
Sembra uno speaker audio, con un design di quelli ormai onnipresenti su quasi tutti gli scaffali dei negozi. Invece, la nuova lampada led “LivingColors” di Philips, diffonde luce. Con una -determinante- particolarità.
Sempre più abituati come siamo ad una gamma di colori vastissima, sia sugli schermi dei computer che quelli di molti apparecchi tecnologici, abbiamo adesso la possibilità di illuminare gli ambienti con la stessa scelta di gradazione. Il telecomando con cui gestiamo la lampada infatti possiede un disco centrale che contiene lo spettro cromatico.
Premendo in corrispondenza di un punto si attiva il colore scelto tra ben 16 milioni, proprio come se lo selezionassimo col mouse mentre utilizziamo un software per la grafica digitale. Perfetta per determinare il mood di una giornata o rendere il clima dei party decisamente più interessante, è in vendita in due formati diversi (c’è anche quella ‘mini’) a circa 199$.
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Official Classics nasce dalle menti di Mark Zador and Attila Horvath, due graphic designers ungheresi appassionati di tipografia ed elementi geometrici, forme e vettoriali: due geek che passano il loro tempo tra riviste, computer e videogames.
Dopo una serie di lavori per varie società, decidono di mettersi in proprio, creando uno spazio dove vendere i loro file .EPS. Realizzano un sito curatissimo e lo disseminano di lavori di ottima fattura. Validi aiuti per tutti i professionisti e gli amanti del graphic design.
In occasione del primo anniversario di Official Classics, dopo aver mantenuto un ritmo di 100 nuovi file ogni due mesi, i due raggiungono quota 1000 vettoriali disponibili e decidono di venderli in offerta. Potete acquistarli tutti (con tanto di font in omaggio) per soli 99 euro. Considerando la qualità e la scelta intelligente delle immagini a disposizione, è un’occasione da non lasciarsi sfuggire.

I più saranno grati a James Frost per il divertentissimo video di “This Too Shall Pass” degli Ok Go, realizzato in collaborazione con la band e quelli di Syyn Labs. Oppure per le recenti e stilosissime immagini che accompagnano “Lay There & Hate Me” di Ben Harper e i Relentless. Quando non si dedica alla musica, il regista sperimenta nuove forme legate all’animazione.
Ci aveva già sbalordito con “House of cards”: un lavoro ai confini con la computer grafica per i Radiohead, qui siamo invece davanti a un commercial per il gruppo IBM in cui tutto il suo talento visionario è al servizio della tecnologia e delle nuove forme di comunicazione.
Frost, in forze alla californiana Zoofilm, sfodera 32 secondi di render che si compongono fluttuando nello spazio, incredibili giochi di luce e morphing continui. Una lezione di animazione e creatività. Dopo il salto, vi proponiamo lo spot e i video citati nel post.

Interaction design che unisce musica, ritmo e tecnologia in modo assolutamente innovativo: “Inkquencer”, del designer danese Sebastian Ronde Thielke è un progetto di quelli che vorremmo vedere più spesso. Una di quelle idee che non solo riescono a farci vivere in modo creativo e attivo la tecnologia, ma producono qualcosa che va al di là del mero intrattenimento o della fascinazione per l’estetica.
Vediamo come funziona. Il nome spiega già molto: inchiostro e sequencer fusi in un’unica esperienza interattiva. Disegniamo un pattern su un foglio: una successione di blocchi scuri distribuiti come pixel. Portiamo il foglio all’altezza della web-cam del nostro computer. Un software provvede a catturare il nostro disegno e comprimerlo in un file immagine di 32×30. A quel punto, ogni spazio vuoto è un ’silenzio’, una pausa. Ogni spazio pieno è un suono (a seconda della posizione) che include un ritmo.
Il programma provvede a inserire in tempo reale il pattern creato in un sequencer che lo suona in loop. I risultati sono molteplici: tanti quante sono le variazioni disegnate e la posizione stessa che diamo al foglio davanti alla cam. Sembra complicato. Non lo è affatto. Guardatevi il video dopo il salto.

Se da un lato il marchio delle tre strisce guarda al futuro con la collaborazione con Porsche Design per la prossima estate 2010, dall’altro Adidas non ha mai smentito il suo talento nel reinterpretare il meglio del design e dell’immaginario del passato. Archiviato il capitolo “Star Wars”, parliamo ora della linea ZX, dichiaratamente ispirata al mondo dei videogiochi anni ‘80.
La sigla è presa in prestito da uno degli home computer più famosi di quel decennio: il Sinclair ZX (appunto) Spectrum. Lo stesso vale per i colori (nero e grigio: case e tasti) e per gli elementi colorati. Poche tinte, molto elettriche, come fossero emesse da un tv-color con il tubo catodico.
L’idea che fa la differenza è nella confezione delle “ZX 500 running shoes”. Una chiavetta USB in cui trovate “ZX Runner”: un platform game da completare in cinque minuti, in cui dovete fare in modo che il protagonista, DJ Zed, si precipiti per la città per arrivare in tempo per il suo DJ set. Dopo il salto, il video trailer del gioco.
Continua a leggere: Adidas ZX Collection: i videogiochi nelle scarpe

Perfetto per prendere appunti, disegnare o scarabocchiare e, contemporaneamente, darvi un tono. Giocando sull’ambivalenza della parola notebook, il designer Tiancheng Luo ha ideato questo blocco a forma di laptop.
Chiaramente ispirato ai portatili di casa Apple, l’aspetto è assolutamente realistico. I fogli sono sufficientemente grandi per buttar giù qualsiasi idea e le cover sono disponibili in diversi colori (bianco, rosso e nero).
Nessun bisogno di batterie né periferiche. Certo non sarà l’iPad, ma è comunque una maniera divertente -e leggera- di portarsi in giro uno sketchbook. Se proprio sentite la nostalgia del vostro computer, potete sempre riprodurre voi stessi il suono di avvio quando lo aprite.

Risparmiare spazio sulla postazione di lavoro è una delle priorità quando si utilizzano un computer e molti device. Oltre alla necessità di avere una scrivania ordinata, c’è anche il bisogno di numerose porte usb che permettano di connettere tutte le altre apparecchiature necessarie.
La Space Bar è una delle soluzioni più lineari ed eleganti in circolazione. Prende il nome dal gioco di parole che ne descrive forma e utilizzo, ha un design minimale decisamente accattivante e permette di ovviare a più necessità. Innanzitutto ‘nasconde’ e protegge la tastiera quando non viene utilizzata. Basta metterla ‘al riparo’.
Poi include nei supporti laterali ben sei porte usb dove collegare qualsiasi periferica, bene in vista e facili da rimuovere. Inoltre, funziona anche da supporto qualora si volesse tenere più alto il piano sul quale si digita. E’ costruita in alluminio con dettagli in plastica. Robusta e leggera. In vendita qui per soli 42$.

Altro che laptop di alluminio ultrasottili, mobili minimal in policarbonato o monitor ultrapiatti: il legno. Ci vuole il legno. Un bel massello leggero leggero che non impegna e arreda in puro stile country-chic. Se trovate un centrino, poi, sarà perfetto come mouse pad.
Dear Diary 1.0 è l’idea di Marlies Romberg, recentemente diplomata alla Utrecht School of Arts in Olanda. Un po’ di sana nostalgia applicata alla fredda estetica delle nuove tecnologie. Un’intera postazione intagliata con il laser all’interno di una scrivania vecchio stile per celebrare un auspicato (da chi?) ritorno ad un favolistico 1.o (lo step precedente del progresso informatico).
Posto il fatto che il design di molte delle periferiche unopuntozero (tranne rare eccezioni) era ingombrante e scomodo come una cassapanca in travertino, viene da chiedersi quanti alberi sono stati necessari per la materializzazione delle nostalgie della signorina Romberg. Nel frattempo, mi raccomando, tutti a chiamare con l’iPhone la Casa Nella Prateria.

Il designer Simone Micheli ha pensato di tradurre in design uno degli elementi che da qualche anno a questa parte accompagna chiunque nella vita quotidiana: il computer. Proprio sfruttando gli elementi che costituiscono il tastierino numerico posizionato alla destra delle più comuni tastiere per pc, infatti, il designer ha creato una originalissima poltrona i cui elementi rappresentano appunto i tasti in cui sono contenuti i numeri.
La poltrona così realizzata risulta essere un elemento colorato, giocoso e soprattutto persoanlizzabile nei colori e nelle stampe; l’unico intoppo in tutto ciò potrebbe essere il costo, questo simpatico elemento d’arredo, infatti, è commercializzato al meno simpatico prezzo di 2614 euro. L’acquisto è possibile direttamente on line.
Via | Designbuzz.it
Vi siete mai chiesti chi inventa i sistemi operativi che vediamo sugli schermi dei computer presenti nelle scene di alcuni film? Certo, ci sono orde di mele e di finestre nella maggior parte delle produzioni cinematografiche, ma quando si tratta di fantascienza o di strumentazione iper-tecnologica, capita di imbattersi in GUI (Graphical User Interface) davvero mirabolanti.
Mark Coleran è un visual designer che si occupa prevalentemente di motion graphic e effetti visuali. Nello showreel prima del post, trovate un montaggio di tutti i film per cui ha ideato le più avveniristiche interfacce. In certi casi è divertente scovare le ispirazioni, in altri è palese l’invenzione basata su tutta la tradizione del design legato ai vari mondi della fantascienza.
A Coleran (che sta lavorando attualmente per la Gridiron, software-house canadese che sviluppa l’ottimo Flow) chiederei una cosa. Perché mai nei film nessuno usa mai un mouse e siamo costretti a vedere spesso pellicole ambientate nel futuro in cui ancora si digita sulla tastiera? Lui dovrebbe sapermi rispondere.