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Tutti gli articoli con tag club design

Tazmania Ballroom, ad Hong Kong una sala da ballo firmata da Tom Dixon

pubblicato da Giulia Zappa

Tazmania Ballrom, il locale di Hong Kong arredato da Tom Dixon

Il Tazmania Ballroom è il primo progetto di interiors seguito da Tom Dixon in Asia. Un intervento destinato probabilmente a fare da capofila ad una serie ben più nutrita, visto che il club si è già accreditato la nomination nella categoria “International Bar” al Restaurant & Bar Design Awards 2011.

Ispirato ai vecchi e fumosi club privati riservati agli studenti inglesi, l’ambiente ne riaggiorna l’atmosfera facendo largo uso di rivestimenti in metallo (trattasi di Tom Dixon del resto…). Di grande suggestione le superfici diamantate, che danno vita ad un antro cavernoso e a tratti un po’ uterino, a cui si alternano per contrasto pareti spoglie e non finite. Ciliegina sulla torta, una grande area riservata ai tavoli da biliardo.

Via | Yatzer

Tazmania Ballrom, il locale di Hong Kong arredato da Tom Dixon

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'Paradisio', a Parigi il cinema privato arredato da India Mahdavi

pubblicato da Giulia Zappa

Paradisio, il nuovo clun parigino progettato da India Mahdavi

Vi ricordate del Café Germain, di cui vi avevamo parlato circa un anno fa? Ebbene, il progetto continua. O meglio si allarga nel basement, ora riconvertito in cinema privato. A firmare il progetto c’è sempre India Mahdavi, la designer d’interni franco-iraniana che aveva già rivisitato il Germain trasformandolo in un iconico indirizzo parigino con l’ormai celebre maxi-scultura in giallo.

Con Paradisio, però, lo spazio si fa ancora più intimo e prezioso. Ad ispirarlo è l’idea di una giungla vista sotto le lenti di un lussureggiante paradiso terrestre. A caratterizzarlo, invece, sono i morbidi rivestimenti in pelle di pareti e sedute, insieme alla moquette zebrata che anima il pavimento e a un gioco di luci sempre concentrato sui dettagli.

Bellissima la palette colori, su cui spicca un blu pavone associato ad ori e bronzi. Ma ancora più interessante è la percezione sinestetica che restituisce, fin dal primo sguardo, la tattilità di arredi e volumi. Per un effetto generale di sensualità discreta e soffusa.

Via | Yatzer

Paradisio, il nuovo clun parigino progettato da India Mahdavi

Paradisio, il nuovo clun parigino progettato da India MahdaviParadisio, il nuovo clun parigino progettato da India MahdaviParadisio, il nuovo clun parigino progettato da India Mahdavi

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Germain, nel bistrot parigino la scultura è oversize

pubblicato da Giulia Zappa

Il bistrot parigino Germain

Immaginatevi un ristorante a due piani che presenta uno strano elemento di continuità tra un livello e l’altro. Al piano di sotto, la parte bassa di un corpo di donna che prende le forme di una maxi scultura in giallo shocking, di sopra, il busto della stessa figura, sempre in dimensioni oversize.

E’ questo l’elemento più divertente che caratterizza l’arredamento di Germain, il nuovo bistrot parigino della Rive Gauche subito trasformatosi nel nuovo ristorante cult della capitale francese. Ma, a dispetto dello stupore di questo intervento, sono molti gli elementi di continuità con l’arredamento tradizionale dei bistrot parigini. I pavimenti, infatti, sono rivestitti con piastrelle bianche e nere, mentre l’illuminazione non rinnega le lampade rotonde con diffusore in vetro opalino.

Non mancano altri classici, come poltrone anni ‘50 e Thonet nere, che crano un bel contrasto con mobili più recenti, come i contenitori in rosso laccato. Gli interiors sono firmati da India Mahdavi, architetto di origine iraniana da tempo di stanza in Francia.

Via | Yatzer

Il bistrot parigino Germain

Il bistrot parigino Germain

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Denispopov, il bar acido di San Pietroburgo

pubblicato da Giulia Zappa

Il club Denispopov a San Pietroburgo

Dopo il packaging di Strike, torniamo a parlare di Russia con questo club ristorante di San Pietroburgo, il Denispopov. Ubicato in un basement, gioca tutte le sue carte puntando su una illuminazione audace e appariscente quanto malleabile alle esigenze del momento.

Gli arredi minimalisti, infatti, vengono animati dai cambiamenti repentini delle cromie delle luci al neon, sempre orientate su toni fluo. Il progetto degli interni è di Oleg Igolinsky, ritratto mentre suona il violino in una gigantografia ubicata nel locale.

Via | Contemporist

Il club Denispopov a San Pietroburgo
Il club Denispopov a San PietroburgoIl club Denispopov a San PietroburgoIl club Denispopov a San Pietroburgo

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Anjelique: Autoban ridisegna lo stile turco contemporaneo

pubblicato da Giulia Zappa

autoban_Anjelique

Per il loro ultimo progetto, la ristrutturazione di un ristorante sul Bosforo tra i più celebri di Istanbul, gli Autoban parlano di ispirazione mediterranea. Punto di vista molto personale, il loro, visto che quanto a stile mediterraneo, in Italia e non solo, siamo abituati a ben altri riferimenti. Ad ogni modo, il piccollo appunto non toglie niente alla qualità di questo progetto di redesign: Anjelique, questo il nome del locale, sembra infatti configurare un aggiornamento eccellente di stili e stilemi propri della tradizione turca, qui rivisitata con un layout pulito e una freschezza assolutamente contempooranea.

Lo spazio del ristorante, suddiviso su due piani, si articola a piano terra tra lounge bar e sala per la ristorazione, a cui si aggiunge un club al piano di sopra. Le pareti bianche si distinguono per gli essenziali motivi verticali a stucco, a cui si sposano le sedute in blu navy. Bellissime le colonne rivestite con piastrelle dal classico motivo chintemani, con i tre ovali che convergono fino a formare un triangolo. I divani capitonné dalle forme sinuose sono sovrastati dalle maxi lampade in stile Naska Loris.

Il ristorante Anjelique progettato da Autoban
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Deptford Project, quando un treno riscatta un quartiere

pubblicato da Giulia Zappa

deptford train

Il bar del Deptford Project è stato ricavato da una vecchia carrozza ferroviaria degli anni ‘60 proveniente dalla stazione di Deptford, ubicata in un’area violenta e degradata del South-East di Londra. La carrozza, sottoposta ad una ristrutturazione completa, è ora punto di ritrovo per i giovani londinesi, ma anche strumento sociale di riqualificazione del quartiere. Progetto grafico e allestimento a cura di Morag Myerscough.

Via |Elle Decor

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La Sultan Lounge di Stephane Dupoux a Kuala Lumpur

pubblicato da Giulia Zappa

La Sultan Lounge

A Kuala Lumpur, la lounge di un esclusivo ristorante di pesce ubicata in un basement e trasformata in un cocoon prezioso per raccolti momenti di chill out. Per restituire l’idea di lusso contemporaneo che caratterizza lo stile del locale, la cartella colori è tutta giocata sulle sfumature dell’oro e dello champagne, modulate su un gioco di riflessi aiutato anche dai numerosi drappeggi al soffitto, a cui si aggiungono quelle che si raccolgono intorno ai tavoli. Firma il progetto Stephane Dupoux, l’architetto già autore del Buddha Bar di New York e di Cocoon a Londra.

Via | Travel with Frank Gehry
La Sultan Lounge

La Sultan LoungeLa Sultan LoungeLa Sultan Lounge

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Eye Candy Mandalay Bay: la natural interaction al servizio del divertimento

pubblicato da Giulia Zappa

Eye Candy Mandalay Bay

Nella lounge del casinò di Mandalay Bay, un’iniezione di tecnologia ridefinisce i confini dell’esperienza sensoriale: tavoli interattivi, attivabili in modalità touch screen, permettono ai clienti del bar di creare e controllare il loro ambiente audio video, giocando con una galleria di immagini precaricate o scattando e proiettando foto sugli altri tavoli o sugli schermi sopra il dance floor.

Ma le proiezioni interattive non si fermano qui. Il dance floor, a sua volta, si illumina grazie a LED azionabili col movimento, per un risultato che si è subito guadagnato il titolo di “Eye Candy”, ossia attraente alla vista.

Un progetto di grande interesse, che finalmente riesce a sfruttare appieno le potenzialità della natural interaction nella progettazione di club e bar. Certamente non all’insegna dell’understatement, ma siamo a Las Vegas e sappiamo che qui l’austerità non è proprio di casa, e che potrebbe avere senz’altro dei risvolti più kitsch.

Via | Scenelasvegas

Le immagini dell’Eye Candy Mandalay Bay
Eye Candy Mandalay BayEye Candy Mandalay BayEye Candy Mandalay Bay

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Social Club, l'istallazione luminosa che accende la scena dance parigina

pubblicato da Giulia Zappa

Social Club Parigi

Il Social Club è l’indirizzo del momento per le notti parigine più à la page. Molti i vip, per chi interessa, e rigida la selezione all’ingresso, ma lo sforzo potrebbe essere ricompensato anche per godersi lo charme essenziale di questo basement mai sovraccarico di futili arredi decor.

Recentemente, il club si è rinnovato con un’installazione luminosa temporanea dal fascino rigoroso, una griglia di luci che rimanda ad un immaginario neon mai passato completamente di moda. Un’estetica anni ‘80, peraltro in linea con la natura musicale del club, che ospita spesso le nuove generazioni di electro d’oltralpe. Il progetto, realizzato dal collettivo Exyzt in collaborazione con la crew del Social Club, sottolinea l’asperità di ogni angolo ed insieme gioca con la composizione volumetrica dello spazio.

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Watt: il progetto della discoteca sostenibile

pubblicato da Giulia Zappa

sustainable dance floor al watt

“We want your energy”. Questo il motto del Watt, il primo dance club ad aver coniugato il divertimento alla riduzione dell’impatto ambientale. Permettendo ai giovani abitanti di Rotterdam di divertirsi in maniera consapevole.

Le vibrazioni della pista da ballo prodotte dai movimenti dei clubbers, infatti, si trasformano in elettricità grazie a delle piccole dinamo, per un risparmio energetico che è pari circa ad un terzo del fabbisogno di tutto il locale.

Una funzionalità accresciuta per il dance floor, che oltre ad essere buono è anche bello, grazie alla retroilluminazione a LED. Il progetto, curato dall’architetto Henk Döll in partnership con l’agenzia Enviu, ha visto la collaborazione delle Università di Delft e Eindhoven.

Via | Architonic

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