
Lisa Congdon è una -notevole- illustratrice che utilizza media differenti per le sue creazioni. Deve aver raccolto un bel po’ di materiale, visto che dall’inizio di quest’anno si è lanciata in un progetto ambizioso e molto, molto interessante.
A Collection A Day, è un blog in cui la Congdon ha deciso di mostrare quotidianamente l’immagine di una delle sue collezioni. Gomme per cancellare, pastelli, pennelli, tutti radunati in uno spazio minimo, sistemati con cura geometrica (e cromatica) e fotografati come testimonianza della storia che raccontano gli oggetti.
Le raccolte provengono dal suo archivio, ma si è riservata la possibilità di prenderne altrove o di disegnarne una quando gli elementi chiamati in causa sono più che altro una collezione della memoria. Il blog diventa una galleria affascinante, uno strano tipo di catalogo del tempo che scorre e di come un unico denominatore sia spesso il pretesto per un viaggio attraverso i diversi design dei modelli. Di seguito, la gallery delle collezioni pubblicate finora.

I giocattoli in legno sono belli, c’è poco da aggiungere. Una delle marche che non ne ha mai abbandonato la produzione è la Brio, storica azienda svedese fondata nel 1884 dal cestaio Ivar Bengtsson. Spedito fuori casa per lavorare da giovanissimo, Bengtsson diventò un imprenditore anche grazie a una semplice rivelazione: la qualità paga.
E la qualità ha pagato molto, negli anni, visto che i giocattoli Brio non solo non hanno mai smesso di vendere, ma hanno mantenuto standard altissimi, vincendo numerosi premi di design e architettura. L’unione di caparbietà negli intenti e capacità di adattarsi con cautela e intelligenza al cambiamento dei gusti dei più piccoli, hanno rafforzato il brand e mantenuto gli estimatori.
Di seguito, vi mostriamo una gallery (via), con le scansioni di un catalogo del 1980, più delle immagini di alcuni prodotti attualmente in vendita, in cui la continuità (nell’innovazione) è evidente.

La designer Janine Schlimpert si occupa di visual comunication e ha realizzato un progetto che trovo molto bello e degno di nota.
Questo lavoro si intitola “I’m trying to tell you I love you” e consiste in un piccolo catalogo che è stato realizzato per una collettiva di artisti.
La cosa curiosa è proprio l’utilizzo della copertina, la quale è rivestita da un materiale riflettente, così da permetterci di leggere in modo corretto la frase che si trova nella prima pagina del catalogo, e quindi di “svelare” il messaggio celato.
Via | manystuff