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Tutti gli articoli con tag città

"Urban Echo": un'installazione di LUSTlab per riflettere su come la tecnologia annulla le distanze

pubblicato da intweetion

Se la riflessione sulla familiarità dell’essere collegati in digitale viene continuamente esplorata (anche a causa dei continui progressi tecnologici dei mezzi), la fisicità delle interazioni è uno degli argomenti che rivelano alcune tra le intuizioni più interessanti. Una delle migliori è quella realizzata dallo studio LUSTlab con l’installazione “Urban Echo”.

Come comunicano i luoghi? Come collegare in un ‘qui e ora’ virtuale, persone, città e culture Estendendo lo spazio oltre i parametri fisici? Il mix utilizzato è quello che unisce le webcam e gli specchi: l’immagine filmata e quella riflessa. Il risultato è riuscire a vedere un angolo della città in un’altra e in qualche modo noi stessi, trasportati altrove. I pannelli di “Urban Echo” creano alternativamente un ‘loop’ che permette l’interazione ricorsiva tra le persone, oppure una finestra su un altro luogo.

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Trasformare la scritta "Hollywood" in un albergo. Il concept dello studio Bayarch

pubblicato da intweetion

Hollywood Hotel Bayarch

Lo studio danese Bayarch, specializzato in design e architettura, ha proposto un concept abbastanza rivoluzionario per uno dei luoghi di culto dell’immaginario statunitense e non solo. La famosissima scritta Hollywood, sulle colline davanti la città omonima che ospita gli studios più famosi al mondo.

L’idea prevede di trasformare le singole lettere in altrettante facciate di un gigantesco hotel di 300 stanze. L’impresa è probabilmente destinata a rimanere un sogno, visto che -come prima cosa- bisognerebbe anche ingrandire notevolmente le dimensioni della scritta (al momento è alta circa tredici metri).

Il progetto però è affascinante e andrebbe sostanzialmente a integrarsi col panorama: la profondità della struttura sarebbe ‘coperta’ in prospettiva dalle singole lettere e il mito di una scritta che resiste dal lontano 1923 rimarrebbe immutato. Dopo il salto, una gallery con le renderizzazioni del concept.

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Le fermate degli autobus con cui giocare durante il "World Design Capital" 2012 di Helsinki

pubblicato da intweetion

Mancano ancora due anni perché Helsinki diventi la capitale del design, ma gli studenti della Aalto University hanno già iniziato a proporre progetti affinché la città possa accogliere al meglio visitatori e appassionati.

Uno di quelli che sono già stati presentati è questo “Urban Play”, ennesima variante sul tema delle pensiline ad opera di Anna Wallendahl, Anna Törrönen, Yung-Lung Chang, Barbara Franz e Mikko Juntunenche. ‘Stavolta si cerca di rendere l’attesa più divertente e piacevole ai più piccoli (con relativo sollievo dei genitori).

Se l’amministrazione approverà “Urban Play”, le fermate degli autobus e dei tram di Helsinki verranno attrezzate con dei giochi che permetteranno ai bambini di interagire con esse. Si va da una panca con la tastiera di un piano alle superfici su cui è possibile disegnare, fino a una mini parete per arrampicata, con appigli colorati ad altezza sicura (e pavimento imbottito). Molto bello anche il video promozionale che trovate a inizio post. Dopo il salto invece, alcune immagini del concept (via).

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AISA: il semaforo a terra di Jeongseon Park

pubblicato da intweetion

AISAJeongseon Park

Gli incroci pericolosi sono un vero incubo nelle città più trafficate. Immaginate cosa possono diventare in un paese ad alta densità di automobili come la Corea dove più del 40% delle vittime della strada sono pedoni che vengono investiti. La soluzione arriva da Jeongseon Park, un giovanissimo designer. Giovane sì, ma già famoso.

Con “AISA” infatti, Park ha vinto la scorsa edizione dell’ambitissimo Red Dot Award: uno dei maggiori e più importanti premi del design mondiale, istituito dal museo omonimo in Germania. “AISA” si è -meritatamente- aggiudicato il trofeo nella categoria “Design Concept”.

L’idea è di mettere il ’semaforo’ a terra, esattamente al centro dell’incrocio incriminato. Una ‘croce’ di titanio dotata di quattro sensori circolari, che illuminano con dei potenti LED le auto provenienti dalle altre strade che si immettono, quando arriva un passante, una bicicletta o un mezzo a motore. I tre colori tradizionali indicano il grado di pericolosità (e di vicinanza), la frequenza dell’intermittenza, la velocità. Un concept che unisce estrema utilità e intelligente approccio al problema. Dopo il salto, uno schema del funzionamento.

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Moleskine Passion: annotare secondo passione

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MoleskinePassion

Che vi piacciano così come sono, che amiate personalizzarle con cover apposite o addirittura modificandole radicalmente, le Moleskine sono diventate ormai molto più di un ’semplice’ sketchbook o un’agenda per prendere appunti. ‘Colpa’ della storica casa produttrice che, dalla rinascita del marchio, ha introdotto una serie di varianti sempre più ‘targettizzate’.

Guide delle città, formati non troppo convenzionali, persino sostituendo a righe e quadretti i fogli pentagrammati. Fino all’ ‘affronto’ definitivo: il nero della copertina in alcuni modelli non è neanche più disponibile. Scelta di marketing che non sta a noi giudicare. Oggi infatti vi proponiamo l’ennesima variante: le Moleskine Passion.

Come suggerisce il nome, sei agende diverse, ognuna dedicata a una passione. Libri, film, dischi, ricette, vino e benessere: ciascuna realizzata per annotare idee e appuntamenti riguardo lo specifico argomento. Sia l’impaginazione che le cover, sono altrettanto personalizzate. Saranno nei negozi a partire da marzo, intanto potete ordinarle per 19 euro su Unilibro.

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"A love letter for you" di Stephen Powers (aka ESPO)

pubblicato da intweetion

A love letter for you - Stephen Powers

Pioniere dei graffiti, artista concettuale e figura di spicco di tutta la cultura underground newyorkese, Stephen Powers, conosciuto con il nome ESPO (acronimo per Exterior Surface Painting Outreach) ha sempre puntato contemporaneamente tanto sulla spettacolarità quanto sul significato delle sue opere.

San Valentino è appena passato e -chi lo ha festeggiato- si sarà prodigato in regali più o meno originali, lettere d’amore ispirate. Niente potrà competere però con questo grandioso progetto realizzato da Powers utilizzando 1200 bombolette spray, più di 2400 litri di vernice e chiamando in aiuto 20 dei migliori ‘graffitari’ statunitensi.

Il risultato sono 50 pareti nella città di Filadelfia, dipinte con messaggi d’amore. A Love Letter For You è un’impresa titanica e bellissima, la cui resa è contraddistinta dalla classe e dallo stile incredibili di ESPO, che quando si tratta di catturare lo sguardo di chi alza gli occhi al cielo, ha pochissimi rivali. Dopo il salto, la gallery.

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Night Lights: l'installazione che diverte

pubblicato da intweetion

Chi l’ha detto che le installazioni devono per forza essere seriosi studi che lasciano il pubblico interdetto o, nel migliore dei casi, assorto in profonde riflessioni sul rapporto uomo-macchina-territorio? Non vogliamo certo screditare lavori più ragionati e legati a premesse che molto spesso producono un’esperienza importante nello spettatore (ci mancherebbe!).

Eppure sarà che oggi è venerdì e la settimana volge al termine, sarà che il brano che fa da colonna sonora a questo video (”Under My Skin” di Gin Wigmore) è uno di quei pezzi soul che conquistano, sarà che ogni tanto è bello vedere facce sorridenti grazie all’arte e al design, vogliamo proporvi “Night Lights”, l’installazione del collettivo YesYesNo.

Lo studio, con sede a Londra, New York e Amsterdam ha realizzato questo spettacolo di luci e ombre proiettando il tutto sull’ Auckland Ferry Building: il palazzo da cui partono i traghetti nella città della Nuova Zelanda. Tre le diverse tipologie di interazione. Una tramite il movimento del corpo sui due palchi, una muovendo la mano sul tavolo luminoso e l’ultima tracciando le onde dei cellulari in movimento.

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Le illustrazioni ossessive di Joakim Dahlqvist

pubblicato da intweetion

Joakim Dahlqvist

Joakim Dahlqvist è compulsivo. Innanzi tutto come designer. A leggere il suo curriculum, ci si chiede se abbia mai avuto una vita privata. Nato in Svezia, è vissuto tredici anni a Singapore. Poi, al ritorno, ha studiato architettura e si è preso un Masters degree with honors dal Design Research Laboratory della Architectural Association School di Londra.

Ha lavorato per l’Office for Metropolitan Architecture di Rotterdam, per Prada come consulente sulla ricerca e le tecnologie (incredibili i suoi allestimenti), in Italia con April per realizzare il National Geographic Store. Insieme a Jens Hommert e Hieu Dam ha persino trovato il tempo di aprire un bar e un ristorante i cui interni, ovviamente, sono curati da lui stesso.

L’elenco potrebbe continuare con lavori di architettura, animazione, programming, e video. Noi ci limitiamo a segnalarvi la parte più folle della sua produzione. Le sue dettagliate e compulsive illustrazioni. Dalla città immaginaria (forse legata alla mitica Frisland) che potete ammirare in tutti gli splendidi dettagli a questo link, a quest’altra, altrettanto intricata. Oppure a questo delirante prospetto architettonico.

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Voi siete qui: l'ombrello dello studio Cabracega

pubblicato da intweetion

OmbrelloStudioCabracega

Vi abbiamo già parlato di quei matti di Cabracega, lo studio di design portoghese fondato da Hugo Tornelo, Pedro Alegria e Rita Gonzalez. Ve ne avevamo parlato in occasione di All City, un servizio di porcellane che univa le forme sontuose e classiche a colori e simboli street o a illustrazioni abbastanza estreme, vista la superficie utilizzata.

I tre designer, hanno concepito un modo di interagire con tutti i servizi di geolocalizzazione in voga. Per diventare una sorta di segnaposto ambulante, basterà munirsi di questo ombrello “You are here” così da farsi individuare più facilmente da satelliti e fotografie panoramiche.

L’idea è ironica e divertente, molto immediata nella realizzazione. Meno immediata, ma decisamente intelligente nelle intenzioni: un’occasione per interrogarsi sul controllo esercitato dalle nuove tecnologie di identificazione e sui rapporti tra identità e privacy.

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Gli oggetti di recupero di Zoe Murphy

pubblicato da Cut-tv

Gli oggetti di recupero di Zoe Murphy

La giovane designer inglese Zoe Murphy unisce la sua ricerca su pattern e design tessile all’amore per il modernariato e per gli oggetti trovati. Il suo lavoro di restauro e decoro di pezzi vintage è ispirato da vecchi materiali di recupero ritrovati, consumati e nobilitati dal mare, sulla spiaggia della sua città natale, Margate.

Ad esempio la vecchia formica, quella che si usava per i tavoli, le sedie e tutto l’arredamento di cucine e tinelli, ha ispirato il restyling di queste cassettiera e sideboard, e questa serie di pannelli che, nelle decorazioni e nei disegni, portano riprodotti il mare e il paesaggio che li ha trasformati da vecchi mobili in moderni oggetti vintage.

Gli oggetti di recupero di Zoe Murphy
Gli oggetti di recupero di Zoe Murphy Gli oggetti di recupero di Zoe Murphy Gli oggetti di recupero di Zoe Murphy Gli oggetti di recupero di Zoe Murphy

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