
Trasformare oggetti apparentemente insignificanti. Dargli vita e far sì che non rimangano ‘abbandonati’ su tavoli e mensole per settimane. Cosa succederebbe se tutto ciò che trascuriamo avesse vita propria? Se si muovesse senza il nostro apporto e in modi che magari neanche immaginiamo?
Se lo sono chiesto Julien Vallée e Nicolas Burrows. Uno è un graphic designer canadese di cui vi abbiamo già parlato. L’altro è un illustratore inglese che fa parte dello studio creativo Nous Vous. Insieme hanno lavorato a Dansedance un esperimento interattivo presentato in occasione di “Collaborate”: quarta edizione di If You Could, progetto degli art director londinesi Will Hudson e Alex Bec che riunisce designer e illustratori per produrre pubblicazioni, esibizioni e eventi.
Il ‘gioco’ interattivo è sul sito. Con la tastiera comandate gli oggetti ‘disubbidienti’, che prendono vita davanti a un ignaro Vallée e ripetono in loop il loro movimento una volta attivati. Quello che invece trovate subito dopo il salto, è il making-of del progetto, tutto a base di montaggio, carta e talento creativo.
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Mayor McCa (al secolo Christian Anderson Smith) è barbuto canadese abituato a far tutto da sé. Musica, illustrazione, video: tutto da solo. Quando non si basta, si fotocopia. Poi monta tutto con colla, forbici e stop-motion e crea i suoi mondi di carta con colori che hanno i toni dei pennarelli più economici.
Il Do It Yourself (DIY) all’ennesima potenza, esasperato, quello di Christian Anderson Smith: scrittore, animatore, cartoonist, attore e perfino (da qui il moniker) candidato a sindaco della cittadina di Hamilton, in Ontario, per la quale ha proposto in campagna elettorale il nuovo nome di “Donut Rock City”. Non ha vinto, ma volete mettere la soddisfazione?
Mayor McCa è uno di quei matti assolutamente geniali e provocatori, che si imbarcano in progetti spesso più grandi di loro e, nel frattempo, riescono a realizzare lavori in cui creatività e divertimento traspaiono e coinvolgono chi guarda. Il video per il suo nuovo brano “Drinkalottawater” è uno splendido esempio. Lo trovate dopo il salto.
Del talento di Jon Klassen vi abbiamo già parlato. Illustratore sopraffino e graphic designer: uno di quelli -avete presente, no?- davanti alle cui gallery la mascella raggiunge il piano del tavolo mentre scorrete le immagini. Uno che, tra le altre cose, è dietro a quel capolavoro di animazione che è Coraline. Uno bravino, insomma.
Abbiamo parlato anche delle prossime Olimpiadi invernali di Vancouver: curatissime sotto ogni punto di vista, con un merchandising da far impallidire il Ciao dei nostri poveri mondiali del ‘90 e una serie di iniziative collaterali che attingono sapientemente sia alla tradizione canadese che alle forme di comunicazione contemporanee.
Unite le due cose e otterrete il fascino di questo incredibile trailer animato appunto da Klassen con la supervisione dello StudioAka. Diretto da Marc Craste, proposto in due versioni da 20 e 40′, evoca lo spirito olimpico attraverso la leggenda di un inuit che dovette dare fondo a tutte le sue risorse e le sue abilità per riportare la luce e la pace nel suo mondo vittima del buio e del male. Trattenete il respiro e godetevi le immagini.

Only The Brave è la nuova fragranza, presentata al pubblico canadese, di Diesel che si è affidata alle sapienti mani dell’agenzia Hellohikimori di Parigi esperta in brand design e visual interaction.
Ovviamente il lavoro è realizzato in Flash e ha un look molto elegante nonostante il flacone sia un po’ discutibile ma non spetta a me analizzarlo. Il sito web ha un semplicissimo menu orizzontale che sovrasta i cubi animati che introducono il visitatore nelle varie sezioni. La home cerca di essere una guida completa ai contenuti interni senza saltini intermediari che potrebbero risultare fastidiosi.
Il concept di forza e coraggio permea anche il design del sito, oltre al materiale fotografico e video fornito da vari artisti che sono stati inseriti nel progetto. Nomi non da poco, ve li lascio scoprire da soli. Ogni performance è inserita in un’interfaccia essenziale ma troppo “stretta” a mio avviso che non permette di apprezzarla al 100%. Buon lavoro quello di Hellohikomori, vedremo come si evolverà.
Christine è una vezzosa cassettiera rosso lacca, disegnata da Alain Belanger, designer e artigiano di Montreal.
Ingegnere di formazione e artista nell’animo, come recita la sua scheda personale, Belanger ha immaginato la sua cassettiera antropomorfa, il legno curvato in linee sinuose, sormontata da un grande oblò-cassetto capace di contenere piccoli tesori, mentre i cassetti sottostanti ognuno di dimensione e forma differente, sono decisamente più capienti.
Christine è proposta in edizione limitata, solo venti esemplari, ogni pezzo personalizzabile dall’acquirente. Christine è stata infine scelta tra i finalisti del NICHE Award 2009, premio indetto dall’omonima rivista canadese specializzata in alto artigianato.
Via | 3rings

Julien Vallée è un giovane graphic designer canadese con un talento enorme per ogni forma di comunicazione visuale.
Che si tratti di motion graphic, print design, installazioni o video, ad essere costante pur rinnovandosi, è la capacità di Vallée di esprimere la bellezza del movimento con l’uso creativo e frizzante di tipografia, elementi tattili e anche solo piccoli pezzi di carta, come del caso dell’animazione realizzata per il logo del New York Times Magazine o la proposta realizzata per MTV_One Inglese.
I progetti sono tanti e tutti così sbalorditivi che vi consiglio di dare un’occhiata al sito, al myspace e a tutti i video strepitosi che vedono il giovane Vallée a lavoro. Dal 29 ottobre al 28 novembre rischiate di incontrarlo al Create Berlino dove partecipa alla mostra Raking leaves in the wind.
Via | Popwhore.com

Curiosando su Designspotter ho notato l’acquario progettato del giovane designer canadese Teddy Luong. Quello che ad un primo sguardo sembra un appartamentino moderno tutte finestre, è invece un simpatico acquario 19×19x21cm, facile da trasportare e bello da guardare che può essere impilato per comporre una sorta di condominio acquatico in cui far alloggiare specie di pesci che è meglio non tenere troppo vicini.
Via | Designspotter.com
Un mix di forme classiche Rococò ed estetica digitale, hanno ispirato il design della Consolle e dello Specchio Pixel, progettati dal canadese Dan Plano.
Presentati al ICFF 08 di New York, lo specchio 28×42 cm e il tavolino 40×12x32 sono realizzati in Corian e legno Wengé rifiniti con getto d’acqua.
Un modo gradevole e divertente per guardare con occhi nuovi le forme classiche.
Via|Mocoloco.com