
Continua il mix tra lo storico marchio di abbigliamento sportivo e le più diverse forme di creatività in circolazione. Converse questa volta sceglie di promuovere un progetto che unisce l’utilità di una mappa al fascino dell’illustrazione con una cartina della città di Londra realizzata da João Lauro Fonte. Una mappa ‘tipografica’ che svela alcuni dei tesori nascosti della metropoli.
Il graphic designer brasiliano, aiutato dallo staff di Urban Junkies, ha messo insieme più di seicento lettere per creare un’immagine finale dalla forte matrice ’street’ che può risultare utile sia a turisti che residenti. Si scarica gratuitamente in formato .pdf ad alta risoluzione a questo indirizzo.

Converse prosegue la sua collezione di collaborazioni eccellenti per dare lustro alla sua scarpa icona, la Chuck Taylor All Star. Tutto è iniziato nel 2008 con il primo di una serie di brani musicali (e videoclip-spot) illustri ed è continuato poi con collaborazioni illustri come quella che si rinnova anche per questa stagione con Marimekko.
Con operazioni di marketing sempre più raffinate, Converse coinvolge ora la cartoon band dei Gorillaz, affidandogli non solo il lancio di un brano (con relativo video in animazione?) che sarà parte appunto della serie Three Artists. One Song, ma anche il design di una collezione in tiratura limitata di All Star, naturalmente firmata dal co-fondatore del gruppo Jamie Hewlett, che sarà nei negozi il prossimo Febbraio.
Prosegue la fortunata serie di videoclip sponsorizzati dalla Converse, che tre estati fa era stata inaugurata dall’ormai celebre My Drive Thru che vedeva la collaborazione di Santigold, Julian Casablancas e Pharrell: questi strani ibridi, prodotti musicali dallo smaccato gusto pubblicitario sembrano funzionare per i grandi brand del lifestyle.
L’ultimo tassello di questa lunga campagna si intitola Didn’t Know What Love Was. Il brano è frutto di una collaborazione tra grandi nomi dell’elettronica britannica, Hot Chips, Hot City e l’ex Joy Division e New Order, Bernard Sumner. Il video invece è opera del filmaker svedese Andreas Nilsson.
Sebbene sia quasi del tutto privo di interventi in motion graphics, il video è notevole per il gioco estremamente raffinato di editing, tra scratch, stop motion e frame cutting, tecniche utilizzate per mettere in evidenza il gioco di doppi, tra controfigure, persone replicate e sostituzioni. Uno spaesamento tra personaggi reali e fittizi che è allo stesso tempo un escamotage ritmico piuttosto efficace.