
Probabilmente -diciamo pure sicuramente- è un fatto anagrafico. Chi appartiene alla generazione che consumava la musica su nastro è rimasto legato a quell’estetica. Forse, più che a forme e colori del supporto (le -orrendo termine in voga all’epoca- musicassette), al piacere di personalizzarle: renderle qualcosa di proprio.
Scriverci, colorarle, infilare di tutto nei contenitori, fino a renderle quasi irriconoscibili. Sono alcuni anni ormai che la moda del riutilizzo creativo delle cassette affolla mostre e negozi. Dagli esempi più legati al mondo dell’arte come le illustrazioni di Samia Havia a quelli più modaioli come -fra gli altri- la borsa di TopShop. Per non parlare poi delle cassettine che nascondono invece le nuove tecnologie come le porte USB o le pendrive per realizzare mixtapes in puro stile anni ‘80.
C’è chi, come Kate Bingaman-Burt, vuole le vostre compilation su nastro, chi addirittura usa il nastro magnetico per tessere cravatte. Qualcuno ha pensato addirittura di customizzare agende e portfolio con le tipiche sleeve lato A e lato B e altri hanno invece deciso che sarebbero diventate ottimi notebook, con tanto di custodia. Premete il tasto rewind e godetevi questo momento di nostalgia.
Continua a leggere: A forma di Cassetta: il fascino dei nastri

Opale è un nuovo progetto firmato dallo studio di design italiano Sand & Birch per l’azienda Ellemme Cantine.
Dopo il successo riscontrato dal primo progetto Winebag, Sand & Birch presenta Opale, una cantina extra-lusso che nelle forme rievoca una pietra preziosa nera incastonata in una base bianca creando un contrasto che enfatizza l’elegante rottura tra la forma ellittica del corpo verticale e la rotondità del piede.
L’elegante cantina per vini, che diventa un raffinato elemento decorativo per qualsiasi ambiente, è alta due metri e può contenere più di 100 bottiglie di vino.
Oltre ad essere caratterizzato da un design unico, Opale è anche tecnologicamente molto avanzato: la sua porta ha un apertura automatica che può essere attivata da un telecomando o anche dal semplice tocco.

Wash Away All Sins, ovvero “lava via tutti i peccati”, è una linea di ironici dispenser per sapone progettati dalla designer Tina Tsang per Undergrowth Design.
I contenitori, realizzati in porcellana, riproducono una saponetta rettangolare che si sta sciogliendo in un angolo, formando al contempo della morbida schiuma…
Sulla parte posteriore è inoltre riportata la definizione di “pulito” per ricordarci ogni giorno il nuovo stato di purificazione da ogni peccato che si ottiene mediante l’uso del sapone…
Via | notcot.com
Continua a leggere: Wash Away All Sins by Undergrowth Design

Zakka è un termine giapponese che indica tutti quegli oggetti per la casa, decorati con illustrazioni e pattern tipici della cultura nipponica, capaci di abbellire e strappare un sorriso. La star dello Zakka è indubbiamente il disegnatore Shinzi Katoh.
Tra le novità della sua produzione ci sono questi splendidi contenitori d’alluminio, bottiglie da passeggio decorate con i suoi tipici disegni, infantili, poetici, naive. Se non sapete resistere potete trovarli, insieme a tutti gli altri suoi prodotti, nel suo shop online, oppure tramite lo store americano Rare Device.
Decorare la casa con vasi fioriti è una bella abitudine. Spesso però può risultare difficile trovare contenitori che riescano a esaltare anche pochi fiori di campo, o qualche rosa rubata al giardino del vicino, e che siano piacevoli da esporre anche da soli, una volta appassiti i fiori.
La designer californiana Diana Fayt nel disegnare i suoi vasi di ceramica, parte proprio dal suo amore per le piante. Artista con il pollice verde, ha saputo coniugare le sue due passioni, realizzando questi splendidi vasi (ma anche piatti, ciotole, centrotavola, tazze) decorati con disegni tratti da erbolari antichi.
Diana Fayt è ormai una vera e propria star della ceramica: alcuni dei suoi lavori vengono commissionati da aziende manifatturiere californiane, altri esposti in gallerie com la Lark and Key di Charlotte, North Carolina, altre invece li potete trovare in vendita nel suo store su Etsy.
Via | Designspongeonline.com
Continua a leggere: I vasi da fiori della californiana Diana Fayt

“Chiedi al legno cosa vorrebbe essere”, aveva detto Louis Khan. Un adagio che Ernst Gamperl, artista scultore tedesco ora di stanza sul lago di Garda, ha fatto proprio specializzandosi nella lavorazione di questo materiale al tornio.
Il risultato della sua ricerca, un percorso personale avviato oramai da vent’anni e cominciato con un apprendistato nella carpenteria, è una collezione di vasi dall’estetica volutamente brutale, che seduce per le forme imperfette e per la particolarità, luminosa oltre che tattile, delle sue texture.
Tra i legni impiegati troviamo principalmente quelli europei come quercia, ulivo, acero e faggio, sia stagionati che freschi. I lavori di Gamperl, esposti da tempo in numerose gallerie, sono reduci dal passaggio a Maison&Objet.

Continua a leggere: Ernst Gamperl, il fascino arcaico del legno lavorato al tornio
Sembra che sempre più spesso anche gli uomini vengano catturati dalla bellezza dei gioielli, e molti designer lavorano su questo settore in modo sempre nuovo e sicuramente originale.
Questo si può dire il caso dell’americano Brandon Holschuh, il quale crea delle piccole sculture da indossare molto curiose. Sul suo portfolio suddivide le sue creazioni in sezioni distinte tra anelli, bracciali, collane, orecchini e contenitori.
La sezione che più mi ha colpito è quella degli anelli, qui di seguito ho inserito una piccola gallery delle creazioni più curiose. Per avere informazioni sui prezzi e le modalità di acquisto di questi gioielli, vi consiglio di contattare via e-mail il designer.
Via | the carrotbox

Spigoli particolarmente pronunciati per questi comodini gemelli progettati da Kurt Dexel, designer canadese di stanza a Vancouver i cui mobili fondono le antiche tecniche di lavorazione del legno, anche massello, con un appeal più contemporaneo. Incarnando così uno dei filoni migliori del design americano, quello che sintetizza lo stile Mid Century con la qualità della produzione artigianale.
E’ il caso, in particolare, della sua ultima linea, la Angular Furniture Collection, che comprende oltre a questi Angled End Tables, divertenti nella complementarità del loro sbilanciamento, anche la Boomerang Chair, con rivestimento in pelle, e la Angled Credenza.
Via | DeZona
Continua a leggere: La Angular Furniture Collection di Kurt Dexel

Un morphing inedito, quello sviluppato da Ferruccio Laviani per Emmemobili. Evolution, questo il nome dell’ultima novità nel catalogo dell’azienda di Cantù, è un contenitore che combina le forme di un cassettone stile Settecento con la pulizia geometrica di un comò del Novecento, il tutto in un unico pezzo.
Il progetto vuole segnare un punto di rottura sia a livello formale che rispetto alle tradizioni progettuali dell’architetto e dell’azienda. Il primo alle prese con una contaminazione barocca, lontana dalle rotte delle sue storiche collaborazioni con Moroso, Molteni, Flos e Kartell. La seconda, aprendosi invece ad un ritorno per il mobile antico rivisitato in chiave contemporanea.
Via | Designboom
Continua a leggere: Evolution, il cassettone morphing di Ferruccio Laviani

Chi non ha mai sognato di far sparire in un baleno tutta la confusione della propria stanza? All the things I keep inside sembra proprio rispondere a questo desiderio. Questo pouff-contenitore, realizzato assemblando 580 tessere quadrate in pvc collegate da una corda elastica, è stato progettato per inserire al suo interno ogni genere di oggetto, dilatando di conseguenza le proprie dimensioni. Disponibile in bianco e grigio chiaro. Firma il progetto il giovane designer olandese Nynke Boelens.
Via | Designspotter
Continua a leggere: All the things I keep inside, il contenitore anti confusione