
Stosa Cucine lancia due nuove colorazioni verdi per i modelli Bring e Brillant: due cucine dalla forte personalita estetica, moderne e funzionali.
Bring, interamente in verde smeraldo lucido, viene proposta con basi e pensili in un’inedita gradazione di verde smeraldo lucido per un tocco deciso di colore e luminosita nell’ambiente cucina.
Una colorazione che conferisce a Bring una linea glamour, perfettamente integrata alla zona living e che interpreta lo stile contemporaneo con brio per un effetto lineare e moderno.
Il design essenziale e ricercato del modello Brillant, caratterizzato dall’uso predominante del vetro, materiale leggero e luminoso insieme, si arricchisce di una nuova versione in vetro color petrolio.
Una proposta intensa e innovativa che amplia la gamma colore di questa collezione, caratterizzata anche per le altre tonalita accese e moderne come le quella bordeaux o color prugna.
Qualche giorno fa Google ha introdotto una nuova interfaccia per la ricerca fra le immagini indicizzate. Il servizio, nato nel 2001 e arricchito di funzioni extra negli scorsi mesi, sicuramente non brillava dal punto di vista estetico e così a Mountain View hanno deciso di renderlo più appetibile.
Le immagini ora sono proposte in una griglia “tiled”, come una specie di mosaico nascondendo elementi come il titolo, la dimensione, l’URL di riferimento che sicuramente per l’utente sono considerate informazioni secondarie e spesso ovvie dopo aver applicato gli opportuni filtri alla ricerca. Ora tali informazioni sono disponibili semplicemente al passaggio del mouse con un piacevole effetto ingrandimento animato in javascript. Il mosaico è reso ancora più fitto grazie al ristretto spazio tra le immagini.
La nuova interfaccia di Google Images




Continua a leggere: I colori dell'Italia nella nuova interfaccia di Google Images
Come si fanno i colori? Questo video potrebbe essere una risposta. Dalla Pantone, infatti, arriva un dietro le quinte sulla realizzazione della nuova Plus Serie, l’ultima arrivata dalla Pantone Matching System. Un’ottima occasione per dare uno sguardo agli uffici di questa storica azienda e osservare come il colore viene creato, trattato e catalogato offrendo sempre nuove opportunità ai grafici di tutto il mondo.
Tra le novità, la riorganizzazione delle famiglie cromatiche, ma anche 224 colori nuovi di zecca a cui si aggiungono altre tre, inedite categorie: i pastelli, i neon e i metalli.
Via | Cool Hunting

Sembra uno speaker audio, con un design di quelli ormai onnipresenti su quasi tutti gli scaffali dei negozi. Invece, la nuova lampada led “LivingColors” di Philips, diffonde luce. Con una -determinante- particolarità.
Sempre più abituati come siamo ad una gamma di colori vastissima, sia sugli schermi dei computer che quelli di molti apparecchi tecnologici, abbiamo adesso la possibilità di illuminare gli ambienti con la stessa scelta di gradazione. Il telecomando con cui gestiamo la lampada infatti possiede un disco centrale che contiene lo spettro cromatico.
Premendo in corrispondenza di un punto si attiva il colore scelto tra ben 16 milioni, proprio come se lo selezionassimo col mouse mentre utilizziamo un software per la grafica digitale. Perfetta per determinare il mood di una giornata o rendere il clima dei party decisamente più interessante, è in vendita in due formati diversi (c’è anche quella ‘mini’) a circa 199$.
Foto | via

Ricordate l’orgoglio con cui da piccoli siete riusciti a rispondere per la prima volta alla domanda: “Che ore sono?”. Un rapido sguardo fiero al polso, qualche secondo per la lettura e poi, sicuri a snocciolare numeri e minuti. Con le lancette la questione era complicata: le cifre al quarzo invece furono una benedizione per tutti quelli che faticavano con i calcoli.
Niente in confronto a questo “Maze Of Time” del designer Andy Kurovets: un rompicapo cromatico come non se ne vedevano da tempo. Oltre l’apparente linearità del meccanismo (un colore per ogni dato: ore e minuti, decine e unità), si nasconde -è il caso di dirlo- il delirio organizzato. I numeri, infatti, compaiono contemporaneamente sul display. Bello l’effetto finale, un po’ meno decifrarlo.
All’opposto, la filosofia che caratterizza lo “Zero Watch” del designer e illustratore Robert Dabi. Via numeri, lancette, bottoni, elementi superflui. Due ‘dischi’ per segnare il tempo e una struttura di gomma e acciaio. Vari colori disponibili, design minimale: il grado zero -appunto- dell’orologio. Dopo il salto, un video di presentazione del render.
Continua a leggere: Zero Watch e Maze Of Time: due orologi agli antipodi

Mi sono imbattuto in Jan Kruse, fondatore insieme a Malte Kaune di The Human Empire, grazie alla tripla cover dei nuovi album dei København Store, band piacentina dedita al post-rock in versione elettronica.
Il lavoro (ottimo) svolto per il gruppo mi ha ricordato qualcosa, sempre in ambito musicale e ho realizzato (dannate sinapsi) di aver già visto all’opera il duo su alcune uscite per la celeberrima Morr Music. Partiti dalla pubblicità e la moda, integrato e rafforzato il brand con l’apertura di due negozi ad Amburgo, quelli di The Human Empire sono arrivati a consolidare stile e qualità in pochissimo tempo.
Sito e visual agency, propongono da ormai sette anni una serie di prodotti (principalmente poster, t-shirt e abbigliamento in generale) in cui uniscono illustrazione e graphic design senza -apparente- soluzione di continuità. Con un’attitudine creativa piuttosto disinvolta e un uso del colore misurato e proprio di chi ha una grossa esperienza in ambito di stampa. Per curiosità e per conoscere magari qualche band nuova, andate a sbirciare l’impressionante lista di artisti del mondo dell’indie con cui hanno lavorato.

Il fascino esercitato dalle Polaroid è difficile da spiegare in poche parole. Ognuno ha le sue -giuste- motivazioni che mettono l’accento sul formato, sul colore o sull’idea di un’immediatezza analogica che poche macchine fotografiche sanno restituire, persino le moderne fotocamere digitali compatte.
Se non avete voglia di procurarvene una (i prezzi salgono costantemente e, nonostante la rinascita degli stabilimenti che le producono, le pellicole sono ancora costose), avete la possibilità di ricreare l’effetto con i plugin dei software di fotoritocco o con programmi appositi. Oppure attendere l’uscita della PIC1000, la nuova ‘classica’ Polaroid in versione restyling.
C’è un’altra soluzione, proposta da UrbanOutfitters: le Snapshot Frames. Cornici che hanno la forma delle memorabili foto dallo sviluppo istantaneo in cui inserire qualsiasi immagine abbiate scattato o stampato precedentemente. Sono anche magnetiche, quindi libero sfogo alla fantasia nel disporle su superfici diverse (quella del frigorifero, in primis). L’effetto è assicurato ed economico. Con 10 dollari, vi spediscono a casa un pack da cinque.
Idea di grande effetto quella del team Hubero Kokoro, studio di design con base a Brno nella Repubblica Ceca, per realizzare il packaging del cd Uceroz. “Uceroz” è il disco di Ivan Palacký, un musicista che suona uno strumento molto particolare: una sorta di telaio amplificato chiamato Dopleta.
Con l’intento di trasmettere già dalla cover il tipo di sensazioni che la musica di Palacký evoca, Jaroslav Juřica, fondatore dello studio, ha realizzato un case che ‘genera’ la copertina quando viene aperto. Tirando una linguetta laterale, l’inchiostro fluisce attraverso gli strati e disegna delle forme.
Le ‘macchie’ sono sempre le stesse, ma ogni copia del disco (sono disponibili solo 60 esemplari) è caricata con un colore di inchiostro diverso. Il meccanismo è un’invenzione proprietaria dello studio: potete ammirarne il funzionamento nel video che precede il testo.

Quella di tracciare grafici è un’arte. Chiedetelo ai fiumi di dipendenti e manager che quando vedono partire una slide di Power Point si comportano come le scimmie della sequenza iniziale di “2001″ davanti al monolito. C’è -fortunatamente- chi riesce a prendere statistiche, percentuali e diagrammi con ironia (la mia preferita, è questa) e chi ne trae ispirazione per delle illustrazioni.
Tobias Lunchbreath (il cognome è troppo bello per essere vero, ma noi vogliamo credergli lo stesso) ha un account su Flickr in cui pubblica la sua personalissima visione dei grafici. Non solo li rappresenta spesso con elementi inusuali, ma inventa risultati immaginari che poi visualizza sotto forma di illustrazione dissacrante.
Al di là della -notevole- capacità di far sorridere, Tobias è un artista e designer di tutto rispetto, dotato di un uso efficacissimo del colore, che sa bene come catturare l’attenzione e muoversi abilmente tra fumetto e illustrazione classica. Dopo il salto, una gallery dei suoi lavori.
Continua a leggere: I grafici illustrati di Tobias Lunchbreath

Michael Johansson è nato nel 1975 a Trollhättan in Svezia. E’ uno scultore nelle cui opere trovano spazio moltissimi riferimenti al mondo del design. A partire dagli splendidi lavori come “Engine Bought Separately” e “Some Assembly Required” che prendono spunto dalle scatole dei modellini per isolare gli oggetti di uso comune e “mostrarne la funzione privandoli della funzionalità”, come lui stesso spiega.
Discorso spinto all’estremo in “TOYS’R'US” (nella foto prima del post): sorta di scultura-installazione in cui una barca, sempre inserita in un kit di assemblaggio, viene lasciata alla deriva nelle acque di un lago, con i remi e il motore ancora da rimuovere per essere utilizzati.
Le opere che forse più catturano l’attenzione, però, sono quelle in cui Johansson costruisce una serie di blocchi, unendo molti oggetti diversi, accatastati tra loro con ordine e gusto per il colore, forzandoli a una convivenza quasi geometrica. Un ‘Tetris’ che mostra l’anonimato dei beni di consumo, combatte contro lo spazio e l’ingombro dell’abbandono, toglie ogni velleità di buon design o funzionalità a tutto. Di seguito, ne potete ammirare alcuni in una gallery.