
D’accordo. E’ il primo di febbraio e probabilmente vi siete già procurati uno stilosissimo calendario per segnare appuntamenti, party, faccende domestiche e scadenze di lavoro. Ma avete pensato alla salute? La salute è la prima cosa, lo sanno tutti. E, per rimanere in tema di luoghi comuni, una mela al giorno toglie il medico di torno.
Quelli di AOK hanno deciso di realizzare il motto e convincere chiunque dei benefici che il consumo di frutta può portare. Un tubo di plexiglas trasparente, appeso al muro, che dispensa le mele (quelle bisogna procurarsele da soli) e, giorno dopo giorno, scopre la data corrispondente.
C’è un tubo per ogni mese e la Serviceplan, l’agenzia che ha ideato questo voluminoso calendario, assicura che nelle sedi della AOK tutti si ricorderanno del monito. Probabilmente se li installassero qui da noi, le scorte finirebbero prima del previsto, con grossi problemi per raccapezzarsi tra i giorni. Loro però sono tedeschi, gente precisa, dicono -sempre a proposito di luoghi comuni.
Foto | via
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Avete presente i calendari di una volta, quelli con un foglio per ogni giorno che si strappa via e diventa quasi un rito quotidiano, un segno tangibile del tempo che passa? La casa editrice tedesca Verlag Hermann Schmidt Mainz ne ha prodotto uno davvero particolare.
Poiché specializzata in libri su graphic design e tipografia, il suo Typodarium non poteva non essere una fonte di ispirazione quotidiana: ogni giorno è stato disegnato da un differente designer, famoso o no, con un proprio font e il proprio stile. E in una scatola si possono raccogliere i giorni che passano…

Fedrigoni, azienda leader nella produzione di carta, ha commissionato a Studio8 Design un calendario che ben interpreti la sua filosofia.
Ne è nato un calendario 2010 davvero originale che prende forma da una piletta di post-it colorati: ogni mese è determinato da un colore e giorno basterà togliere l’ultimo post-it per tenere aggiornato il calendario.
Il numero del giorno, poi, funziona come un pop-up e si alza dal piano…davvero molto bello e ideale anche come regalo di Natale, che ne dite?
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Jim Flora è uno dei padri dell’illustrazione americana. Il suo stile ha influenzato e continua a influenzare generazioni di creativi. Il suo patrimonio di immagini è ora gestito da una fondazione che continua a difforndere la sua opera.
Per il 2010 è stato realizzato un calendario stampato a mano in tre versioni differenti, con tre illustrazioni originali della metà degli anni ‘50, Swingin’ Sax, Boogie-Beat Drummer, e Stardust Moon, che, non poteva essere diversamente, sono incastonate in una cornice grafica in stile mid-century modern. Qui è possibile acquistarlo.
Quest’anno sembra che la tendenza per i calendari sia trovare formati insoliti, in particolare formati molto piccoli, pieghevoli o tascabili. Lo studio grafico australiano Still Life with Wallpaper propone un calendario particolarmente comodo.
Si tratta di un folder, decorato nella parte interna con piacevoli pattern geometrici, che contiene, fissate al suo interno una scheda per ogni mese, stampata in bianco e nero, con i numeri cerchiati e uno spazio per note e cose da ricordare. Immancabile, ecco il link per acquistarlo online.
Continuiamo l’esplorazione dell’offerta dei calendari per il 2010 con la proposta dello studio Egg Press con base a Portland, la “patria” delle fanzine e della stampa indie. In questo caso, Egg Press coniuga la qualità della stampa vecchio stile con uno stile colorato e allegro.
Il suo calendario, in stampa offset, è formato da 12 fogli stampati fronte/retro, ognuno con un disegno e uno schema cromatico a sé, temi floreali o comunque naturali, anche nel richiamare con i colori l’alternanza delle stagioni.
Stephanie Levy, quando era una giovane studentessa d’arte, è partita dal Tennessee per vedere l’arte europea con i suoi occhi e da allora non è mai più tornata negli States, ma vive e lavora a Monaco dove si è specializzata in illustrazioni che ritraggono interni.
Case, stanze, cucine, a volte catalogate per le città in cui le ha scovate. Alcuni di questi disegni sono finiti nella serie di calendari che propone per il 2010, particolarmente adatti per le cucine, visti anche i loro titoli suggestivi: Sushi Magic, Caribbean Kitchen, oppure Beautiful Living, tutti in vendita qui.
Passato Halloween, eccoci all’appuntamento immancabile con la scelta del calendario che vi supporterà per i prossimi dodici mesi. Come al solito designerblog accompagna la vostra scelta con una selezione di proposte.
Il calendario disegnato dall’illustratrice israeliana Jenny Meilihove è una galleria di ritratti: volti dalle espressioni curiose, occhi spesso cerchiati da occhiali enormi che ci osservano, disegnati con tratto pittorico e colori vivaci.
Un personaggio per ogni mese, che sia nel tipico formato da tavolo, o da parete, o in dodici cartoline formato pocket, per portare con sé solo il mese corrente o per appendere i dodici ritratti in una galleria del tempo che passa. Lo trovate sul suo store Be Happy Now.
Via | Pikaland.com
faltjahr 2010 from yohann on Vimeo.
Quest’anno siamo in anticipo, magari è un po’ presto per cominciare a parlare di calendari, ma il progetto (ebbene sì, purtroppo stiamo parlando di un prototipo) del giovane graphic designer tedesco Johann Volkmer ci è sembrato davvero degno di nota.
Minimale nell’uso del bianco assoluto, ma barocco nella forma e nell’idea, Faltjahr 2010 è un calendario pop-up: un raccoglitore contiene dodici tavole che aprendosi in due rivelano piccole sculture di carta pronte a far bella mostra su una scrivania per trenta giorni.
Via | Themagentalinks.com
Cappuccetto rosso, Hansel e Gretel, il Soldatino di Stagno, Raperonzolo, Scarpette rosse: le più classiche delle favole sono state reinterpretate dall’illustratore spagnolo Pedro Bascon per un calendario intitolato appunto Classic Tales. Lo stile è naive, i colori morbidi e vivaci.
Quel che colpisce è il lavoro di sottrazione in queste illustrazioni, che invece d’essere piene di dettagli, di piccole creaturine, fiori e alberi, riducono all’osso gli elementi, rendendo gli spazi metafisici e innalzando gli oggetti e i personaggi a simbolo. Ciò nonostante, le immagini di Pedro Bascon riescono a non risultare fredde e anzi mantengono intatto il fascino misterioso delle fiabe.