
Cecile Belmont è un’artista. E quando ha deciso di intraprendere la via della moda non l’ha fatto solo per amore del taglia e cuci, ma per una reale esigenza creativa, vedere sugli abiti i propri messaggi, le proprie immagini. E non solo.
I modelli più interessanti di Cecile Belmont hanno serigrafate su immagini che appartengono a tutti noi, e che sanno comunicare più di un libro intero, più di ogni singola parola: quelle del grande cinema. Abitini lineari, gonne e giacchetti dalle forme semplici hanno un solo scopo: portarci i messaggi di Cecile e in un certo senso, anche aiutarci a indossare delle idee intelligenti.
Che preferiate portare su di voi il DeNiro di Taxi Driver o il Cary Grant di Intrigo internazionale, o lo splendido dialogo godardiano di Fino all’ultimo respiro “What is your greatest ambition in life?” “To became immortal and then… to die”, qualsiasi cosa scegliate, la semplice azione di vestirvi, acquisterà un po’ di senso in più.
Via | Frizzifrizzi.it

I lavori di Vanna Bowles sono illustrazioni in cui il senso della profondità e della terza dimensione è predominante. Vanna Bowles è infatti anche scultrice e animatrice e spesso le sue opere sono in bilico tra diverse discipline.
Le immagini sono composte con sensibilità teatrale, luci e ombre sono dosate sapientemente per ottenere effetti drammatici. L’uso del bianco e nero contrasta con l’iperrealismo della messa in scena a creare atmosfere sospese, gotiche, stranianti.
Continua a leggere: Fuori dalla cornice, le illustrazioni di Vanna Bowles

Il periodo di grande tensione politica e sociale, che va dalla fine della Seconda Guerra Mondiale al 1970, definito dal termine Guerra Fredda, con le sue ripercussioni su Arte, Design, Architettura e Cinema, è il fulcro della mostra Cold War Modern, ospitata fino al 25 gennaio 2009 dal Victoria & Albert Museum di Londra.
Un’ottima occasione per percorrere un viaggio a ritroso nel tempo, valutando quando e come l’Arte Moderna, le evoluzioni dell’Architettura, le mille sfumature del Design e il dirompente contributo del Cinema e delle Arti Visive, hanno saputo interpretare, descrivere, sconvolgere e influenzare la nostra esistenza.
Via | Victoria & Albert Museum
Interni colorati, essenziali, eleganti e all’avanguardia caratterizzano la ristrutturazione, operata dallo staff dello Studio DTA Architects di Dublino, al cinema Light House di Smithfield.
Il nuovo cinema, che ha riaperto i battenti dopo la chiusura nel 1966, ha beneficiato del contributo finanziario di organi istituzionali quali il Dipartimento delle Arti, dello sport e del turismo, The Arts Council e l’Irish Film Board e il progetto rientra nel piano di riqualificazione della storica Smithfield Market Area.
Ogni descrizione sarebbe superflua, per questo cinema spettacolare, nel quale è un piacere anche solo fare una visita, figuriamoci perdersi nell’atmosfera seduttiva di un bel film. Godetevi le immagini della gallery.
Via | Thecoolhunter.net
Se la meta di uno dei vostri prossimi viaggi è la Polonia, vi consiglio di fare un salto al Multikino Złote Tarasy di Varsavia, per godermi un film in un’atmosfera molto suggestiva o solo per dare un’occhiata all’interior design futuristico e spettacolare del complesso. Il cinema è famoso per lo schermo gigante, i 777 posti a sedere e il design immersivo che lo caratterizza, progettato da Robert Majkut allo scopo di far rivivere la magia del cinematografo.
Il design dal sapore retrofuturistico e le variazioni cromatiche di nero, rosso e viola, amplificate dall’illuminazione di potenti LED, arredano gli ambienti, dal Velvet Bar al Premiere Hall, dal Main Foyer al “35mm” Club. In una sorta di compenetrazione tra interno ed esterno, il cinema si armonizza con il centro commerciale multilivello Złote Tarasy che lo ospita, dove la vetrata panoramica su Varsavia, che si estende per tre livelli, evoca atmosfere cinematografiche fantascientifiche.

Diciamo che in Bielorussia i poster dei film americani in programmazione nelle sale vengono reinterpretati in modo perlomeno singolare e i volti perfetti delle star di Hollywood si trasformano in personaggi grotteschi e inquietanti.
Dietro a questi due faccioni si nascondono ad esempio Drew Barrymore e Adam Sandler nel film “50 volte il primo bacio”, ma non è tutto…
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Ecco un altro archivio online che potrebbe incuriosire gli appassionati di cinema e tipografia.
Si chiama “Steven Hill’s Movie Title Screens Page” e comprende oltre 4000 screenshots, recuperati dai titoli di testa di altrettanti film.
Una raccolta davvero esaustiva, che copre in maniera più o meno precisa tutta la storia del cinema, dagli inizi del Novecento fino ai film di ultima uscita.
(via LS graphic design)