
Nuova edizione per il Wallspace, il corner negli spazi della Rinascente di Milano dedicato ai prodotti scelti dalla redazione della rivista inglese Wallpaper. Il concept, sostenuto già negli anni passati da Vittorio Radice, Ceo degli storici grandi magazzini, vuole dare visibilità ai prodotti di designer o marchi di nicchia con un potenziale o una forte novità da valorizzare. Dei veri e propri inediti, almeno in Italia, interessanti per i professionisti ma soprattutto per i fanatici del design shopping a caccia di novità, magari in odor di Natale. E chi meglio di Wallpaper, da dieci anni un simbolo di anticipazione e scouting delle tendenze di design, architettura e interiors, poteva curarne la selezione?
Tra i prodotti in vendita, Vase and cups di Hella Jongerius per Royal Tichelaar Makkum, i macinini da sale e pepe di Norway Says per Muuto,
Pencil blcok di D.lab per Design Incubation Centre, Two Timer’ wall clock di Industrial Facility e Sam Hecht per Established & Sons, la Magno Wooden radio di Singgih Susilo Kartono per AREAWARE, il paralume ‘BarDeco’ di Lina Meier, ‘Slowcooker’ di Margriet Foolen per Royal VKB, fino ai coltelli e poggiacoltelli di Industrial Facility per Taylor’s Eye Witness.
Via | Yatzer

“Non è un negozio, è un’esperienza. Non è un decoro e non è un artwork, ma è senz’altro una forma di espressione. Spetterà alle persone farsela propria. La mia gioia più grande sarebbe se intraprendessero un viaggio immaginario nelle loro teste”.
Una sorta di trip? Così il designer e artista multidisciplinare Arne Quinze parla del suo ultimo lavoro-creatura, gli interni appena inaugurati del mitico concept store l’Eclaireur a Parigi. Un punto di riferimento imprescindibile per lo shopping parigino già dagli anni ‘90, quando il negozio fu tra i primi a lanciare marchi poi divenuti celebri come Dries van Noten, Dubreuil, Girbaud, Hussein Chalayan, Martin Margiela, Prada.
Per ricreare un mondo onirico, centrato non tanto sulla merce quanto sull’emotività dell’esperienza offerta dalla visita alla location, Quinze ha ricreato una sorta di mondo fantastico, quasi uterino, rivestendo i locali con scarti assemblati di assi di legno frammiste ad altri materiali di scarto. Inseriti nell’anomala boiserie, 147 monitor mostrano gli occhi un po’ languidi della moglie di Quinze. Nel negozio anche l’anteprima francese dell’attesissimo Microsoft Surface.
Via | Dezeen
Foto | Dave Bruel
Lo Showroom Eclaireur progettato da Arne Quinze
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Porcellane d’autore vendute a peso. Non siamo in un outlet aziendale alle prese con la dismissione dei pezzi di seconda scelta, ma da Merci, ultimo tra i concept store parigini destinati a fare tendenza.
Qui, Paola Navone ha messo in scena una nuova scenografia d’impatto, complice ancora una volta il marchio Richard Ginori, che ha fatto della designer la sua nuova mascotte e art director già dallo splendido esordio della joint venture in occasione dell’ultimo Salone del Mobile.
La collezione, progettata in esclusiva per Merci, trasforma e reinterpreta 1000kg di porcellana bianca imperfetta con una decorazione che mescola i vecchi stilemi del marchio fiorentino ad un gusto tutto contemporaneo. I pezzi, nobilitati dall’intervento e prossimi ad una selezione limited edition, sono stati venduti a peso per tutto il mese di settembre (quanto il prezzo al kilo?).
Via | Designboom
La collezione Merci di Richard Ginori firmata Paola Navone
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The School of Life è un inedito negozio che si propone come vera e propria “scuola di vita” per tutti coloro che sono interessati a rendere più intense e piacevoli le proprie esperienze umane e sociali. Aperto due anni fa nel centro di Londra, The School of Life offre una libreria, corsi di filosofia, un’agenzia di viaggi alternativa fino anche ad un centro di psicoterapia. Tra i soci fondatori anche Alain De Botton, filosofo autore di “Come Proust può cambiarvi la vita”.
Gli interni, progettati dai designer Susanna Edwards e Joseph Harries, sono caratterizzati da un look&feel in bilico tra gusto contemporaneo e inclinazioni romantiche e un po’ nostalgiche. Tra i dettagli di stile, infatti, tronchi di betulla, orologi a cucu e tanti pezzi vintage. La sala dei corsi è decorata dall’illustratrice Charlotte Mann.
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Da qualche giorno i design addicted di Milano possono contare su un nuovo indirizzo per il loro shopping. Dopo mesi di rumors, infatti, il gruppo Rinascente ha finalmente inaugurato nella sua storica e prestigiosa sede di piazza Duomo Design Supermarket, il piano riservato agli acquisti di design.
Il concept del punto vendita vuole soddisfare palati esigenti come anche un pubblico non totalmente familiarizzato con le proposte di design più aggiornate, garantendo allo stesso tempo un’offerta legata ai più importanti marchi di riferimento italiani ed internazionali e prediligendo il complemento d’arredo e i mobili di piccola taglia. L’obiettivo, infatti, è anche quello di favorire, oltre al pubblico di nicchia molto consapevole delle proprie esigenze, un acquisto impulsivo legato all’emotività e alla spensieratezza per i clienti meno consapevoli alla ricerca, soprattutto nell’attuale congiuntura di crisi, di un acquisto di marca non necessariamente a due zeri.
Molto curato nella sua semplicità il progetto di allestimento, firmato da Claudio Silvestrin, che sviluppa la metafora della piazza italiana organizzando nei 2000 mq di spazio espositivo piccoli corner in grado di far convivere gli oltre 200 marchi distribuiti, tra cui Flos, Kartell, Moooi, Alessi, The Conran Shop.
Via | ATcasa
Brooklyn Fare from Mr. Mucca on Vimeo.
Brooklyn Fare è un concept store tutto incentrato sul cibo e il design, dove una buona dose di ironia corona tutto il progetto. Il brand vuole proporre cibi di qualità uniti a prezzi abbordabili, in linea con un pubblico giovane ed esigente.
Qui sopra vi propongo un video che mostra alcuni prodotti di packaging utilizzati in questo negozio, dove potremo avere un mini market, un ristorante e un bar in un solo posto, con tanto di catering su richiesta. Il loro sito ci dimostra che la cura estetica può davvero fare molto per proporsi sul mercato gastronomico, il problema è capire come cucinano e che sapore abbiano i loro prodotti.
Se qualcuno di voi ha la fortuna di aggirarsi per le strade di New York in una delle vostre prossime mete, allora vi consiglio di fare un salto in questo posto, potete trovarlo a questo indirizzo, 200 Schermerhorn St., Brooklyn, NY 11201.
Via | lost at e minor

Riutilizzare il materiale di scarto derivante dalla produzione degli skateboards? Ebbene, qualcuno ha pensato anche a questo. Pierre Andre Senizergues e Gil Le Bon De LaPointe, designer a capo di Skate Study House, hanno dato vita ad una collezione chiaramente riconducibile alla forma dell’oggetto da cui è stata generata, come nel caso della libreria qui sopra.
Il progetto ha il pregio di riutilizzare del materiale solo apparentemente destinato alla discarica, e c’è da scommettere che diventerà un cult tra i fanatici degli skate. La collezione, non a caso, è in vendita a partire da questo mese nel concept store parigino per eccellenza, Colette.
Via | I.D.
Recentemente inaugurato nella storica via dello shopping londinese, Regent street, il concept store Ferrari vuole essere il punto d’approdo per tutti i fervidi supporter della casa di Maranello.
Il punto vendita è stato interamente progettato dallo studio Iosa Ghini con l’obiettivo di potenziare l’esperienza dello shopping attraverso l’esaltazione dello spirito e della storia del marchio. Suddiviso su due piani per un’area complessiva di 530 mq, il negozio è articolato per corner differenziati pensati per rispondere alle esigenze diversificate di proprietari, tifosi di formula 1 fino e semplici curiosi e appassionati.
Banale dirlo, gli interni sono dominati da una cartella colori giocata sul bianco e sull’immancabile rosso. All’inaugurazione di Londra segue quella di Firenze, per un totale di oltre 40 aperture previste in tutto il mondo nei prossimi 3 anni.
Di progetti con tale personalità se ne vedono pochi in giro. Sarà forse dovuto al fatto che Jeroen Smeekens, il proprietario di questo showroom di abbigliamento ad Antwerp, in Belgio, aveva già avuto modo di dimostrare in passato l’originalità della propria visione commerciale. Clinic, la sua prima creatura, si è infatti rapidamente affermata come un punto di riferimento tra i maggiori concept store europei, grazie ad una inedita interpretazione di lusso contemporaneo capace di mescolare sapientemente casual e sportware.
Hospital, questo il nome del nuovo negozio, dà nuova vita agli spazi di una vecchia fabbrica, un capannone di mattoni rossi con un’altezza di sette metri e mezzo, un volume ideale per ricavare nuovi soppalchi e mezzanini. Gli autori del progetto, i Puresang, hanno deciso di levigare l’estetica da archeologia industriale ricorrendo ad uno stile, per così dire, esotico: legni tropicali, superfici specchiate e mattonelle cangianti si mescolano a manichini statuari e pannelli luminosi. All’interno dello spazio, verrà inaugurato anche un insolito bed&breakfast, che si affiancherà ad un bar già presente all’interno del punto vendita.
Via | Dezeen
Il concept store Hospital a Antwerp



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“Una casa deve essere abitata dalle tracce della vita. Non deve soprattutto essere fragile. Non si tratta di uno showroom… Ho la sindrome della lumaca, non posso immaginare la felicità senza una casa.“
Questa la visione dell’abitare di Marie-France Cohen, recentemente passata alle cronache per l’apertura di Merci, il nuovo astro nascente tra i concept store della capitale francese.
Gli interni della sua abitazione riflettono un gusto che procede per accumulazione pur controllandone gli eccessi. Toni caldi del legno, antiquariato e vecchi stucchi integrano armoniosamente qualche classico del design del Novecento, per una successione di ambienti che restituisce certamente la sensazione della casa rifugio.
Via | Les carnets du design
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