
Idea semplice, ecologica, utilissima e capace di regalare più di un sorriso. Difficile chiedere di più a “Dream Ball”, il contenitore multiuso realizzato dallo studio coreano Unplug Design per Unicef e Croce Rossa internazionale.
Dream Ball si presenta come un contenitore in cartone per gli aiuti umanitari, disponibile in diverse dimensioni. Materiale riciclato e forma adatta ad essere spinta in terra per essere spostata con il minimo sforzo. Dopo l’uso per trasferire il contenuto, i più giovani possono srotolare l’involucro, costruendo con le strisce ottenute un pallone per giocare a calcio.
Ovviamente è impensabile che i bambini dei paesi del Terzo Mondo possano procurarsi un vero pallone (che tra l’altro non è di certo fra le loro priorità). Spesso ne costruiscono di rudimentali con buste di plastica e foglie di palma. Al di là del danno ambientale e della scarsa consistenza dell’oggetto, i designer dietro Dream Ball hanno voluto che questo pallone ecologico fosse sentito dai piccoli come una cosa loro. Regalata, nata per aiutare e -insieme- giocare. Un progetto davvero bellissimo.

La diciannovesima edizione dei Mondiali di Calcio (la FIFA World Cup) si svolgerà in Sud Africa la prossima estate. In collaborazione con la Sony (uno degli sponsor principali dell’evento, la Bizquit Design ha realizzato questa coloratissima animazione come spot promozionale dell’evento.
L’autore è Dirk Rauscher, pseudonimo di Bruno Tait, illustratore, visual artist e graphic designer tedesco che unisce da sempre nel suo lavoro la passione per l’uso spettacolare dei vettoriali a una fascinazione per l’animazione e la motion graphic tradizionale.
Il risultato è il filmato che trovate dopo il salto, in cui carta, pop-up, tonalità sgargianti ed elementi 3D si fondono in una vertiginosa corsa di simboli africani e calcistici. Il punto d’arrivo è, ovviamente, il logo della manifestazione. Il sound-design è opera di Clemens Haas. Un lavoro davvero ben fatto.
Continua a leggere: Inside South Africa World Cup 2010: l'animazione di Dirk Rauscher
Cosa ne pensi la tifoseria dell’Arsenal non è dato saperlo. In compenso, sarei pronta a scommettere che la riconversione in appartamenti del vecchio stadio di Highbury, periferia nord di Londra, sia destinata a creare un precedente nella storia dell’urbanistica e non solo.
La struttura, nota per la sua bella facciata deco, è stata recentemente rimpiazzata dal nuovo Emirates Stadium, finanziato dall’omonima compagnia aerea. Nasce da qui l’idea di convertire il vecchio centro sportivo in appartamenti, ricavati dagli spalti e affacciati sul campo di calcio, ora trasformato in un grande giardino condominiale. Il complesso, ribattezzato Highbury Square, sembra andare a ruba nonostante i prezzi elevati. Tutto merito delle sue balconate e terrazze, vera rarità per la capitale britannica.
Via | Venerdì di Repubblica
Foto | Highbury Holding
Continua a leggere: Highbury Stadium: l’Arsenal lascia il posto ad un nuovo complesso architettonico

Dopo la magistrale prestazione di ieri della nazionale italiana non poteva mancare una notizia dedicata al calcio anche su designerblog.
Come i più esperti sapranno, il pallone utilizzato agli europei è un prodotto Adidas studiato ad hoc per l’occasione.
Sviluppato da Thomas Michaelis e dai suoi collaboratori, il pallone presenta una superficie formata da tante piccole semisfere incavate, un pò come avviene per le palline da golf.
Questa particolare trama, chiamata “PSC” (Power-Swerve-Control), permette di imprimere più potenza, una maggior rotazione e precisione alla palla e non ultima una miglior scivolosità della sfera.
Guardando questi Europei 2008 (che fino ad ora si sono svolti praticamente sempre sotto la pioggia) sembra che tutto torni, anche se rimangono ancora inspiegate alcune clamorose papere del portiere ceco Cech, ma forse in quel caso il pallone non era lo stesso…
via | core77

L’incontro tra la passione per il calcio, la nostalgia per il mitico bigliardino e il design ha dato vita a ‘11’, una moderna ed accattivante versione del calcio da tavola con il quale siamo cresciuti un po’ tutti. Si presenta come il modello in scala di uno dei moderni e spettacolari stadi di calcio, per arricchire il nostro spazio quotidiano con elegante nostalgia.
I 22 giocatori sono rifiniti in bicromato di potassio, luminoso e argenteo che con ironia sembra rispecchiare la condizione dei calciatori moderni. Il prototipo del modello, frutto della collaborazione tra GRO Design e Tim Modelmakers sarà esibito durante la Settimana del Mobile in via Forcella 8.
Via | Thecoolhunter.net

Il calcio: lo sport che appassiona milioni di appassionati in tutto il mondo. Il calcio è lo sport più seguito e più ricco. I suoi tifosi sono tra i più fedeli e al tempo stesso estremi.
Il “sistema calcio” come è stato chiamato tante volte negli ultimi infelici anni italiani è fatto di tantissimi tasselli, grandi e piccoli, ma a noi ne interessa uno in particolare oggi: internet.
La comunicazione è sempre più importante per una società calcistica, l’hanno capito per primi gli anglosassoni investendo capitali importanti sull’immagine e sul marketing del proprio prodotto e piano piano si stanno accodando tutti, come è giusto che sia.
Parlo di prodotto perché una società, in quanto tale, è proprio questo che deve valorizzare: l’immagine e il marketing del proprio essere, l’enorme macchina organizzativa che muove persone e passioni.
L’estetica del calcio è poi da sempre fortissima: colori, marchi, tradizioni, superstizioni, simboli, idoli, storia: tutto gioca a creare quell’attaccamento e quella mania calcio che fa spendere milioni di euro tutti gli anni ai consumatori-tifosi in abbonamenti, biglietti, merchandising, tessere e quant’altro.
L’immagine forte è qualcosa che una squadra di calcio ha nel dna: sta alle società tirarla fuori correttamente nei vari media in cui si propone al proprio target e fare in modo di valorizzarla sempre più nel cuore dei propri tifosi. Insomma si parte avvantaggiati: valorizzare un’immagine è certo più facile che crearla da zero.
Parrebbe facile insomma realizzare un buon sito internet per una società di calcio: diamine, di sicuro elementi su cui giocare non mancano! eppure.. eppure siamo ancora molto indietro con i lavori purtroppo.
Nelle righe che seguono andremo a vedere cosa serve ad un buon sito di una società calcistica. L’articolo è lungo, ma spero interessante: se avete voglia di proseguire ci vediamo dopo il break.