Cosa usate per dare sfogo alla vostra creatività? Che siate ‘armati’ di strumento musicale, pennelli e matite o utensili da cucina, saprete benissimo quanto siano importanti i mezzi utilizzati per raggiungere un buon risultato. In caso contrario (o per celebrare l’abilità vostra e altrui) ve lo ricorda Justin Kamerer, più noto come Angryblue) che ripubblica due dei suoi lavori più riusciti.
La serie si intitola ironicamente “Weapons of Mass Creation”, storpiatura divertita delle ben più temibili “Armi di distruzione di massa” e include appunto gli oggetti per la cucina, quelli per le arti figurative e aggiunge gli strumenti musicali. Tre poster nei formati 12″ x 24″ e 15″ x 24″, in tiratura limitata a 150 esemplari e in vendita a 20 dollari ciascuno (o 50 dollari se li acquistate insieme).
Promettono di essere potenti, versatili e - soprattutto - di poter esprimere la propria creatività ovunque. Si tratta delle nuove Adobe Touch Apps: sei applicazioni per tablet che verranno presentate a breve dalla software house e consentiranno a artisti, designer e illustratori di lavorare facilmente sviluppando le proprie idee.
“Adobe Photoshop® Touch” consentirà di trasformare le immagini con una versione sviluppata appositamente per i device touch, “Adobe Proto” sarà dedicata allo sviluppo di siti e applicazioni mobile, “Adobe Ideas” sarà quella più votata al design, con l’utilizzo dei vettori. “Adobe Debut” è una suite per presentazioni, mentre “Adobe Collage” permetterà di combinare immagini, disegni e testo in moodboards per elaborare dei concept. Il tutto potrà essere arricchito con “Adobe Kuler®”, all’interno della quale si potranno scaricare, creare e scambiare le palette di colori.
Una rivoluzione che troverà poi spazio in Adobe Creative Cloud, un nuovo pacchetto di software con 20 Gb di spazio sulla nuova piattaforma di sharing che accoglierà la community di creativi pronti a condividere i risultati del proprio lavoro. La data ufficiale per il lancio della Creative Cloud è prevista il prossimo novembre, mentre le apps (che costeranno 9.99 dollari) dovrebbero essere disponibili da inizio 2012.
Illustratori, scrittori o semplici appassionati, quale che sia il vostro rapporto con la carta, sapete bene quanto spaventa la pagina bianca se si tenta di buttare giù delle idee e la creatività ci gioca brutti scherzi. Ci viene in soccorso il “Writing Set” di Moleskine, non solo con un ottimo (e utilissimo) set che include penna e blocco racchiusi in una scatola nera perfetta per conservarli o per regalarli, ma anche con un video.
I confini della pagina che vengono ignorati, post-it disseminati ovunque e il tratto libero di vagare: lo stile è quello che conosciamo, con largo e fluido uso dello stop-motion. Alla regia c’è Luca Bogoni mentre Carlo Zoratti si è occupato della parte video e dell’editing. La fotografia è di Marina Rosso.
Inizia come il più classico dei video per i più piccoli, con pupazzi e oggetti di stoffa. Poi si trasforma in qualcosa di esilarante fino al finale vagamente inquietante (che ovviamente non vi anticipiamo). E’ l’animazione in stop-motion realizzata dallo staff di This Is It: collettivo di illustratori, animatori, artisti e designer con base a Londra.
Si intitola “Don’t Hug Me I’m Scared” ed è la personalissima visione - con la regia di Becky Sloan e Joseph Pelling - di come trovare ispirazione e creatività negli oggetti quotidiani. Il set è opera di Andy Baker, mentre pupazzi e arredi sono realizzati sempre da Becky Sloan. Siete avvisati: la canzoncina vi rimarrà in testa per un bel po’…
Le gare di Soapbox Car negli Stati Uniti sono praticamente un’istituzione fin dagli anni ‘30. Auto senza motore, la cui velocità è legata esclusivamente all’aerodinamica e alla forza di gravità. Auto che molto spesso, scatenano non solo lo studio dei materiali e delle tecniche di costruzione, ma anche della creatività dei partecipanti.
Non stupisce troppo quindi imbattersi anche in un designer considerato un guru come Philippe Starck che, tra le decine di progetti, ha trovato il tempo di collaborare con Intersection Magazine per realizzare la sua versione di una Soapbox Car.
L’aspetto si discosta molto dai lavori di Starck, eppure proprio quest’aria spartana, essenziale, più simile al risultato costruito la domenica in un garage che a un prodotto di design, risiede il fascino e il divertimento nell’aver accettato una collaborazione simile. Se vi state chiedendo qual è la resa, date un’occhiata al video.

Spettacolare azienda che si occupa di rappresentare e promuovere molti dei migliori designer che realizzano mobili per bambini, Clever Tomato ha come mission principale quella di ‘allontanare’ i genitori dalle scelte troppo spesso banali che offre il mercato ‘di massa’.
Altro intento -riuscitissimo- è di ispirare e stimolare la creatività e l’occhio dei più piccoli (e diventare magari anche una fonte di ispirazione per i genitori stessi). La gamma di prodotti proposta è davvero di altissima qualità. Sia per quanto riguarda i materiali (atossici e ecocompatibili: prevalentemente legno verniciato con colori molto accesi), sia per il design dei mobili.
Si va dalle sedie “adirondack” ai tavoli su cui disegnare con i gessetti. E ancora culle, letti, cuscini e decorazioni per le pareti. Tutto in uno stile minimale ma niente affatto noioso, curatissimo nei particolari e attento alla sicurezza dei dettagli. Trovate una gallery dopo il salto.
Continua a leggere: Clever Tomato: l'arredamento che ispira i più piccoli (ma anche i genitori)

Designer parigino specializzato in industrial design, packaging e design di interni, Arthur Bodolec ha pensato bene di sfidare con la sua creatività, uno degli elementi di arredo più difficili da innovare: la sedia. Il risultato sono queste due “Astonishing Jack”: una più ’seriosa’, nascosta in un cubo, l’altra di ispirazione ‘floreale’, colorata e più simile a un bocciolo.
In entrambi i casi, imprimendo pressione allo spazio della seduta, i contenitori si ‘aprono’ e rivelano il resto del mobile. Negli intenti di Bodelec, la sedia accoglie la persona e si muove come animata dall’esigenza di chi la utilizza.
Per rendere l’effetto non bastano le immagini né le foto. Arthur Bodelec ha quindi realizzato un video che illustra in maniera elegante e precisa il funzionamento. Lo trovate dopo il salto.
Continua a leggere: "The Astonishing Jack": le sedie 'vive' di Arthur Bodolec

E’ opera del designer polacco Michal Kwasieborski, questa serie di elementi modulari denominata “K.BOARD”. Destinata ai bambini dai tre ai sette anni di età e ideata per lo sviluppo e la creatività dei più piccoli.
“K.Board” è costituito da una serie di pannelli che possono essere incastrati tra loro attraverso delle apposite giunture. Il tutto è coloratissimo e serve a spingere i bambini all’interazione per costruire spazi comuni e imparare a dividere e rispettare quelli altrui.
Il set base consiste di otto ripiani standard, quattro più piccoli, ventotto giunture e altrettanti fermagli per fissare alle pareti mobili disegni, stoffa o qualsiasi altro oggetto. K.Board (anche da qui il nome, oltre che dal designer) è realizzato in plastica e in kirei, un sostituto ecologico, robusto e anallergico del legno. Dopo il salto, una gallery del prodotto.

Praticamente una sfida. Poi -certo- anche un’esibizione e un lavoro di design e di arredamento. Prima di ogni cosa però, questo “24 hour chairs” è una sfida. Al tempo, alla creatività e alla materia in questione: il legno. Un tour de force autoimposto che ha dato notevoli risultati.
Andy Hall è un designer di Chicago che ha fondato Hall Manufacturing la sua piccola ditta con cui propone oggetti di arredo e mobili, tutti molto particolari e con un approccio ai materiali sempre assolutamente personale.
Il 22 gennaio di quest’anno, Hall si è lanciato in un’impresa: progettare e costruire una sedia ogni ora trascorsa nello spazio che ha poi ospitato l’esibizione “Pop-Up Art Loop” di Chicago. Quattro sedie al giorno, per sei giorni. Ogni ora un progetto veniva disegnato e poi completato realizzando un prototipo. Praticamente una giornata di lavoro distribuita in meno di una settimana.
Continua a leggere: "24 hour chairs" di Andy Hall: quattro sedie al giorno, per sei giorni

Enzo Mari non ha sicuramente bisogno di presentazioni. Il suo geniale approccio al design è entrato nella Storia e così come la capacità di creare oggetti funzionali che celebrano la sua visione etica di un mondo in cui la dignità del lavoro venga rispettata.
Dalla serie “Autoprogettazione”, nata dalla creatività di Mari nel lontano 1974, arriva questa “Sedia 1″, realizzata in collaborazione con la società finlandese Artek che si occupa -ovviamente- di arredamento. Un’idea rivoluzionaria per l’epoca: mettere in commercio dei prodotti che valorizzassero il gesto di assemblarli da soli.
L’ennesimo esempio di come il design italiano abbia avuto davvero un peso importantissimo in tutto il mondo. Grazie a menti geniali come quella di Enzo Mari di cui proprio Artek celebra i 75 anni di attività con una mostra allo Spazio Rossana Orlandi. Mentre il grande designer presenterà un breve documentario al Museo della Triennale per spiegare il concept di “Autoprogettazione” e mostrerà come costruire “Sedia 1″