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Tutti gli articoli con tag colori

"The Color Of": il sito di Fung Kwok Pan che vi aiuta a trovare i (veri ?) colori

pubblicato da intweetion

"The Color Of": un sito che vi aiuta a trovare i (veri ?) colori

Un sistema affascinante, creato per scoprire il colore di qualsiasi cosa, interrogando e aggregando i dati delle immagini presenti nel database di Flickr, la popolarissima comunità online per condividere le proprie foto. “The Color Of” è un tentativo di rispondere ad una domanda potenzialmente complessa e decisamente ‘astratta’ in modo obiettivo, utilizzando un semplice algoritmo e applicandolo a dei dati provenienti da percezioni soggettive.

Ideato da Fung Kwok Pan, l’algoritmo nello specifico, calcola la media dei valori del colore dei pixel contenuti nelle immagini legate alla parola di ricerca, visualizzando il risultato in modo incrementale, man mano che ogni immagine viene caricata. Le ulteriori interpretazioni sono poi lasciate completamente alle intuizioni dell’utente.

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Redesign per il sito web di Tre (H3G)

pubblicato da Parasite

tre h3g redesign

H3G Italia (meglio conosciuta come Tre) presenta il redesign del proprio sito, un nuovo look decisamente più attuale nel web design pur mantenendo l’impronta “corporate”.

Il layout è vivace in tutte le sue pagine, colori netti accompagnano il visitatore nelle varie sezioni grazie al menu superiore chiaro e ben realizzato in Flash (ma non si preoccupi chi naviga con iOS dato che esso viene astutamente sostituito da un equivalente animato in javascript), molto ricco per quantità di voci e sembra che questa scelta, stilistica ma anche strettamente riguardante la UI, sia una tendenza attuale nel web design purché non intralci il navigatore in qualche modo.

Il sito ancora non è completo al 100% e soffre delle tipiche imperfezioni che fanno un po’ da test. Ottimo lavoro da parte del team e si tratta di un redesign molto, molto ben eseguito senza che l’immagine del brand ne venga intaccata.

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I colori dell'Italia nella nuova interfaccia di Google Images

pubblicato da Parasite

Google Immagini colori Italia

Qualche giorno fa Google ha introdotto una nuova interfaccia per la ricerca fra le immagini indicizzate. Il servizio, nato nel 2001 e arricchito di funzioni extra negli scorsi mesi, sicuramente non brillava dal punto di vista estetico e così a Mountain View hanno deciso di renderlo più appetibile.

Le immagini ora sono proposte in una griglia “tiled”, come una specie di mosaico nascondendo elementi come il titolo, la dimensione, l’URL di riferimento che sicuramente per l’utente sono considerate informazioni secondarie e spesso ovvie dopo aver applicato gli opportuni filtri alla ricerca. Ora tali informazioni sono disponibili semplicemente al passaggio del mouse con un piacevole effetto ingrandimento animato in javascript. Il mosaico è reso ancora più fitto grazie al ristretto spazio tra le immagini.

La nuova interfaccia di Google Images
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Il bianco dialoga con altri colori in una villa da sogno in Germania

pubblicato da olivia

Il bianco dialoga con altri colori in una villa da sogno in Germania

In questa villa da sogno, situata a Waldstetten-Wißgoldingen in Germania, e progettata dallo studio C18 Architekten, c’è un protagonista che prevarica su tutto, ma che tuttavia non è assoluto: il bianco, eterno colore della purezza e dell’eleganza, non ha qui però un potere completamente incontrastato.

Perchè qualche altra tonalità spunta qua e là, a dialogare con il bianco da timidi anfratti, talvolta nascosti, che però non fanno che aggiungere fascino, proprio perchè caratterizzati dal vedo-non vedo: l’interno della dispensa, le pareti interne di un corridoio di passaggio, le sedie di un’ampia scrivania, il timido piano di lavoro della cucina.

I colori in questo modo, anche se per lo più nascosti, assumono un’importanza senza precedenti, proprio perchè si discostano in modo netto dal bianco unificante e preponderante, il quale non fa altro che renderli più decisi.

Da notare la finestra tondeggiante che si apre sul soffitto di uno degli ambienti: pur nella sua profonda contemporaneità, mi ricorda in modo prepotente il luogo dove l’imperatore Adriano andava a pensare contemplando le stelle, nella sua villa di Tivoli.

Via | Contemporist

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"L'erba del vicino...": il divano di Christian Vivanco

pubblicato da intweetion

The grass is always greener on the other side of the fence

Arriva dall’industrial designer messicano Christian Vivanco questo divano dal nome che ricorda un noto proverbio. L’idea di “The grass is always greener on the other side of the fence” nasce infatti dall’innato bisogno di desiderare ciò che non si ha e, allo stesso tempo, dall’esigenza di ristabilire il dialogo tra uomo e natura.

Libertà e comfort in un solo elemento di arredo, questo l’obiettivo di Vivanco. Che spiega come sia i materiali, le finiture e la configurazione possano essere disposti a piacere in base alle esigenze di chi lo utilizza. Può diventare uno spazio giochi per bambini così come il divano da sistemare nel salotto di una giovane coppia.

Il divano “The grass is always greener on the other side of the fence” include quattro cuscini ed è disponibile in altrettante diverse combinazioni di colori. Dopo il salto, una gallery per osservarlo più nel dettaglio.

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Minimale ma estroso: una casa dove in ogni stanza un particolare attira l'occhio

pubblicato da olivia

Minimale ma estroso: una casa dove in ogni stanza un particolare attira l'occhio

Concepire gli ambienti come degli eterni placoscenici, in cui soltanto pochi elementi fungono da protagonisti, mentre il resto costituisce una scenografia adatta ad esaltare i tratti più caratteristici, senza trascurare qualche ruolo di comprimariato. Questo deve essere stato a grandi linee il pensiero dello studio Bruce Stafford Architects nel progettare questa casa, dove la scenografia è il minimalismo, e i protagonisti sono gli effetti ottici e cromatici di alcuni elementi particolari, uno per ogni ambiente.

E così in sala da pranzo il protagonista è un quadro dai colori accesi, in cucina è la lunga finestra che lascia entrare la natura come un dipinto, in soggiorno è il camino e sono i cuscini del divano, in un’altra zona relax è il lungo acquario a donare un tocco esotico e spettacolare all’ambiente.

Minimalismo o meno, questa casa rappresenta il giusto equilibrio tra calma e passione, tra neutralità e vivacità, tra linearità ed estro. Perchè l’essenziale è necessario, l’ordine è comodità, ma il colore è creatività.

Via | Desiretoinspire

Minimale ma estroso: una casa dove in ogni stanza un particolare attira l'occhio Minimale ma estroso: una casa dove in ogni stanza un particolare attira l'occhio Minimale ma estroso: una casa dove in ogni stanza un particolare attira l'occhio Minimale ma estroso: una casa dove in ogni stanza un particolare attira l'occhio Minimale ma estroso: una casa dove in ogni stanza un particolare attira l'occhio

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Philips "LivingColors": la cromoterapia da 16 milioni di colori

pubblicato da intweetion

PhilipsLivingColors

Sembra uno speaker audio, con un design di quelli ormai onnipresenti su quasi tutti gli scaffali dei negozi. Invece, la nuova lampada led “LivingColors” di Philips, diffonde luce. Con una -determinante- particolarità.

Sempre più abituati come siamo ad una gamma di colori vastissima, sia sugli schermi dei computer che quelli di molti apparecchi tecnologici, abbiamo adesso la possibilità di illuminare gli ambienti con la stessa scelta di gradazione. Il telecomando con cui gestiamo la lampada infatti possiede un disco centrale che contiene lo spettro cromatico.

Premendo in corrispondenza di un punto si attiva il colore scelto tra ben 16 milioni, proprio come se lo selezionassimo col mouse mentre utilizziamo un software per la grafica digitale. Perfetta per determinare il mood di una giornata o rendere il clima dei party decisamente più interessante, è in vendita in due formati diversi (c’è anche quella ‘mini’) a circa 199$.

Foto | via

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Quando il Cubo di Rubik aiuta le categorie protette

pubblicato da intweetion

RubikBraille

Non ne potrete più. Lo immaginiamo. Basta. Ormai sono ovunque, anche in versione pocket sugli scaffali degli Autogrill. Qualcuno lo ha risolto più volte, altri invece lo tengono come anti-stress sulla scrivania. Qualcun’altro ha provato a rimuovere gli adesivi per barare e poi non è più stato in grado di rimetterlo a posto.

Stiamo parlando del rompicapo per eccellenza, che ha ispirato designer e artisti, producendo dosi massicce di frustrazione e varianti. Avete mai pensato però a come può giocare con il Cubo di Rubik chi non ha il dono della vista? Beh, il designer tedesco Konstantin Datz lo ha fatto, ideando un modello che rimpiazza i colori con dei simboli in linguaggio Braille.

L’oggetto è affascinante nell’uso della bicromia, pur ricalcando in pieno il design originale. Niente a che vedere con un altra versione del cubo più famoso del mondo. Questa invece è monocromatica, completamente rosa. Dedicata a… Scopritelo da soli seguendo questo link (è uno scherzo, ovviamente. Non ce ne voglia l’affascinante categoria :) )

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Zero Watch e Maze Of Time: due orologi agli antipodi

pubblicato da intweetion

MazeOfTime

Ricordate l’orgoglio con cui da piccoli siete riusciti a rispondere per la prima volta alla domanda: “Che ore sono?”. Un rapido sguardo fiero al polso, qualche secondo per la lettura e poi, sicuri a snocciolare numeri e minuti. Con le lancette la questione era complicata: le cifre al quarzo invece furono una benedizione per tutti quelli che faticavano con i calcoli.

Niente in confronto a questo “Maze Of Time” del designer Andy Kurovets: un rompicapo cromatico come non se ne vedevano da tempo. Oltre l’apparente linearità del meccanismo (un colore per ogni dato: ore e minuti, decine e unità), si nasconde -è il caso di dirlo- il delirio organizzato. I numeri, infatti, compaiono contemporaneamente sul display. Bello l’effetto finale, un po’ meno decifrarlo.

All’opposto, la filosofia che caratterizza lo “Zero Watch” del designer e illustratore Robert Dabi. Via numeri, lancette, bottoni, elementi superflui. Due ‘dischi’ per segnare il tempo e una struttura di gomma e acciaio. Vari colori disponibili, design minimale: il grado zero -appunto- dell’orologio. Dopo il salto, un video di presentazione del render.

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Mayor McCa: il re del Do It Yourself

pubblicato da intweetion

MayorMcCa

Mayor McCa (al secolo Christian Anderson Smith) è barbuto canadese abituato a far tutto da sé. Musica, illustrazione, video: tutto da solo. Quando non si basta, si fotocopia. Poi monta tutto con colla, forbici e stop-motion e crea i suoi mondi di carta con colori che hanno i toni dei pennarelli più economici.

Il Do It Yourself (DIY) all’ennesima potenza, esasperato, quello di Christian Anderson Smith: scrittore, animatore, cartoonist, attore e perfino (da qui il moniker) candidato a sindaco della cittadina di Hamilton, in Ontario, per la quale ha proposto in campagna elettorale il nuovo nome di “Donut Rock City”. Non ha vinto, ma volete mettere la soddisfazione?

Mayor McCa è uno di quei matti assolutamente geniali e provocatori, che si imbarcano in progetti spesso più grandi di loro e, nel frattempo, riescono a realizzare lavori in cui creatività e divertimento traspaiono e coinvolgono chi guarda. Il video per il suo nuovo brano “Drinkalottawater” è uno splendido esempio. Lo trovate dopo il salto.

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