I Need Nothing - a nearly useless odyssey from Cãoceito on Vimeo.
Cãoceito è uno studio indipendente portoghese specializzato nella realizzazione di progetti grafici legati a prodotti musicali, copertine di dischi e cd, spesso realizzate in tiratura limitata con metodi artigianali che impreziosiscono l’opera, una tendenza in forte aumento in un mercato musicale forzato a diventare di nicchia dalla crisi della distribuzione.
Il video di I Need Nothing è un esperimento e insieme una dichiarazione d’amore a tante copertine che nella storia della musica hanno suggestionato il nostro ascolto, o addirittura hanno trovato un posto nel nostro immaginario indipendentemente dalla musica contenuta nel disco.
Nato da un’idea di Cãoceito e dell’art director Rodrigo Burdman e prodotto da Moopie, il video mette in scena il testo della canzone (scritta appositamente all’occorrenza) inserendolo all’interno di più di duecento copertine famose rielaborate per l’occasione da una ventina di illustratori e designer che hanno collaborato al progetto.
Che il vinile sia tornato in auge in tutta la sua gloria è un fatto ormai inconfutabile. Esteticamente più bello di un cd, con un suono più caldo e sporco che soddisfa le orecchie in alta fedeltà, il 33 giri spunta sempre più spesso nei salotti come oggetto decorativo, da mettere in mostra, e non solo per sfoggiare con un po’ di spocchia la propria cultura musicale.
Così da qualche anno gli inglesi di Art Vynil producono delle cornici pensate appositamente per appendere dischi, realizzate con un’apertura verticale che permette facilmente di inserire e scambiare le copertine, senza staccarle dalla parete. Un sistema di gommini poi sostiene e fissa all’interno del quadro la busta di cartone senza rovinarla, adattandosi a diversi spessori.
Per non dimenticare di “educare” gli acquirenti al buon gusto Art Vynil propone anche dei pacchetti in cui le cornici (declinate in diversi colori) vengono vendute direttamente insieme a dischi notevoli sia dal punto di vista musicale, sia da quello del design.
Continua a leggere: Art Vynil, 33 giri da appendere come quadri
A metà strada tra oggetto d’arte e strumento di marketing la copertina di un album può a volte contribuire in maniera radicale alla riuscita del disco e in parecchi casi sopravvivere addirittura alla fama delle canzoni che accompagna.
Per questo spesso riviste e siti musicali si divertono a raccogliere le album cover più famose, più belle, quelle che ormai fanno parte della storia della musica. L’autorevole rivista inglese NME sta raccogliendo in questi giorni i voti dei suoi lettori: in lizza ci sono artwork recenti e vere e proprie icone del rock’n'roll.
È possibile dare la propria preferenza al celebre prisma di The Dark Side of the Moon realizzato dallo studio Hipgnosis e George Hardie, o ai quattro ritratti dei Blur realizzate dall’artista inglese Julian Opie per il loro Best Of; al il graffito di Banksy sulla cover di Think Tank sempre per i Blur, o ancora alle splendide onde sonore di Peter Saville per Unknown Pleasure dei Joy Division. Andate a votare, e non scordatevi di scrivere nei commenti a chi è andata la vostra preferenza!

L’illustratore californiano Anthony Ausgang, uno dei maggiori esponenti della cosiddetta corrente Lowbrow, che mescola cultura pop e movimenti underground, pop-surrealism e street art, l’amore per i vecchi cartoon e per il surf, per la psichedelia e per il fumetto, i graffiti e l’illustrazione anni ‘50, ha disegnato la copertina di un album musicale.
Si tratta del nuovo attesissimo album del talentuoso duo newyorkese MGMT, in uscita il prossimo aprile. L’immagine scelta ritrae un gatto in stile cartoon pre-disney che fa il surf inghiottito da un’onda che ha le sue stesse sembianze: psichedelico davvero. Per approfondire, qui trovate un’intervista ad Ausgang che parla del suo stile, dell’incontro con i due musicisti e della sua esperienza con la street art a Roma.
Via | NME.com

Mi sono imbattuto in Jan Kruse, fondatore insieme a Malte Kaune di The Human Empire, grazie alla tripla cover dei nuovi album dei København Store, band piacentina dedita al post-rock in versione elettronica.
Il lavoro (ottimo) svolto per il gruppo mi ha ricordato qualcosa, sempre in ambito musicale e ho realizzato (dannate sinapsi) di aver già visto all’opera il duo su alcune uscite per la celeberrima Morr Music. Partiti dalla pubblicità e la moda, integrato e rafforzato il brand con l’apertura di due negozi ad Amburgo, quelli di The Human Empire sono arrivati a consolidare stile e qualità in pochissimo tempo.
Sito e visual agency, propongono da ormai sette anni una serie di prodotti (principalmente poster, t-shirt e abbigliamento in generale) in cui uniscono illustrazione e graphic design senza -apparente- soluzione di continuità. Con un’attitudine creativa piuttosto disinvolta e un uso del colore misurato e proprio di chi ha una grossa esperienza in ambito di stampa. Per curiosità e per conoscere magari qualche band nuova, andate a sbirciare l’impressionante lista di artisti del mondo dell’indie con cui hanno lavorato.

Dopo aver lavorato alle dipendenze di nomi come Peter Saville e Vaughan Oliver, due dei più grandi designer grafici, responsabili di alcune delle più belle copertine di dischi mai realizzate, Tom Skipp ha deciso di mettersi in proprio, esordendo come freelance e mettendo a frutto tutta l’esperienza accumulata alla corte dei grandi.
Con alle spalle un portfolio davvero invidiabile, Skipp affronta i lavori che gli commissionano con attitudine prevalentemente dark, quasi gotica: inquietante uso delle figure animali, toni molto scuri, materiali assemblati come fossero abbandonati e una passione per gli elementi retroilluminati col neon.
Vista la carriera, non poteva non concentrarsi sul mondo della musica. Sua è la brochure del tour dei Kasabian e l’artwork del DVD del loro nuovo album. Così come una serie di cover e materiale promozionale per molte altre band. Sua è anche la pubblicità uscita in occasione del lancio di “Sound of Silver” degli LCD Soundsystem che potete ammirare dopo il salto. Un graphic designer a tutto campo e un talento innegabile.
Solo in Inghilterra poteva succedere. Solo in Inghilterra la musica pop ha il valore di un tesoro nazionale. Non vi meravigliate quindi se la Royal Mail ha incaricato lo studio grafico Dempsey di riprodurre in una serie di 10 francobolli 10 storiche copertine di altrettanto storici album.
Dopo un consulto con editor di riviste musicali, graphic designer e critici a cui è stato chiesto quali fossero le loro copertine preferite, è stata fatta una scelta e 10 dischi che fanno parte (a torto o a ragione) della storia della musica britannica saranno francobolli a partire dal 7 gennaio prossimo.
Se vi state chiedendo chi ce l’abbia fatta, e vi avvertiamo, la scelta è stata piuttosto arbitraria, dopo il salto trovate la lista completa, accompagnata dai nomi, ormai passati alla storia, dei designer che hanno curato l’artwork originale. Voi chi avreste scelto?
Royal Mail: album cover come francobolli

Continua a leggere: Royal Mail: album cover come francobolli

Per gli amanti dello stile seventies, dopo la raccolta di interior design dei porno danesi, ecco 70s Style and Design, un volume uscito di recente per la casa editrice Thames & Hudson che raccoglie esempi eccellenti dello stile e del design di uno dei decenni che più influenza l’estetica contemporanea.
Copertine di libri e dischi, scarpe e arredamento, moda e architettura, per dimostrare quanto vitale sia stato quel periodo, per tracciarne le origini (dall’Art Deco al Pop più optical) e raccontare le invenzioni di stile che ancora oggi dettano tendenza, dal glam rock a Elio Fiorucci.
Gli autori di 70s Style and Design (in vendita naturalmente su Amazon), sono il giornalista di tendenze e design Dominic Lutyens, firma di testate come Sunday Telegraph, Guardian e Observer, e la designer e stylist Kirsty Hislop che collabora con British Elle e Observer.

Rap polacco? Perché no. Certo non sarà facile comprendere i testi, ma possiamo intanto apprezzare la grafica che lo accompagna. Per l’uscita del suo ultimo lavoro, O.P.K., il rapper Abradab ha affidato la cover del suo cd all’illustratore Jan Kallwejt di Varsavia, in collaborazione con il fotografo Kobas Laksa.
Disegni intricati di rami spinosi e tubature, metallo e vita vegetale che si intrecciano, fanno da cornice a una spaventosa macchina che imbottiglia parti umane. Tutto rigorosamente in bicromia. Anche il sito di Abradab segue lo stesso concept, con in più un interessante gioco di ombre e traslucenze sullo sfondo.
Via | Thedieline.com

Non so se il termine cover art esista, ma forse bisogna usarlo per parlare del nuovo album di Beck. Uscito nei negozi una decina di giorni fa al posto della copertina ha una doppia pagina di una carta bianca su cui sbizzarrirsi con il kit di adesivi seguendo o meno una griglia indicata. In questo modo chi compra il cd può personalizzare la propria copia e poi mandare una scansione o foto a un sito apposito (che contiene già molte immagini). Gli sticker sono realizzati da artisti, grafici e illustratori da tutto il mondo come Genevieve Gauckler e Will Sweeney. L’art direction è di Matt Maitland/Gerard Saint di Big City con Beck stesso. Via Designobserver.