Vi ricordate del collettivo Mentalgassi che rappresenta volti umani sulle inferriate, creando sorprendenti effetti di tromp l’oeil? Dopo aver sparso le sue opere in giro per diverse città tedesche, il suo lavoro è stato scelto dalle fondatrici dell’agenzia creativa Brothers and Sisters Lisa Jelliffe e Kirsten Rutherford per una speciale campagna di Amnesty International.
In una via di Londra ora, le sbarre che compongono una di quelle tipiche cancellate nere sono diventate metafora della prigione in cui è recluso con ragionevoli dubbi sulla sua innocenza Troy Davis, da ben diciannove anni nel braccio della morte di un carcere statunitense. L’installazione ha il titolo amaro ed evocativo “Making the invisible visible”.
Amnesty lancia una petizione affinché un processo in cui non è stta prodotta alcuna prova materiale non conduca alla pena di morte. Dopo aver firmato tornate pure a guardare questo video in cui scoprirete come i volti di Mentalgassi vengono applicati sbarra dopo sbarra.
Via | Ibelieveinadv.com
Forse a qualcuno il paragone sembrerà blasfemo, ma questa campagna di Publicis Conseil per Samusocial che denuncia la difficoltà di chi vive in strada di tornare a una vita integrata, ricorda alcune scene ad alto impatto visivo di un grande kolossal dei nostri tempi, I Pirati dei Caraibi, con i marinai che hanno venduto l’anima all’Olandese Volante, vascello fantasma che li ingloba letteralmente, ricoprendoli di organismi marini e incrostazioni calcaree.
Eppure la metafora è quella: l’ambiente circostante risucchia le energie, facendo perdere drammaticamente le speranze a chi non crede più d’essere capace di tirarsi fuori da un ambiente e cambiare radicalmente la propria vita. L’asfalto trattiene in maniera vischiosa, le persone si confondono con lo sfondo, e non solo ai propri occhi, ma purtroppo anche a quelli, distratti, dei passanti.
Via | Adsoftheworld.com
Piacerà agli appassionati di Voyager questo breve virale ideato dall’agenzia romana The Name per Greenpeace. Sfruttando l’alto potenziale virale delle immagini che riprendono avvistamenti di dischi volanti, Greenpeace solleva una questione paradossale.
Gli esperti di ufologia lo sanno bene, il volo delle navicelle è caratterizzato da improvvisi scarti verso l’alto: dopo aver osservato l’ambiente terrestre, i dischi volanti si allontanano con movimenti repentini. Allora si domanda l’organizzazione ambientalista, Vi siete mai chiesti perché se ne vanno sempre?
Questa volta la risposta è retorica, con buona pace del caro Giacobbo almeno in questo caso non c’è nessun mistero, solo l’amara consapevolezza dell’invivibilità del nostro pianeta. E la capacità, ancora una volta, delle campagne sociali, di farci riflettere cogliendoci alla sprovvista, mentre sorridiamo.
Via | Ibelieveinadv.com
NY è troppo avanti. Dopo essere stata la prima città a dotarsi di un logo (e che logo), dal 2007 può vantare anche una propria linea di preservativi. Quasi tre anni fa, infatti, il Dipartimento di Salute e Igiene Mentale della Grande Mela si è fatto carico dell’iniziativa con l’obiettivo di promuovere il sesso sicuro tra tutti i newyorkesi. Il risultato? Oltre 40 milioni di condom distribuiti ogni anno e il primo brand pubblico per le politiche di prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale.
La grafica del packaging, ispirata allo stile della grafica della subway, viene rinnovata ogni anno con un apposito concorso rivolto ai cittadini maggiori di 17 anni (forse ai più giovani i preservativi non servono mai?). La prossima edizione verrà lanciata nell’autunno 2010.
Via | Designboom
Non serve essere degli animalisti oltranzisti per ammettere che testare prodotti cosmetici sugli animali è una pratica barbara e ormai ampiamente superflua. Questo spot, Bright Eyes, fa parte di una campagna di sensibilizzazione che mira proprio a evidenziare della crudeltà di queste procedure.
Non è possibile non provare empatia per la triste storia di Warren, un coniglio dall’aria simpatica che viene sacrificato alle ragioni superiori dell’industria cosmetica. Lo spot, completamente in 3D è stato realizzato in maniera magistrale dal regista Robert Lorrigan con il suo studio Lost Puppet Project per l’organizzazione no-profit australiana Choose Cruelty Free.
Forum nucléaire from étapes: on Vimeo.
Uno spot commissionato dal Forum sul Nucleare belga è stato diffuso dai più importanti network televisivi del paese e pubblicato online dal magazine Etapes.
Utilizzando il classico escamotage delle mani che disegnano su un tavolo da lavoro, lo spot illustra i pro e i contro dell’utilizzazione dell’energia nucleare, in maniera oggettiva ed equidistante con lo scopo di suscitare un dibattito, attraverso domande piuttosto che affermazioni.
Lo stile è semplice ma efficace, il disegno minimale prende vita attraverso una serie di passaggi non banali e attraverso l’utilizzo del tratto in due colori differenti per illustrare le ragioni a favore e quelle contrarie.
Una voce fuoricampo molto presente, ha forse troppo spesso il sopravvento sulle immagini a cui in alcuni momenti non rimane che la funzione di sottolineare e illustrare quel che viene espresso a parole.
Via | Scene360.com
“It’s Not A Game Anymore”: l’idea intelligente del giovane designer bulgaro Alexander Nedelev è stata quella di immaginare una campagna di sensibilizzazione contro l’estinzione di specie animali e vegetali a causa del comportamento irresponsabile dell’essere umano.
Una campagna autopromossa, che assieme a un messaggio ambientalista veicola naturalmente il nome del creatore. Uno sforzo encomiabile di sottolineare una delle emergenze del nostro pianeta può diventare al tempo stesso un modo più veloce per alimentare il tamtam attorno al proprio lavoro? Che ne pensate?
Via | Loudreams.com
Per rimanere in tema di campagne sociali vi presento il video animato dall’agenzia Leo Burnett di Lisbona per Amnesty International Portugal, dove in un’atmosfera belligerante che sembra emergere da vecchie foto in bianco e nero e giornali dell’epoca, “Everybody is against Everybody”.
Partendo dalla campagna stampa creata da Leo Burnett, grazie all’animazione dello studio brasiliano Animatório e il sound design di Paulo Beto di Lobo, il video percorre un viaggio attraverso alcuni dei momenti più bui della storia moderna, dalla brutale colonizzazione d’Africa e Sud America alla Rivoluzione Bolscevica, dalla Seconda Guerra mondiale alle recenti battaglie in Medio Oriente. Il messaggio è chiaro e inequivocabile, se “Everybody is against Everybod” … “Somebody has to be for them”.
Executive Creative Director: Chacho Puebla
Copywirter: Chacho Puebla, Bruno Ribeiro, Fernando Bellotti.
Art Director: Mico Toledo, Chacho Puebla.
Direction: Mateus de Paula Santos
Executive Producer: Alberto Lopes
Producer : Loic Dubois
Agency Producer: Cristina Almeida
Via | Theadmad.com