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Tutti gli articoli con tag concept

D-Clips: le graffette a forma di animale di Midori

pubblicato da intweetion

D-Clips Midori

Ogni tanto c’è bisogno di reinventare anche i piccoli oggetti per restituirgli interesse, oltre al loro -necessario- utilizzo funzionale. Nel campo degli accessori da ufficio, poche cose sono piccole e allo stesso tempo utilissime come le graffette.

Ci ha pensato la giapponese Midori (che aveva già realizzato una serie natalizia) con questa serie di attaches a forma di animali. Ce n’è per tutti i gusti, ogni scatola costa poco più di sei dollari e potete acquistarle seguendo questo link.

Non saranno l’oggetto di design del secolo (anche se l’originale, ricavato semplicemente dalla curvatura di un pezzo di filo di ferro è puro genio), ma mettono allegria e sono un intelligente innovazione su un concept di base apparentemente immutabile.

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Chris Precht e il concept di un treno spazioso

pubblicato da olivia

Chris Precht e il concept di un treno spazioso

Chris Precht, nell’ambito del concorso Bombardier YouRail, ha creato il concept di un treno pensato per soddisfare le esigenze di spazio dei viaggiatori.

Spesso infatti nei treni la cosa di cui si sente maggiore mancanza è proprio lo spazio: ci si stringe gli uni agli altri, faticando a passare nei piccoli corridoi e toccandosi continuamente fra estranei. Senza poter nemmeno fare due passi per sgranchirsi le gambe, per diverse ore.

Chris Precht ha pensato a un modo per creare spazio aggiuntivo, senza nulla togliere al numero di posti disponibili di un treno, ideando dei sedili retrattili, in grado di sparire totalmente nel soffitto quando non servono.

L’idea sembra interessante, ma probabilmente non risolutiva: quando il treno è pieno di persone, il problema spazio rimane anche con sedili retrattili.

Via | Dvice

Chris Precht e il concept di un treno spazioso Chris Precht e il concept di un treno spazioso Chris Precht e il concept di un treno spazioso Chris Precht e il concept di un treno spazioso Chris Precht e il concept di un treno spazioso Chris Precht e il concept di un treno spazioso

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"EduMap": l'istruzione 3.0

pubblicato da intweetion

EduMapDesignaffairs

Tutto basato sull’interazione e la creatività questo sbalorditivo concept dello studio Designaffairs: un’idea che mira a sviluppare la cosiddetta “Conceptual Age”, teoria secondo la quale non solo gli insegnanti diventano ‘mediatori’ dei contenuti, ma gli studenti stessi verranno stimolati maggiormente ad imparare come accedere e processare le informazioni, più che ricordarle a memoria.

“EduMap” è, in buona sostanza quello che il nome stesso suggerisce: una mappa interattiva per organizzare e condividere i contenuti. Dedicata agli studenti delle scuole primarie, ogni mappa può essere utilizzata da sei alunni. Ci sono quattro aree di interesse, identificate da altrettanti contrassegni colorati che le delimitano: lingua madre, lingua straniera, matematica e studi sociali.

La superficie è interattiva e consente di registrare ciò che viene scritto, oltre ad associarlo ad una sorta di contenitore di tag, che registra gli argomenti e i progressi del singolo allievo e la sua collaborazione con gli altri. Dopo il salto, una breve gallery che spiega il progetto nel dettaglio (il copyright delle immagini appartiene a designaffairs GmbH)

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"Reflectius Clock": l'orologio laser di Art Lebedev

pubblicato da intweetion

ReflectiusClock

Che Art Lebedev sia uno a cui piace ‘complicarsi’ la vita è cosa ormai nota, visti i suoi precedenti lavori. Con questo concept se la prende con il tempo. Non con lo scorrere, sebbene ci sarebbe ampiamente da lavorare in materia, ma con la sua visualizzazione. Come rendere su un display ore e minuti utilizzando un unico raggio laser per unità?

Ci avrete pensato tutti, prima o poi, no? Beh, Lebedev lo ha fatto sul serio. E si è fatto venire un’idea. Sfruttando dei micro specchi motorizzati, posizionati agli angoli di ogni cifra, è riuscito a far ‘disegnare’ al raggio orari diversi. Studiando quindi tutte le combinazioni possibili, dall’uno allo zero.

Ha poi inserito il meccanismo all’interno di in un modello che sembra un’astronave uscita da un videogioco anni ‘80 ed è -finalmente- venuto a capo della cosa. Il risultato è “Reflectius Clock” un oggetto -c’è bisogno di sottolinearlo?- bellissimo, che speriamo venga commercializzato presto. Per ora accontentatevi di ammirarlo nella gallery dopo il salto.

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Le fermate degli autobus con cui giocare durante il "World Design Capital" 2012 di Helsinki

pubblicato da intweetion

Mancano ancora due anni perché Helsinki diventi la capitale del design, ma gli studenti della Aalto University hanno già iniziato a proporre progetti affinché la città possa accogliere al meglio visitatori e appassionati.

Uno di quelli che sono già stati presentati è questo “Urban Play”, ennesima variante sul tema delle pensiline ad opera di Anna Wallendahl, Anna Törrönen, Yung-Lung Chang, Barbara Franz e Mikko Juntunenche. ‘Stavolta si cerca di rendere l’attesa più divertente e piacevole ai più piccoli (con relativo sollievo dei genitori).

Se l’amministrazione approverà “Urban Play”, le fermate degli autobus e dei tram di Helsinki verranno attrezzate con dei giochi che permetteranno ai bambini di interagire con esse. Si va da una panca con la tastiera di un piano alle superfici su cui è possibile disegnare, fino a una mini parete per arrampicata, con appigli colorati ad altezza sicura (e pavimento imbottito). Molto bello anche il video promozionale che trovate a inizio post. Dopo il salto invece, alcune immagini del concept (via).

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Montare la "Sedia 1" con Enzo Mari

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EnzoMariSedia1

Enzo Mari non ha sicuramente bisogno di presentazioni. Il suo geniale approccio al design è entrato nella Storia e così come la capacità di creare oggetti funzionali che celebrano la sua visione etica di un mondo in cui la dignità del lavoro venga rispettata.

Dalla serie “Autoprogettazione”, nata dalla creatività di Mari nel lontano 1974, arriva questa “Sedia 1″, realizzata in collaborazione con la società finlandese Artek che si occupa -ovviamente- di arredamento. Un’idea rivoluzionaria per l’epoca: mettere in commercio dei prodotti che valorizzassero il gesto di assemblarli da soli.

L’ennesimo esempio di come il design italiano abbia avuto davvero un peso importantissimo in tutto il mondo. Grazie a menti geniali come quella di Enzo Mari di cui proprio Artek celebra i 75 anni di attività con una mostra allo Spazio Rossana Orlandi. Mentre il grande designer presenterà un breve documentario al Museo della Triennale per spiegare il concept di “Autoprogettazione” e mostrerà come costruire “Sedia 1″

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AISA: il semaforo a terra di Jeongseon Park

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AISAJeongseon Park

Gli incroci pericolosi sono un vero incubo nelle città più trafficate. Immaginate cosa possono diventare in un paese ad alta densità di automobili come la Corea dove più del 40% delle vittime della strada sono pedoni che vengono investiti. La soluzione arriva da Jeongseon Park, un giovanissimo designer. Giovane sì, ma già famoso.

Con “AISA” infatti, Park ha vinto la scorsa edizione dell’ambitissimo Red Dot Award: uno dei maggiori e più importanti premi del design mondiale, istituito dal museo omonimo in Germania. “AISA” si è -meritatamente- aggiudicato il trofeo nella categoria “Design Concept”.

L’idea è di mettere il ’semaforo’ a terra, esattamente al centro dell’incrocio incriminato. Una ‘croce’ di titanio dotata di quattro sensori circolari, che illuminano con dei potenti LED le auto provenienti dalle altre strade che si immettono, quando arriva un passante, una bicicletta o un mezzo a motore. I tre colori tradizionali indicano il grado di pericolosità (e di vicinanza), la frequenza dell’intermittenza, la velocità. Un concept che unisce estrema utilità e intelligente approccio al problema. Dopo il salto, uno schema del funzionamento.

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“Everything” e “Nothing”: i nuovi 'barattoli d'artista' di Tobias Rehberger per Illy

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Tobias Rehberger Barattolini Illy

Il progetto Illy Art Collection è nato nel 1992: l’idea alla base è che l’arte possa entrare nella vita delle persone anche attraverso un piccolo oggetto d’uso quotidiano. Un concept che unisce estetica e design, creatività e elementi esclusivi. Dopo le oltre 70 serie di tazzine da collezione decorate dai maggiori artisti e giovani talenti a livello internazionale, è la volta di Tobias Rehberger.

Artista che utilizza i linguaggi del design e dell’architettura, Rehberger è per la seconda volta al lavoro su un oggetto Illy. Dopo la tazzina dello scorso anno, arrivano i due barattolini da 250 grammi. Disponibile da febbraio a giugno la versione “Everything”, mentre da luglio a dicembre potrà essere acquistata la versione “Nothing”. Il ‘gioco’ di entrambi è sul resto della frase illustrata: “Nothing happens for a reason” e, viceversa: “Everything happens for a reason”.

Due edizioni a tiratura limitata che saranno in vendita nei bar e nei negozi, in Italia e all’estero (fino ad esaurimento), al prezzo consigliato di 6 euro e 50.

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Build to Resi(s)t: il divano indistrutibile di Eastpack

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BuildToResi(s)t

Manca poco meno di un mese ormai al Salone internazionale del Mobile di Milano. Tra l’enormità di proposte che iniziano ad essere presentate in anteprima e la mole di quello che potremo vedere girando tra gli stand, abbiamo scelto un’idea che unisce lifestyle, arredamento e innovazione nel concept di un articolo che è da sempre una delle più grandi sfide per gli arredatori.

“Build to Resi(s)t” è il gioco di parole con il celebre pay-off della Eastpack: una delle case più note al mondo per la produzione di zaini e abbigliamento. Togliendo la ’s’ dal claim, otteniamo il significato del prodotto che verrà presentato al Salone: due sedute, assemblate come uno zaino, costellate di zip e tasche per tenere ogni tipo di oggetto a portata di mano, ma protetto dalla indistruttibile tela che ha reso famoso il marchio.

Artefice dell’idea, lo staff di Quinze & Milan: produttori belgi di elementi di arredo che si cimentano da sempre con soluzioni creative per rinnovare la cultura visuale legata all’abitare. “Build to Resi(s)t” sarà disponibile nella versione “Club Sofa” e in quella “Primary Pouf”.

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"Casa Lever" di Marc Newson

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CasaLever

Casa Lever è una struttura nata nei primi anni ‘50 per ospitare gli uffici della Lever Brothers: un’azienda inglese che produceva saponi. Oltre mezzo secolo dopo, in seguito a un periodo di chiusura è stata riportata in vita dal genio di Marc Newson, l’arcinoto designer australiano, che ha lavorato accanto a quella che ora è la sede della “Lever House Art Collection”.

Il risultato è uno dei più prestigiosi ristoranti di New York: cucina italiana (milanese, nello specifico) e un ambiente che è praticamente l’essenza dello stile retro. Osservando le foto sembra di essere sul set di Mad Men: parati, mobili e dettagli completamente recuperati e imitati dagli anni gloriosi in cui il locale è nato.

Gli arredi sono opera dell’interior decorator americano William Georgis. Il concept è dei fondatori Gherardo Guarducci e Dimitri Pauli, proprietari della catena statunitense dei ristoranti “Sant Ambroeus”. I quadri che vedete alle pareti sono invece di ‘un certo’ Andy Warhol. Sono diciannove, per l’esattezza. Originali. Dopo il salto, l’immancabile gallery (via).

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