
Poncho, Firebox, Spotty, Mangrovia, Shell, Rasta, Prestige e Water Wall sono i nuovi complementi d’arredo ideati da Horus, brand di Fontana Forni rinomata per un’esclusiva collezione di biocamini.
Horus amplia così la gamma con inediti oggetti che, combinando egregiamente funzionalità ed estetica, trascendono dall’apparente destinazione d’uso per trasformarsi a seconda delle necessità in una libreria, in un tavolino, in una lampada o addirittura in un suggestivo biocamino.
Alla continua ricerca di nuove soluzioni in grado di anticipare e soddisfare i bisogni del consumatore, Horus nel 2011 amplia e rinnova la collezione di biocamini implementandola con una serie di innovativi complementi d’arredo.
Il design industriale applicato da Paolo Grasselli per Horus, già direttore artistico del brand, rivoluziona il modo di concepire lo spazio abitativo combinando egregiamente funzionalità ed estetica con prodotti poliedrici che trascendono dall’apparente destinazione d’uso.
Così, frange stilizzate sovrapposte ad una struttura autoportante donano al tavolino Poncho ironia e leggerezza combinata ad essenzialità e funzionalità.
Grazie al particolare design, Poncho si trasforma concettualmente passando dal minimalismo razionale al pop.
Infine, Spotty è una piccola lampada ideale per la camera da letto o pratica luce di cortesia, grazie al suo limitatissimo consumo.
Quando è accesa, Spotty è una piccola e leggera presenza luminosa che ci accompagna verso Morfeo o per i più piccini, un simpatico personaggio dei cartoons che con le sue grandi ali o orecchie veglia su di loro.
Quando è spenta, Spotty, nata dalla sapiente piega di un’unica lastra di metallo, ricorda le lampade a spot degli studi fotografici, una presenza discreta e minimale che s’inserisce facilmente in ambienti sia classici che moderni.
Con queste zampone lunghissime e il corpo squadrato, la lampada At-At Walker ricorda davvero gli All Terrain Armored Transport a cui deve il nome, gli enormi veicoli che in Guerre Stellari attraversavano le nevi di Hoth.
Disegnata dagli svizzeri di Lifegoods, At-At Walker sembra ad un primo sguardo una curiosa ma sproporzionata cassettiera in legno di noce, con un unico scomparto situato ad un’altezza scomoda. In realtà il cassetto, una volta aperto, si trasforma, rivelando d’essere la fonte luminosa.
Via | Dornob.com

Semplicissime, minimali, quasi elementari, le cassette della frutta sono fonte d’ispirazione continua per designer di tutto il mondo, elemento modulare per eccellenza, alla base di qualsiasi sistema di stoccaggio che possa essere disegnato.
Anche lo studio polacco Kompott non si sottrae alla tentazione di rivisitare le cassette di legno e, senza alcuna pretesa di originalità, presenta Boxes, piccole credenze, contenitori o librerie, semplici e piacevoli nell’alternanza tra legno al naturale e laccato bianco, sostenuti da quattro zampe in stile anni ‘50.
Via | Madamehervè

Oggi vi portiamo a conoscere meglio Silvia Zacchello, che sarà presente nei prossimi giorni a Young Designer Home, artista, designer e creativa che riporta a nuova vita vecchie sedie, dipingendole con uno stile pop e vivace.
1) Parlaci di te: percorso di studio e lavoro, obiettivi futuri.
Silvia Zacchello: Ho frequentato il liceo artistico e l’accademia di Belle Arti a Venezia. Ho svolto un bel po’ di lavori, spesso non concernenti l’attività artistica, un po’ per necessità, un po’ per curiosità, un po’ perché non sapevo bene cosa fare e come indirizzare le mie passioni. Poi ho trovato una sedia, ho provato a dipingerla e mi è piaciuto molto il risultato! Ho continuato a farlo e mi auguro di farlo anche in futuro, anche con altri complementi d’arredo.
2) Quali sono i tuoi punti di riferimento nel mondo del design?
Silvia Zacchello: Tutto ciò che è staccato dai grandi brand. Tutto ciò che in qualche modo richiama il mondo vintage e che gioca con il riutilizzo creativo degli oggetti altrimenti di scarto.
3) Come nascono i tuoi progetti e da dove prendi l’ispirazione per dar vita alle tue creazioni?
Silvia Zacchello: Mi ispiro alla Pop Art, al fumetto, alla grafica vintage: i progetti nascono dalla ricerca, dalle prove, dalle ispirazioni e da un bel po’ di ore di lavoro!
Continua a leggere: Designerblog intervista Silvia Zacchello
La collezione Winter Arrives del collettivo con base a Stoccolma Outofstock è dedicata a tutti gli amanti della neve. A tutte le persone che si emozionano a vedere lo strato di bianco cristallino che si deposita sulle cose e le trasforma in glassa di zucchero.
Si tratta di tre sgabelli con forme e altezze diverse il cui cuscino candido ricorda il soffice strato di neve caduta. L’elemento più divertente è la seduta bassa a forma di slittino. Un vero e proprio tuffo nei ricordi d’infanzia, o anche solo delle vacanze appena trascorse.
Via | Designyearbook

Hide, progetto di Luca Papini Design, è un tavolo dalla forma circolare ispirato al mondo dei vecchi prestigiatori e in particolare al numero del coniglio bianco estratto dal cilindro.
Hide custodisce all’interno ciò che potrebbe intrattenere gli ospiti o diventare un porta piante: un complemento d’arredo tanto semplice, quanto versatile e che si può reinventare di volta in volta in maniera sempre diversa.
Sono pensati per i bambini, ovviamente, ma potrebbero piacere anche ai grandi i giocattoli in legno dell’azienda tedesca Sirch. Il fascino, infatti, è un po’ quello di una volta, che ci rimanda all’immaginario di foto in bianco e nero con bambini alla guida di tricicli e macchinine artigianali e casalinghi.
La rivisitazione di Sirch, ovviamente, favorisce la qualità assoluta del materiale e della finitura, per un oggetto che diventa bello anche solo come complemento d’arredo nella casa di qualche Peter Pan mai cresciuto.
Tra i prodotti in catalogo, anche una villa delle bambole che finalmente si allontana dal cliché tutto rosa e un po’ stucchevole dei giochi per bambine. Un regalo perfetto per chi è stufo del dilagare in rosa di fenomeni come Winx e Hello Kitty.

Slit, progetto dello studio Dripta, è una sedia nata dalla volontà di creare un complemento d’arredo giocoso ma al contempo anche funzionale.
Questa sedia, dalle linee sinuose ed eleganti, è realizzata in fibra di vetro e proposta in colori lucidi e brillanti.
Perfetta per uno studio creativo così come per una cucina gioiosa, Slit ha un’ergonomia che la porta ad essere comoda e quando non è usata come sedia ha degli spazi tattici da sfruttare come pratici porta oggetti e riviste.
Presentato durante la scorsa New York Design Week nell’ambito di Model Citizen, evento che promuove modelli di produzione sostenibile, il tavolino Pirueta disegnato da Paulina Gonzalez-Ortega e Andres Ocejo sotto il brand Piey è un vero e proprio incubo per i cromofobi.
Per chi invece ama i colori, Pirueta è un bel esempio di design folk, ispirato ai giocattoli tradizionali messicani, come le trottole e prodotto da Piey in collaborazione con gli stessi artigiani di Città del Messico da cui tutto è partito.
Via | Design-milk.com
La necessità di arredare le case in maniera flessibile, di poter cambiare forme e ingombri ogni volta che si cambia casa, o che nascono nuove esigenze, spinge molti designer a rivolgere la loro attenzione e la loro progettualità a varie tipologie di elementi modulari.
Che serva per arredare spazi temporanei o per poter cambiare aspetto alle proprie stanze ogni volta che si ha voglia, il sistema modulare Zipte Link permette di montare e smontare strutture per farne basi per tavoli e tavolini così come separè. I suoi elementi sono composti da tubolari di alluminio colorato curvati e saldati in forme romboidali.
Sono stati progettati dal famoso designer inglese Michael Young, trasferito ormai da anni ad Hong Kong, e sono stati presentati la scorsa settimana alla Vienna Design Week nel contesto di un’esposizione intitolata appunto Michael Young - Works in China.
Via | Pichaus.com