Gli stickers di seconda generazione oltre a decorare pareti e angoli di casa, sono spesso studiati per incorniciare architetture preesistenti, per dare nuovo senso a certi oggetti o sottolineare parti strutturali di un appartamento che altrimenti rimangono banalmente inutilizzate.
Lo studio londinese Hu2 Design ha disegnato stickers che incorniciano prese elettriche (come aveva già fatto anche Julia Wolf per Diz decor), che sottolineano i meccanismi che regolano il funzionamento dello scarico del water o di un cavatappi, che evidenziano il contenuto del frigo o che possono essere utilizzati come lavagne.
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A volte, anche volendo, non è proprio possibile nascondere. Allora, in certi casi, si può enfatizzare. Rivelare e sottolineare quel che è sotto gli occhi di tutti. Rendere manifesto l’errore e ribaltarlo in gesto estetico.
Questo deve aver pensato la designer tedesca Julia Wolf quando ha creato gli stickers Power Plant per i brasiliani di Diz Decor. Cavi, tralicci, prese e generatori e poi nuvole azzurre e uccelli per creare una cornice che esalti la massa di cavi e prese che proprio non si riesce a camuffare in altro modo.
Gli stickers sono disponibili in due varianti, gli elementi possono essere combinati tra loro, per creare percorsi e traiettorie, per incrociare le fonti di elettricità reali e confondersi con loro.
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Nel 2004 ibride, con uno slancio visionario, ha presentato la collezione Mobilier de Compagnie, che comprende l’ormai famosa consolle-struzzo Diva, il tavolino-cane Sultan e il tavolo-montone Owen, raggiunti poi nel 2007 dalla libreria Joe, orso polare in edizione limitata, anzi limitatissima, di soli 50 pezzi.
Ad aggiungersi alla compagnia va adesso Martin, il mulo-postazione operativa. Martin, come l’animale da soma al quale si ispira, porta sul dorso un vero e proprio secrétaire, mentre altri scaffali aggiuntivi percorrono tutto il suo corpo. In più, le briglie che scendono dal muso sono dei cavi di connessione funzionanti, che camuffano le antiestetiche ma inevitabili cordate per collegare il computer alle prese.

Purtroppo non riusciamo a fare a meno della tecnologia, almeno quanto non riusciamo a risolvere il problema del moltiplicarsi di cavi, dei quali questa è fornita in abbondanza. Britta Boehne ha cercato di risolvere l’annoso problema dei grovigli di cavi di ogni genere che spuntano ovunque, cercando di renderlo una questione di stile. Nella sua moquette i cavi si trasformano in elemento di design, inserendosi negli appositi alloggiamenti di silicone progettati per contenerli.
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