Uno di quei casi in cui il making-of è forse più interessante del risultato: stiamo parlando del video realizzato dal regista David Wilson per il brano “Pelican” del gruppo britannico The Maccabees. Partendo da un’idea fornita dalla stessa band, Wilson ha immaginato il piano sequenza di una sorta di viaggio ’spaziale’ attraverso una serie di oggetti che il punto di vista divide a metà.
Armato di seghetto e qualche accorgimento di computer graphic in post-produzione, lo staff ha tagliato longitudinalmente ogni cosa: il lavoro principale è stato quindi ovviamente quello di ricostruire le sezioni, in modo che potessero essere attraversate dall’obiettivo. Come hanno fatto? Ve lo svelano le immagini che trovate dopo il salto.
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Avete presente l’ansia di scartare i regali che ci prendeva la notte di Natale quando eravamo piccoli? Quelli dello studio Royale hanno deciso di fare gli auguri ai loro clienti e sostenitori con un’animazione in CG di poco più di un minuto in cui un bambino tenta in ogni modo di aprire in anticipo il suo pacco per scoprirne il contenuto.
Divertenti l’idea e le trovate, nonostante lo stile del disegno e dell’animazione siano fin troppo debitori a quello consacrato dalla Pixar (le somiglianze nel character design sono quasi imbarazzanti). Il finale - che ovviamente non vi sveliamo - è il senso dell’augurio della Royale.

I più saranno grati a James Frost per il divertentissimo video di “This Too Shall Pass” degli Ok Go, realizzato in collaborazione con la band e quelli di Syyn Labs. Oppure per le recenti e stilosissime immagini che accompagnano “Lay There & Hate Me” di Ben Harper e i Relentless. Quando non si dedica alla musica, il regista sperimenta nuove forme legate all’animazione.
Ci aveva già sbalordito con “House of cards”: un lavoro ai confini con la computer grafica per i Radiohead, qui siamo invece davanti a un commercial per il gruppo IBM in cui tutto il suo talento visionario è al servizio della tecnologia e delle nuove forme di comunicazione.
Frost, in forze alla californiana Zoofilm, sfodera 32 secondi di render che si compongono fluttuando nello spazio, incredibili giochi di luce e morphing continui. Una lezione di animazione e creatività. Dopo il salto, vi proponiamo lo spot e i video citati nel post.

Domani 3 marzo 2010 è il giorno dell’uscita ufficiale di Alice In Wonderland, il nuovo, ambizioso film di Tim Burton ispirato al romanzo di Lewis Carroll (che non segue però affatto alla lettera). Burton non è il primo ad aver tentato la sfida con il mondo surreale e metaforico di Alice. Il più illustre predecessore fu proprio Disney, lo stesso che dà il nome alla società che produce la pellicola di Burton.
Quella di Disney fu un’impresa titanica per l’epoca tanto che, nonostante fosse stata messa in cantiere già tra gli anni ‘30 e ‘40, vide la luce solo nel ‘51 dopo la guerra. All’inizio ‘zio Walt‘ aveva deciso di realizzare un film che fosse un misto di animazione e attori reali, proprio come invece sarà la versione di Tim Burton. Poi Disney stabilì che sarebbe costato troppo anche in termini di sforzi produttivi. L’impatto sull’immaginario collettivo, avvenne anni dopo: la pellicola infatti fu un fiasco al botteghino e stroncata dai critici. Quando andò in onda in televisione, 23 anni dopo, ottenne il successo sperato.
Vintage Disney Alice in Wonderland è un blog che raccoglie una quantità impressionante di materiale legato al capolavoro animato. Storyboard e gadget, poster, disegni e memorabilia legati al mondo di Alice e alla sua diffusione, tanto da essere ormai identificata con l’eroina Disney prima ancora che con quella letteraria.
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