
Il designer d’avanguardia Gareth Pugh firma un’Edizione Speciale dell’attesissima bottiglia Absolut Mode, come ci hanno segnalato anche i colleghi di Fashionblog in questo post.
Da sempre attenta alla sperimentazione e al design per il packaging della sua eclettica bottiglia, vero oggetto da collezione, Absolut sancisce una nuova interessante collaborazione che unisce il suo nome a quello della più spinta creatività.
Infine, ad ulteriore conferma dell’impegno di Absolut nella ricerca e nella sperimentazione creativa, il ricavato delle vendite dell’Absolut Mode di Gareth Pugh verrà impiegato per finanziare una borsa di studio al NABA.

Per fortuna c’è sempre qualcuno che riesce a utilizzare le nuove tecnologie in modo creativo, utile e innovativo. Il Museum of London ha commissionato all’agenzia Brothers and Sisters una guida interattiva ai luoghi più importanti della città.
I tre creativi hanno pensato bene di sfruttare cam e geolocalizzazione per far sì che ogni utente del melafonino, potesse osservare una delle capitali più belle del mondo ricevendo contemporaneamente informazioni sul presente e sul passato. Fin qui, tutto già visto.
La novità sta nel fatto che, consentendo l’accesso con l’apposita applicazione e puntando l’obiettivo del telefono su molti degli angoli più famosi della città, un’immagine d’epoca va a sovrapporsi direttamente sulla realtà che stiamo osservando. Non ci credete? Siamo rimasti sbalorditi anche noi. Guardatevi le immagini nella gallery dopo il salto…
Continua a leggere: "StreetMuseum": l'applicazione per iPhone che vi porta indietro nel tempo
Ancora graphic designer che si cimentano con la rivisitazione di manifesti cinematografici, ancora scelte minimali e ancora una volta la decisione di dedicarsi alla filmografia di un unico maestro del cinema. Questa volta vi presentiamo il lavoro del madrileno Hexagonall che rende omaggio a Tim Burton.
Monocromatiche e disegnate con tratto poligonale, l’immancabile cifra stilistica di Hexagonall, si tratta di diciotto locandine in tutto, che coprono l’intera produzione del regista californiano, realizzate con uno stile colorato eppure dark, scegliendo un unico oggetto come simbolo dell’intero film, cogliendo brillantemente il senso dell’opera in alcuni casi meglio che in altri.
Via | Fubiz.net
Le gare di Soapbox Car negli Stati Uniti sono praticamente un’istituzione fin dagli anni ‘30. Auto senza motore, la cui velocità è legata esclusivamente all’aerodinamica e alla forza di gravità. Auto che molto spesso, scatenano non solo lo studio dei materiali e delle tecniche di costruzione, ma anche della creatività dei partecipanti.
Non stupisce troppo quindi imbattersi anche in un designer considerato un guru come Philippe Starck che, tra le decine di progetti, ha trovato il tempo di collaborare con Intersection Magazine per realizzare la sua versione di una Soapbox Car.
L’aspetto si discosta molto dai lavori di Starck, eppure proprio quest’aria spartana, essenziale, più simile al risultato costruito la domenica in un garage che a un prodotto di design, risiede il fascino e il divertimento nell’aver accettato una collaborazione simile. Se vi state chiedendo qual è la resa, date un’occhiata al video.

Designer parigino specializzato in industrial design, packaging e design di interni, Arthur Bodolec ha pensato bene di sfidare con la sua creatività, uno degli elementi di arredo più difficili da innovare: la sedia. Il risultato sono queste due “Astonishing Jack”: una più ’seriosa’, nascosta in un cubo, l’altra di ispirazione ‘floreale’, colorata e più simile a un bocciolo.
In entrambi i casi, imprimendo pressione allo spazio della seduta, i contenitori si ‘aprono’ e rivelano il resto del mobile. Negli intenti di Bodelec, la sedia accoglie la persona e si muove come animata dall’esigenza di chi la utilizza.
Per rendere l’effetto non bastano le immagini né le foto. Arthur Bodelec ha quindi realizzato un video che illustra in maniera elegante e precisa il funzionamento. Lo trovate dopo il salto.
Continua a leggere: "The Astonishing Jack": le sedie 'vive' di Arthur Bodolec

Sbalorditivo il lavoro di questi tre designer di Portland. Mathew Foster, Fritz Mesenbrink e Jeremy Pelley sono le tre menti dietro al nome The Official Manufacturing Company, uno studio che non solo riesce a interpretare in maniera eccellente i marchi e le aziende per cui lavora, ma le caratterizza con idee in cui è lo stile a farla da padrone.
Stile -appunto- ma anche una notevole dose di creatività. Il lavoro più emblematico è quello per la catena degli Ace Hotel, a cui hanno messo a disposizione il loro talento prima di decidere di proporsi come freelance. Le commistioni sono moltissime: prima fra molte quella con il mondo della musica. Proprio per gli Ace Hotel infatti, hanno realizzato una serie di guide cittadine in occasione del tour dei Sonic Youth per l’uscita dell’album “The Eternal”.
Da vedere, anche i tre profili Flickr dei The Official Manufacturing Company che trovate rispettivamente a questi indirizzi: Flickr: Fritz | Flickr: Jeremy | Flickr: Mathew. Dopo il salto, come al solito, una gallery del brand design effettuato sulla compagnia di alberghi.
Continua a leggere: Il brand design di The Official Manufacturing Company

Praticamente una sfida. Poi -certo- anche un’esibizione e un lavoro di design e di arredamento. Prima di ogni cosa però, questo “24 hour chairs” è una sfida. Al tempo, alla creatività e alla materia in questione: il legno. Un tour de force autoimposto che ha dato notevoli risultati.
Andy Hall è un designer di Chicago che ha fondato Hall Manufacturing la sua piccola ditta con cui propone oggetti di arredo e mobili, tutti molto particolari e con un approccio ai materiali sempre assolutamente personale.
Il 22 gennaio di quest’anno, Hall si è lanciato in un’impresa: progettare e costruire una sedia ogni ora trascorsa nello spazio che ha poi ospitato l’esibizione “Pop-Up Art Loop” di Chicago. Quattro sedie al giorno, per sei giorni. Ogni ora un progetto veniva disegnato e poi completato realizzando un prototipo. Praticamente una giornata di lavoro distribuita in meno di una settimana.
Continua a leggere: "24 hour chairs" di Andy Hall: quattro sedie al giorno, per sei giorni

Enzo Mari non ha sicuramente bisogno di presentazioni. Il suo geniale approccio al design è entrato nella Storia e così come la capacità di creare oggetti funzionali che celebrano la sua visione etica di un mondo in cui la dignità del lavoro venga rispettata.
Dalla serie “Autoprogettazione”, nata dalla creatività di Mari nel lontano 1974, arriva questa “Sedia 1″, realizzata in collaborazione con la società finlandese Artek che si occupa -ovviamente- di arredamento. Un’idea rivoluzionaria per l’epoca: mettere in commercio dei prodotti che valorizzassero il gesto di assemblarli da soli.
L’ennesimo esempio di come il design italiano abbia avuto davvero un peso importantissimo in tutto il mondo. Grazie a menti geniali come quella di Enzo Mari di cui proprio Artek celebra i 75 anni di attività con una mostra allo Spazio Rossana Orlandi. Mentre il grande designer presenterà un breve documentario al Museo della Triennale per spiegare il concept di “Autoprogettazione” e mostrerà come costruire “Sedia 1″
Japan-The Strange Country (English ver.) from Kenichi on Vimeo.
Il video Japan: The Strange Country è un esempio brillante di infografica, creato dal designer giapponese Kenichi Tanaka per mostarre ai suoi connazionali quanto possa sembrare strano e surreale il loro paese e il loro stile di vita se osservato da uno sguardo estraneo: le contraddizioni, lo slancio consumistico, l’approccio al cibo e il rapporto con il lavoro, con il sesso, con la tecnologia, con il resto del mondo.
Japan: The Strange Country è un ritratto realistico, a tratti amaro, di un paese che ha una forte influenza sulla nostra cultura, realizzato con una tecnica impeccabile e uno stile visivo d’impatto immediato, quasi un piccolo documentario che non ha bisogno di immagini dal vero.
Via | Elastika.org

Se è vero che il design è meglio osservarlo o realizzarlo, piuttosto che leggerlo, è altrettanto vero che a volte le riflessioni critiche di chi analizza progetti, approcci e produzione possono essere di grande aiuto. Un sostegno e uno stimolo per fare e, allo stesso tempo, per capire: guardare agli oggetti diversamente.
Arbent ci propone ben otto ebook da scaricare gratuitamente, ognuno su un aspetto diverso del design. Si parte con “Get a Job” di RitaSue Siegel che dispensa consigli molto utili ai designer emergenti per migliorare la propria professionalità. Si continua con “The Design Funnel: A Manifesto for Meaningful Design” di Stephen Hay che suggerisce come rendere più concreta e funzionale la creatività e gestire al meglio i committenti.
E ancora, l’utilissimo “Type Classification eBook” di Jacob Cass che ci racconta in breve una storia della tipografia e come classificare i font. Intento simile quello di “Logopalooza Volume 2″ di The Logo Factory che ci mostra moltissimi esempi e ‘trucchi’ utili per realizzare i nostri logo. E ancora ebook sul web design, su come realizzare una tesi e sull’attività di freelance. Li trovate tutti a questa pagina.