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Tutti gli articoli con tag contenitore

Il cestino della spazzatura in stile Mac di Codeco

pubblicato da intweetion

CestinoMac-Codeco

Codeco è un agenzia di comunicazione che gioca spesso con il concetto di informazione digitale. Muovendosi tra linguaggi diversi (video, graphic design e installazioni), attualizza con ironia elementi del passato creando oggetti molto caratterizzati e ispirati al passato più recente.

Nel caso specifico, il riferimento di questa ‘papelera’ è evidente: l’icona del cestino di Mac OS9 che qui viene riprodotta in grandi dimensioni. Un singolo foglio di carta da cui ritagliare l’immagine, seguire le piegature e incollare il tutto insieme per avere un contenitore divertente da usare in casa o in ufficio.

Il template può essere scaricato a questo indirizzo in formato A3, ma è possibile ovviamente editare il file e farne una serie di modelli di diverse dimensioni da tenere sulla scrivania per custodire gli oggetti più disparati.

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"Mattoni": l'arredamento modulare di Giorgio Caporaso

pubblicato da intweetion

Mattoni di Giorgio Caporaso

Un altro lavoro presentato durante la settimana del design a Milano quest’anno, Mattoni è un modulo per l’arredamento realizzato da Giorgio Caporaso. Ogni elemento è disponibile in vari colori in legno o cartone: entrambi in materiali ecologici, riciclabili e biodegradabili.

All’interno del modulo è possibile coltivare un piccolo angolo verde, con un sistema di irrigazione che suggerisce -ironicamente- le soluzioni per i pazienti negli ospedali: un modo per ricordare che l’ambiente necessita delle nostre cure anche quando è ‘costretto’ all’interno di un appartamento.

Il moduli “Mattoni” possono essere utilizzati singolarmente o uniti per creare una libreria o un armadio. Basta ruotarli lungo il perno verticale o sovrapporli con l’angolazione desiderata. Possono essere inseriti l’uno nell’altro attraverso l’apertura o completati con degli scaffali. Trovate la gallery che ne mostra i vari utilizzi dopo il salto.

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Oren Hetzroni e il tempo in un barattolo

pubblicato da intweetion

ClockJar

Quella di reinventare o tentare di dare una nuova interpretazione agli oggetti per misurare il tempo è una sfida che in molti raccolgono. Il più delle volte complicando la lettura dell’orario, altre volte progettando nuove forme e nuovi spazi per accogliere tutto ciò che scandisce le giornate.

Il designer israeliano Oren Hetzroni ha puntato sull’aspetto più ‘poetico’ e casalingo della misurazione delle ore e dei minuti, inserendo un orologio all’interno di un barattolo di vetro, come quelli che possiamo abitualmente trovare sulle mensole della cucina.

Le lancette sono posizionate in verticale e in numeri sono impressi sulla superficie in vetro del contenitore, che ci permette di osservare il movimento e lo scorrere del tempo come in una curiosa variante di una clessidra. L’unico elemento che cambia è la stoffa che ricopre il tappo. Un modo ideale per conservare i momenti e -insieme- un oggetto molto familiare da tenere in casa. Potete acquistarlo per soli 15 dollari sullo spazio Etsy di Hetzroni. Dopo il salto, una gallery di “clock in a jar”.

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La copertina che funziona da giradischi di Griffiths, Gibson and Ramsay Productions

pubblicato da intweetion

RecordPlayerSleeve

Quelli di GGRP (Griffiths, Gibson and Ramsay Productions), storico e stellare studio che si occupa di sound design e produzioni musicali a Vancouver in Canada, hanno pensato di adeguare il vinile alla tendenza alla portabilità della musica, ormai da tempo diventata legge di mercato e consumo.

Nasce così la prima copertina che integra un piatto per leggere i dischi: lo stesso contenitore in cartone è dotato di una testina e di un perno su cui inserire il vinile e suonarlo direttamente appena tolto dal packaging.

Nato per un’esigenza promozionale dello studio GGRP stesso, il disco suona una favola per bambini chiamata “A town that found its sound” e può essere ascoltata girando il 45 giri con una matita. Volume e suono pare siano di buona qualità. L’idea, al di là dei dati strettamente tecnici, è davvero buona con qualcosa di ‘poetico’.

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Sorapot: la teiera trasparente di Joey Roth

pubblicato da intweetion

Sorapot-Joey Roth

Una teiera (anche se non si direbbe affatto) minimale e semplicissima. Acciaio silicone e vetro silicato (l’immancabile Pyrex). Linee curve e, soprattutto, il contenitore trasparente che permette di vedere la fase di infusione del tè o della tisana.

“Sorapot” è l’ennesima, elegante idea di Joey Roth, designer di San Francisco (classe 1984) che realizza prodotti con il dichiarato scopo di esaltare la bellezza dei rituali quotidiani e le esperienze più effimere, valorizzando entrambi con funzionalità e materiali che si adattano all’utilizzo.

Delle due caratteristiche principali che fanno di “Sorapot” un oggetto ulteriormente desiderabile, la prima è legata proprio all’uso, visto che con il tempo, la superficie non smaltata, assume una colorazione diversa secondo la frequenza con cui viene sfruttata la teiera e le tipologie di infusi preparati. L’altra caratteristica è il posizionamento delle istruzioni. All’interno della scatola di cartone del packaging infatti, c’è il solo prodotto con un rotolo illustrato per spiegare esattamente il funzionamento della “Sorapot”. Nel caso voleste capirlo già da ora, trovate il video tutorial dopo il salto.

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Unplug Design presenta "Dream Ball": il contenitore di cartone che diventa un pallone

pubblicato da intweetion

DreamBall

Idea semplice, ecologica, utilissima e capace di regalare più di un sorriso. Difficile chiedere di più a “Dream Ball”, il contenitore multiuso realizzato dallo studio coreano Unplug Design per Unicef e Croce Rossa internazionale.

Dream Ball si presenta come un contenitore in cartone per gli aiuti umanitari, disponibile in diverse dimensioni. Materiale riciclato e forma adatta ad essere spinta in terra per essere spostata con il minimo sforzo. Dopo l’uso per trasferire il contenuto, i più giovani possono srotolare l’involucro, costruendo con le strisce ottenute un pallone per giocare a calcio.

Ovviamente è impensabile che i bambini dei paesi del Terzo Mondo possano procurarsi un vero pallone (che tra l’altro non è di certo fra le loro priorità). Spesso ne costruiscono di rudimentali con buste di plastica e foglie di palma. Al di là del danno ambientale e della scarsa consistenza dell’oggetto, i designer dietro Dream Ball hanno voluto che questo pallone ecologico fosse sentito dai piccoli come una cosa loro. Regalata, nata per aiutare e -insieme- giocare. Un progetto davvero bellissimo.

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Accendere la memoria con Phillu

pubblicato da intweetion

phillu

C’è gente che colleziona le scatole di fiammiferi. Non sapevo che, in inglese, la cosa avesse un nome. Il termine è Phillumeny e, proprio a questa singolare mania è ispirato il Phillu -appunto- dell’industrial designer turco Emir Rifat.

Phillu è una via di mezzo tra una pen-drive e un (mini) hard disk esterno della capacità di 45 gigabyte. La particolarità sta nel fatto che è realizzato come una scatola di fiammiferi. Ognuno dei 9 cerini è una memoria di 5 giga che può essere rimossa dal contenitore e va ‘attivata’ sfregando la ‘testa’ sul lato ruvido dell’oggetto.

Successivamente, possiamo scambiare solo il singolo fiammifero -sempre con altri possessori del Phillu- o solo alcuni, nei quali avremo inserito i dati da trasferire. Basterà reinserire il cerino nella scatola e connettere il tutto via usb. Se l’idea è quanto meno macchinosa, l’oggetto è invece molto accattivante: linee morbide, colori scuri ed eleganti, materiali diversificati (l’interno è in legno). Vedremo se e come raggiungerà il mercato.

Phillu: accendere la memoria
Phillu: accendere la memoriaPhillu: accendere la memoriaPhillu: accendere la memoria

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Skål: il mediaplayer interattivo dalla Norvegia

pubblicato da intweetion

Minimale, coloratissimo, semplice come i giochi tradizionali e davvero splendido a vedersi, Skål è un player disegnato per la casa, che permette di interagire con vari tipi di media utilizzando oggetti tridimensionali.

Il contenitore viene collegato alla TV, poi è sufficiente posizionare gli oggetti all’interno per vederli riprodotti sullo schermo. Skål supporta ogni tipo di file e formato. Filmati, canali di Youtube, i photostream di Flickr, gli streaming audio online. Le forme vengono riconosciute attraverso un sensore wireless, che sfrutta una tecnologia chiamata Radio Frequency Identification (RFID).

Basta applicare le rispettive etichette sull’oggetto scelto e queste verranno identificate trasformando qualsiasi forma in un controller per gestire ciò che si vuole vedere. I creatori ci tengono a precisare che Skål è norvegese (significa “palla”) e si pronuncia [sko:l]. Maggiori informazioni nel video.

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Dot, le novità di Alberto Caramello al London Design Festival

pubblicato da Cut-tv

Dot, le novità di Alberto Caramello al London Design Festival

Proprio un anno fa vi abbiamo raccontato del debutto di un marchio italiano, Dot, creato dal torinese Alberto Caramello per disegnare piccoli oggetti quotidiani pieni di ironia e colore. E in quell’occasione vi abbiamo mostrato i primi prodotti lanciati su mercato.

Ad un anno di distanza Dot è approdato al London Design Festival e per l’occasione ha presentato due nuovi prodotti, Unvase, il contenitore per fiori composto da due elementi di ceramica smaltata in nero che affiancati, creano, con i loro vuoti, la silhouette di un vaso da fiori classico, e Fly, l’attaccapanni da parete di plastica a forma di farfalla dalla sorprendente solidità.

Dot, le novità di Alberto Caramello al London Design Festival
Dot, le novità di Alberto Caramello al London Design Festival Dot, le novità di Alberto Caramello al London Design Festival Dot, le novità di Alberto Caramello al London Design Festival

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Coco Collection, il bagno ispirato a Coco Chanel

pubblicato da Giulia Zappa

falper-coco -navone

L’ispirazione, non è difficile intuirlo, è quella dell’eleganza senza tempo della prima Coco Chanel. Per Paola Navone, infatti, è lei il faro a cui guardare in questa reinterpretazione dell’arredo bagno esplicitamente retro destinata a quanto sembra ad un target prevalentemente femminile.

La collezione, giocata sui toni del black and white, prevede un mobile bagno in legno laccato con lavabo ovale da appoggio, a cui si aggiunge uno specchio sempre ovale ed un armadio contenitore. Particolarmente prestigiose le finiture, in linea con le prerogative di qualità e ricerca che caratterizzano l’azienda produttrice, Falper.

Via | Trendir

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