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Tutti gli articoli con tag comunicazione

L'agenzia di design Leith per la "Scotland International Image"

pubblicato da intweetion

La “Scotland International Image” voleva produrre una chiavetta di memoria che racchiudesse contenuti interattivi da distribuire in occasione di eventi, conferenze e festival. L’obiettivo era contribuire a promuovere la Scozia a livello internazionale come nazione indipendente, responsabile e creativa, meta di studio, turismo e di investimenti aziendali a lungo termine.

Si è affidata alla Leith, agenzia scozzese di design e comunicazione che ha ideato queste quattro immagini, inserendole nella chiavetta USB che a sua volta era contenuta in un mini-tubo di quelli utilizzati per ospitare le bottiglie di whisky. La collaborazione tra la SII e Leith in realtà prosegue già da tre anni. Guardate il video realizzato per la “Burns Night” a inizio post.

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Writable, un tavolo comunicativo by Tianyu Xiao

pubblicato da olivia

Writable, un tavolo comunicativo by Tianyu Xiao

“Come può un arredo rendere le persone più comunicative?” E’ questa la domanda che si è posta la designer Tianyu Xiao, prima di rispondersi realizzando il Writable, un tavolo molto speciale e soprattutto, appunto, “comunicativo”.

Writable non è il nome di un oggetto altamente tecnologico, che utilizza touchscreen e superfici hi-tech varie per trasmettere messaggi, bensì un normale tavolo in legno che permette di scambiare idee, parole e disegni grazie al caro vecchio metodo, quello della scrittura a mano.

La possibilità di scrivere è concretizzata dalla presenza di adorabili lavagnette che all’occorrenza rientrano perfettamente nel design del tavolo, grazie a un sistema di rotazione.

L’idea di integrare un metodo di comunicazione in un tavolo è allettante: potrebbe diventare motivo di condivisione familiare e di gioco con i bambini, oltre a ritornare utile per messaggi da post-it, come “torno per cena: che mi prepari di buono?”.

Writable, un tavolo comunicativo by Tianyu Xiao Writable, un tavolo comunicativo by Tianyu Xiao Writable, un tavolo comunicativo by Tianyu Xiao

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"The Santa Brand Book": se Babbo Natale fosse un marchio

pubblicato da intweetion

Santa Brand

Splendida idea in arrivo dall’agenzia di comunicazione Quietroom. Un modo intelligente per pubblicizzarsi e mostrare ai potenziali clienti tutta la propria creatività. Lo staff ha immaginato di avere Babbo Natale come committente e di doversi prodigare per creare un immagine coordinata e una strategia di mercato. Il risultato è “The Santa Brand Book” (qui in versione .pdf) è non solo esilarante, ma anche un’occasione diversa per riflettere sul mestiere e l’approccio giusto al proprio lavoro. Basta iniziare a leggere la presentazione:

Ci sono i marchi. Ci sono i super-brand. E poi c’è questo. Potete immaginare quanto abbiamo gongolato quando la Santaclaus Global Enterprises ci ha chiesto di far lavorare la nostra immaginazione per individuare le prime linee guida del loro marchio. Sul serio, abbiamo pianto.

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"Tuned Pale Ale": fare musica con la birra

pubblicato da intweetion

Tuned Pale Ale di Matt Braun

Gioia e disperazione di ogni scampagnata o di ogni pasto in compagnia, prima o poi c’è qualcuno che accenna un ritmo colpendo una bottiglia vuota o tenta di produrre il suono delle ’sirene’ delle navi. Divertente il primo minuto, estenuante poi. Matt Braun, designer, artista e DJ di Filadelfia, ha preso la cosa molto sul serio (e lo ringraziamo) realizzando la “Tuned Pale Ale”.

Altro non è che una confezione da sei birre, le cui etichette indicano con precisione quale deve essere il livello del liquido per ottenere una data nota. Ha anche immaginato una variante del contenitore (in legno) che, una volta messo sottosopra, diventa un piccolo set di percussioni con tanto di bacchette. Un altro concept solo in apparenza superfluo.

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Le cuffie e le note: i nuovi auricolari di Panasonic

pubblicato da intweetion

Panasonic note earplugs

C’è ben poco da aggiungere a un’idea talmente semplice ed efficace da generare il frustrante “Come abbiamo fatto a non pensarci prima?”. Equazione ‘di primo grado’ tra natura d’uso dell’oggetto e iconografia legata all’ambito di utilizzo: ecco che un paio di auricolari si ‘trasformano’ in una coppia di crome e caratterizzano un packaging.

L’intuizione è venuta ai creativi della Scholz & Friends, celebre agenzia di comunicazione tedesca per promuovere le Stereo Earphones RP-HJE 130 “Note” di Panasonic. Qualche giro in più al cavetto, una confezione bianchissima con case trasparente e il gioco è fatto. Gallery dopo il salto per vedere qualche immagine in più delle due versioni.

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Push the (basketball) button: il pulsante per far giocare LeBron James a New York

pubblicato da intweetion

TwitterLeBron

Tutti i tifosi lo vogliono a New York. La squadra scalpita da tempo in attesa che si ‘liberi’ dal contratto. Intanto LeBron James, famoso cestista statunitense (a cui è stato anche rimosso un tumore benigno recentemente), milita in squadre che non vincono il campionato NBA, quindi la sua presenza nei “Knicks” pare incerta.

I newyorkesi non si perdono d’animo e iniziano a lanciare una serie di iniziative per convincerlo a giocare con la loro squadra. Una di quelle che hanno coinvolto più persone è una serie di Tweet con l’hashtag #NY<3LeBron (i cui risultati possono essere tenuti d’occhio su questo sito).

C’è però chi è andato oltre. Costruendo un oggetto davvero efficace in termini di comunicazione, che porta la campagna sui campi di basket in strada e fa raggiungere una nuova, inedita frontiera al mondo dei social network.

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Il design identity di Kokoro & Moi per Helsinki Capitale mondiale del Design nel 2012

pubblicato da intweetion

Kokoro & Moi per Helsinki Capitale mondiale del Design

Vi abbiamo già parlato di alcune iniziative che vedono coinvolta la città di Helsinki quando diventerà la Capitale mondiale del design nel 2012. Intanto fervono i preparativi ufficiali e lo studio di design newyorkese Kokoro & Moi sta lavorando ormai da tre anni alla comunicazione dell’evento.

L’identity concept è praticamente pronto e ci mostra un lavoro perfettamente in linea con lo spirito che animerà la prossima capitale. Elementi grafici molto ordinati e puliti, colori brillanti ma non invadenti e i font che passano dal minimale allo stile dei comics per il merchandising.

Un uso insistito e armonico del cerchio come figura geometrica dominante per una comunicazione forse più vicina a forme prettamente artistiche piuttosto che al design in senso stretto. Giudicate voi stessi con la gallery dopo il salto.

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L'animazione di James Frost per IBM

pubblicato da intweetion

JamesFrostIBM

I più saranno grati a James Frost per il divertentissimo video di “This Too Shall Pass” degli Ok Go, realizzato in collaborazione con la band e quelli di Syyn Labs. Oppure per le recenti e stilosissime immagini che accompagnano “Lay There & Hate Me” di Ben Harper e i Relentless. Quando non si dedica alla musica, il regista sperimenta nuove forme legate all’animazione.

Ci aveva già sbalordito con “House of cards”: un lavoro ai confini con la computer grafica per i Radiohead, qui siamo invece davanti a un commercial per il gruppo IBM in cui tutto il suo talento visionario è al servizio della tecnologia e delle nuove forme di comunicazione.

Frost, in forze alla californiana Zoofilm, sfodera 32 secondi di render che si compongono fluttuando nello spazio, incredibili giochi di luce e morphing continui. Una lezione di animazione e creatività. Dopo il salto, vi proponiamo lo spot e i video citati nel post.

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Creative Review: il backstage della cover del trentennale

pubblicato da intweetion

CreativeReviewCover

Creative Review è uno dei magazine più noti e longevi nell’ambito del design. Praticamente una piccola ‘bibbia’ per chi si occupa di cultura e comunicazione visuale, sempre con un occhio attentissimo a tutte le nuove tendenze e ai nomi più in vista tanto da meritarsi a pieno titolo l’altisonante auto-definizione: “The best in visual communication”.

Nato nel 1980 a Londra, Creative Review celebra quest’anno il suo trentennale con un numero speciale e una cover davvero molto bella. Affidata al talento di Rachel Thomas designer e direttrice artistica, è un set che descrive al meglio l’intento principale di Creative Review: raccontare, analizzare e dibattere il ruolo e il lavoro dei creativi. Quale ambito più adatto di uno studio?

Per giunta, Rachel Thomas ha scelto proprio il suo stesso ambiente di lavoro, allestito a dovere, e ha incaricato il fotografo Marcel Christ di ritrarre il risultato. Sul blog del sito invece, lo staff della rivista ha deciso di pubblicare alcuni scatti dal backstage. Un modo in più per dimostrare l’interesse per il processo creativo e dare ai lettori la misura del lavoro e della passione che sono dietro a un successo trentennale. Dopo il salto, la gallery.

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Gli uffici di Creative State

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CreativeState

Ammetto che la prima cosa che ho pensato imbattendomi nelle foto è stata: “Clarice!”. La ‘gabbia’ attorno alla quale ruota il questo affascinante open space somiglia in maniera inquietante a quella in cui viene rinchiuso ‘Hannibal’ Lecter in una della scene più sanguinose de Il Silenzio degli Innocenti.

Superato lo choc iniziale, c’è da dire che lo studio della Creative State, azienda di Tulsa (Oklahoma) è fra gli spazi più essenziali e moderno in cui può capitare di imbattersi. L’agenzia si occupa di branding, sviluppo web, software e di comunicazione attraverso information architecture e il graphic design di interfacce utente. Il resto è tutto nell’approccio.

Lo stesso che può essere ‘letto’ dando uno sguardo alle foto (via) dei loro uffici: un luogo neutro, allo stesso tempo fortemente caratterizzato dal grosso ‘cubo’ centrale, che stimola dipendenti e clienti alla creatività e al pensiero meno convenzionale per risolvere problemi e suggerire strategie. Dopo il salto, la gallery.

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