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Svelato il logo delle Olimpiadi invernali del 2014

pubblicato da intweetion

OlimpiadiSochiLogo

Dopo una serie di proposte non troppo convincenti e molto legate alla presenza di elementi culturali resi astratti dall’intervento del graphic design, è tempo di innovazione anche per il logo della manifestazione sportiva per eccellenza.

L’occasione sono le Olimpiadi Invernali del 2014 che si terranno a Sochi, in Russia. Gli artefici sono la Interbrand, in collaborazione con lo stesso Consiglio per la Comunicazione di Sochi. Per la prima volta in assoluto, compare nell’icona simbolo di tutte le gare, l’indirizzo web dell’evento. Anzi: proprio lo stesso indirizzo (che contiene ovviamente anche la sigla della nazione) diventa il logo stesso attraverso uno studio accurato sui caratteri.

Cosa dire? Se da una parte l’effetto di immediatezza cercato e proposto è stato ottenuto, così come la possibilità di declinare graficamente un elemento così semplice e di unire l’indispensabile richiamo all’informazione in rete, dall’altra l’uso così smaccato di un font e la sua omogeneità fanno forse perdere un po’ del fascino e dell’appeal di uno dei temi che tradizionalmente ha ispirato tantissimi designer. Cosa ne pensate? Scrivetecelo nei commenti, dopo la gallery tratta dal Flickr ufficiale.

Il logo delle Olimpiadi Invernali 2014
Il logo delle Olimpiadi Invernali 2014Il logo delle Olimpiadi Invernali 2014Il logo delle Olimpiadi Invernali 2014Il logo delle Olimpiadi Invernali 2014Il logo delle Olimpiadi Invernali 2014Il logo delle Olimpiadi Invernali 2014

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Il Neon Museum di Las Vegas

pubblicato da intweetion

LaConchaMotel

Basterebbe la location scelta a fare del Neon Museum un luogo di culto. Il “La Concha Motel” è un edificio ideato da Paul Williams che trasmette tutto il gusto pop dell’architettura dei primi anni ‘60. Lo spazio perfetto per il museo che vi raccontiamo.

Come suggerisce il nome, il Neon Museum di Las Vegas raccoglie oltre 150 insegne luminose collezionate negli anni. Dalle strade o dai tetti dei locali, metri di storia di una città che ha fatto dello sfarzo esagerato e delle tecniche per catturare l’occhio dei clienti uno dei suoi più grandi (e noti) punti di forza.

Alcune delle insegne non sono in ottime condizioni, cosa che attribuisce ulteriore fascino all’esposizione. Tracce di un modo di vivere e di sorprendere che non è mai decaduto, evolvendosi con il passare del tempo e rappresentando un ottimo punto di osservazione per comprendere come caratteri e illuminazione hanno giocato con l’immaginario di ogni periodo. Di seguito, una gallery.

Il Neon Museum di Las Vegas
Il Neon Museum di Las VegasIl Neon Museum di Las VegasIl Neon Museum di Las VegasIl Neon Museum di Las VegasIl Neon Museum di Las VegasIl Neon Museum di Las VegasIl Neon Museum di Las VegasIl Neon Museum di Las Vegas

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Il collage illustrati di Wayne Brezinka

pubblicato da intweetion

WayneBrezinka

Wayne Brezinka è un abilissimo designer e illustratore nato a Minneapolis, che lavora da tempo per vari progetti editoriali e promozionali, spesso a contatto con il mondo della musica.

Passato dalla direzione artistica a uno studio a suo nome, ispirato dai lavori di Saul Bass e -fra gli artisti contemporanei- dalle tavole di Edel Rodriguez, Brezinka ha maturato uno stile inconfondibile, caratterizzato principalmente dalla stratificazione intelligente di tecniche miste.

Sulla base di penne, inchiostri e acquarelli, infatti, Brezinka applica ritagli di vario materiale cartaceo, sovrapponendoli per creare non solo maggiori volumi e profondità, ma per aggiungere anche un’interpretazione diversa ai soggetti illustrati. I suoi lavori diventano quindi un misto molto strano e altrettanto efficace, di rappresentazioni e disegni: siparietti che emergono dalla linearità delle due dimensioni e -contemporaneamente- accentuano il tratto e i colori. Sul suo blog trovate molti delle sue creazioni più recenti.

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Andrew Byrom: scrivere senza la penna

pubblicato da intweetion

AndrewByrom_venetian

Come recita il titolo di uno dei suoi saggi, ad Andrew Byrom piace “To write without a pen”: scrivere senza la penna. Stimato designer e insegnante, teorico dell’uso (e della creazione) della tipografia, Byrom cerca di giocare con i caratteri, ma soprattutto con le limitazioni e gli ‘ostacoli’ imposti dai materiali.

Fedele alla lezione di grandi del passato come Charles Eames, Andrew Byrom costruisce dei font piegando alle sue necessità gli oggetti più disparati. Nascono così delle soluzioni tipografiche che influenzano la natura d’uso e che ne vengono creativamente a loro volta influenzate.

Si va dalle scritte al neon in tre dimensioni a quelle profilate in alluminio che ‘emergono’ dai muri delle abitazioni. Da quelle realizzate alterando le tubature dei bagni a quelle costruite come aquiloni. Per arrivare a quelle che vi presentiamo nella foto, che sfruttano la modularità delle ‘veneziane’: le tende a listelli che lasciano passare la luce in maniera frammentaria ma ordinata, così come l’inventiva di questo designer, cerebrale e creativo insieme.

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Le t-shirt "The quick brown fox jumps over the lazy dog"

pubblicato da Cut-tv

The quick brown fox jumps over the lazy dog

Grafici e designer, si sa, spesso approcciano il mondo della tipografia con una certa spocchia. Ognuno ha le proprie idee, convinzioni imprescindibili, regole irrinunciabili sull’uso di font, margini, grassetti e corsivi. Soprattutto per quanto riguarda la scelta del carattere si aprono spesso dibattiti che somigliano a vere e proprie guerre partigiane.

E allora, per chi volesse dichiarare al mondo la propria posizione, un amore incontrastato, lo studio lituano DADADA, ha ideato una serie di t-shirt, ognuna dedicata a un font, scelti tra i più famosi e diffusi al mondo. Il nome della collezione è, ironicamente The quick brown fox jumps over the lazy dog, il più famoso pangramma inglese, utilizzato solitamente per visualizzare gli alfabeti declinati nei diversi caratteri.

Helvetica, Frutiger, Cooper, Futura o Avant Garde: schieratevi, la battaglia è aperta, e le magliette si possono acquistare direttamente dallo shop online di DADADA.

Via | Swiss-miss.com

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Il restyling di Typographica

pubblicato da Parasite

web design typographica

Atteso restyling di Typographica, una delle risorse più importanti per i designer che si nutrono di font e si vogliono aggiornare sulle nuove creazioni. Frutto del duo composto da Chris Hamamoto (visual designer per FontShop) e Stephen Coles, sposta il suo focus da mero contenitore-blog a luogo di discussione ricco di recensioni interessanti.

La piattaforma resta l’immancabile Wordpress ma il look cambia, diventando più un magazine. La home è stata disegnata per questo, una serie di rettangoli bordati finemente ci introducono ai nuovi caratteri messi sotto la lente d’ingrandimento mentre più in basso c’è la sezione relativa ai libri del settore recensiti.

Predominanza assoluta di nero e bianco, con qualche nota di colore data dalle immagini create ad hoc per valorizzare alcuni articoli e dalle copertine delle pubblicazioni. Lo schema a rettangoli permane in tutte le sezioni del sito ma non quando si visualizza un articolo per intero, diviso in due con la font in bella mostra sulla sinistra e la descrizione sulla destra.

Continua a leggere: Il restyling di Typographica

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Hypefortype, font dai migliori graphic designer del momento

pubblicato da Cut-tv

hypefortype

Lo studio grafico di Nottingham Thinkdust ha lanciato un nuovo progetto. Si chiama Hypefortype ed è una vera e propria fabbrica di font: esperimenti tipografici da ogni parte del mondo verranno ospitati e recensiti.

In più ogni tre mesi il sito verrà aggiornato con caratteri disegnati dai graphic designer più ricercati del momento, che uniranno le forze per l’occasione. Il team assemblato per il primo lancio vanta nomi come Si Scott, Alex Trochut, HelloHikimori, Luke Lukas, e Jon Burgerman.

Continua a leggere: Hypefortype, font dai migliori graphic designer del momento

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Le sculture tipografiche di Ebon Heath

pubblicato da Cut-tv

ebon heath

A metà tra arte e tipografia, il lavoro del trentacinquenne newyorkese Ebon Heath è una ricerca sulla fisicità delle parole, delle lettere, dei caratteri. Le sue installazioni, Stereo.type sono frasi disassemblate, parole rimescolate, lettere ritagliate a mano o al laser, cut-up tridimensionale, suggestivo e di forte impatto visivo. Quella nella foto, ad esempio, è la sua personale rilettura del Manifesto Futurista.

Via | Notcot.org

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Typeface di Ecofont

pubblicato da Cut-tv

ecofont

SPRANQ, studio creativo di Utrecht, ha ideato Ecofont, un set di caratteri studiato per risparmiare inchiostro nell’uso quotidiano della stampante. Dopo aver sperimentato diverse varianti, rendere i caratteri più sottili, più piccoli, più leggeri, i designer olandesi sono giunti a una soluzione per non compromettere la leggibilità.

Basato sul font Vera Sans, Ecofont è caratterizzato da pois, ovvero dei puntini all’interno di ogni lettera che rimangono non colorati. I designer olandesi hanno calcolato di poter risparmiare fino al 20% dell’inchiostro impiegato. Utile?

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HandMadeFont di Vladimir Loginov e Maksim Loginov

pubblicato da Cut-tv

HandMadeFontHandMadeFont è uno studio estone specializzato nel disegno di font unici e inusuali.

Prendendo ispirazione dal mondo che li circonda i designer Vladimir e Maksim Loginov creano caratteri tridimensionali, fatti con vere texture e con oggetti appartenenti alla realtà che circonda tutti noi: biscotti, erba, vernice, terra, ghiaia, lana, cuoio, pelliccia e perfino i mattoncini Lego.

I font promettono d’essere in alta qualità, utilizzabili per qualsiasi esigenza, dai biglietti da visita ai cartelli pubblicitari. E se avete un’esigenza particolare, Vladimir e Maksim lavorano su commissione, disegnando un alfabeto fatto apposta per voi.

Via | Cyanatrendland.com

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