampeggianti, applets, al candore del look 2.0 caratterizzato da spazi di più ampio respiro per il testo, gradienti, linee diagonali ed effetti glow di vario tipo.
In passato abbiamo parlato di web 2.0, e alcuni dei lettori hanno ritenuto questo trend un “movimento” legato puramente alla programmazione, ma non è così dato che il 2.0 ha un’estetica rigorosa quanto ostentata. Questo non vuol dire che mettere un bollino dentellato o un logo riflesso faccia un sito 2.0, ma di sicuro i cambiamenti delle tecnologie a disposizione e il modo diverso di fruire il web hanno richiesto una rappresentazione grafica che contraddistinguesse il nuovo.
Continua a leggere: How to destroy the web 2.0 look - Parte 1

Magari molti di voi non sanno chi è Lokesh Dakar. Eppure quasi tutti sanno di cosa parlo se dico Lightbox. Come avrete capito, Lokesh è l’autore di questo usatissimo script che sfrutta a pieno css e javascript per ottenere con poco sforzo gallerie fotografiche di grande appeal visuale.
A questo punto mi sembra doveroso scrivere qualcosa di più su questo talento al quale molti di noi devono un grazie. Ad esempio lo sapevate che Lokesh in questo momento sta lavorando a Scilink, ovvero una sorta di LinkedIn per scienziati? Chissà cosa altro dovremo aspettarci da questo 24enne di Boston, di sicuro sappiamo che sarà qualcosa di interessante.
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Sarebbe grama la vita senza tutorials, ma Pixel Groovy ce la rende allegra! Una directory zeppa di guide utilissime controllate dagli utenti, nel senso che oltre a proporle, la community stessa decide quali vale la pena pubblicare e quali no. Volete aiuto per modellare una Moschea in 3d Studio Max, creare effetti di testo 2.0 con Photoshop, o creare una mappa interattiva in Flash? Qui trovate quello che cercate. Ovviamente ho messo l’ accento sul lato del design, ma non mancano risorse per programmatori.
Via Vandelay

Css Drive, una delle più famose directories di siti basati sui fogli di stile, decide di rinnovarsi. Cambia drasticamente abito grafico in favore di una veste sobria, bianca e nera, aggiungendo dei menu espandibili per aiutare i visitatori nella selezione dei contenuti desiderati. Che dire, io mi trovo francamente perplesso. E’ vero che la sobrietà di una gallery fa per contro risaltare i coloratissimi thumbnails dei siti in esposizione, ma stavolta il tutto mi sembra un pò striminzito. Il logo rinnovato non sarebbe forse male, ma in questo contesto perde tutto il potenziale. La scelta di bianco e nero qui diventa assenza di personalità, il footer è praticamente la fotocopia di 1000 footer assolutamente uguali per colori, spazi, caratteri. A voi l’ardua sentenza, io voto pollice verso!