
L’idea arriva dallo studio israeliano di design Dag-Designlab, ma in realtà - come loro stessi si affrettano a spiegare - proviene ancora da prima. “Flexible joinery” è realizzato colando del silicone in uno stampo in cui è stato posizionato previamente uno ’scheletro’ metallico. Si ottengono così questi elementi, simili a dei pezzi di corda, ma più robusti, flessibili e che non danneggiano in alcun modo le altre superfici.
A quel punto li si utilizza per legare tra loro assi di legno (il colore rosa sembra sia stato scelto per acuire il contrasto dei toni cromatici) o qualsiasi coppia di oggetti che vanno a costituire una struttura. L’idea di “Flexible joinery”, confessano Tal Mor e Shlomi Azulay, viene dalla “Scimmia Zizì” di Bruno Munari. Il giocattolo creato nel 1952 (che ha vinto il “Compasso d’Oro” due anni più tardi) con gli arti facili da ‘aggrappare’, che simulano quelli snodati dell’animale.

Sarà inaugurata il prossimo 13 aprile, in concomitanza con l’apertura del Salone del Mobile, la mostra Grafica del Made in Italy. Comunicazione e aziende del design 1950-1980 che raccoglie le migliori esperienze di progetti di comunicazione legati ai grandi marchi del design made in Italy: Guzzini, Kartell, Pirelli, Montecatini, Rinascente, Zanotta, Boffi e Cassina solo per citarne alcuni.
Progetti di grandi firme, da Mimmo Castellano a Massimo Vignelli, da Bruno Munari a Bob Noorda che attraverso il disegno di loghi e cataloghi, inviti, annunci e pubblicità hanno raccontato lo stile e l’innovazione dei marchi italiani a partire dagli anni ‘50. Curata da Mario Piazza con la collaborazione di Lorenzo Grazzani, l’esposizione sarà visitabile negli spazi dell’Aiap in via Ponchielli, 3 fino al 23 aprile, dalle 10.00 alle 18.00

Se proprio ieri vi abbiamo parlato di Abitacolo, lo storico mobile-stanza ideato da Bruno Munari nel 1971, oggi vogliamo proporvi quello che può essere considerato un mobile molto vicino come concetto. Una struttura unica, sempre per arredare le stanze dei più piccoli, che crea uno ’spazio nello spazio’ all’interno della camera dei bambini.
Eva è un letto e una scrivania che occupano un’intera parete divisoria. Concepito da H2O architectes, ormai uno degli studi più accreditati e innovativi nel settore del design, separa gli ambienti e sfrutta le ampie dimensioni per distribuire i mobili necessari in maniera funzionale e creativa.
Particolarmente degno di nota è l’uso di scale per sviluppare la mobilità la gestione dello spazio e del corpo del bambino, con tanto di porta a pannello scorrevole che isola la zona ‘giorno’ da quella ‘notte’. Nello spessore del mobile vari ripiani a scomparsa e persino una specie di ‘oblò’ quadrato da cui i più piccoli possono affacciarsi quando sono a letto. Dopo il salto, la gallery.
Continua a leggere: Eva: la parete multifunzione di H2O architectes

E’ un abitacolo, appunto, costituito da un telaio in acciaio elettrosaldato, corredato da un letto e accessori vari in materiali diversi. E’ un posto dei giochi, del sonno, di studio e di svago, un ‘hortus conclusus’ infantile, trasformabile a piacere […] E poiché è una struttura, è pure facilmente smontabile, pronta ad assumere una nuova veste, correndo dietro alla fantasia…
E’ una struttura ridotta all’essenziale, uno spazio delimitato e allo stesso tempo aperto… E’ un modulo abitativo, un habitat, contiene tutti gli oggetti personali… Uno spazio nascosto in cui la presenza del bambino rende superflui i mobili, su cui la polvere non sa dove posarsi. E’ il minimo ma da il massimo. Numerato ma illimitato. L’habitat diventa l’ambiente adattabile alla personalità dell’abitante. Pesa 51 chili e può portare anche venti persone.
Bruno Munari presentava così il suo “Abitacolo” nel lontano 1971. Realizzato con l’idea di disegnare un nuovo spazio per i ragazzi, prodotto da Robots, raggiunse l’intento di permettere ai più giovani di lasciare tutto in uno stato di ‘ordinato disordine’ per sentirsi protetti dai giochi, dai libri, dagli oggetti familiari durante il sonno.

Poche le informazioni a disposizione su questo bell’oggetto di illuminazione, Casiopea, tra le ultime creazioni del designer spagnolo Miguel Herranz per Manifacturas Celda.
La lampada, realizzata intrecciando cordini (in materiale plastico?) in una fitta maglia, si caratterizza per uno spiccato gusto grafico. Disponibile in diverse versioni e dimensioni, a sospensione come da terra, prevede anche dei begli inserti nero su bianco nel caso si voglia conferire all’oggetto una personalità più vistosa.
Un possibile riferimento illustre? Certamente il capostipite di questa particolare tipologia di lampade tubolari, quella celebre Falkland di Bruno Munari che ancora oggi rimane uno dei suoi più famosi best sellers.
Via | Design Milk

Tasti di vecchi computer portatili, pezzi di circuiti, qualche mattoncino Lego sparso qua e là: ecco gli ingredienti base dei divertenti gioielli di Vicolopagliacorta, studio bolognese con un amore spassionato per Bruno Munari e un gran senso dell’ironia.
Tutte le loro creazioni sono assemblate a partire da materiali di scarto, pensate per “ingegneri dall’animo poetico” e ragazze che da piccole sognavano una casetta di mattoncini colorati. Le spille ispirare alla Lomo, la macchina fotografica più cool degli ultimi dieci anni, sono piaciute tanto che la Lomo stessa le ha scelte per portarle con sé al Fuorisalone di quest’anno.
Via | INK!
Italia: Design_kit è un’iniziativa di designerblog, una serie di interviste, che si propone di creare una geografia del panorama del giovane design italiano, evidenziando quali sono le icone di riferimento della nuova generazione e le direzioni intraprese dalla nuova creatività. Il bello di questa mappa è che si autogenera ogni volta che un intervistato suggerisce il nome del suo successore.
L’ospite di oggi è l’Industrial, Interior e Graphic designer Filippo Mambretti, invitato da http://www.designerblog.it/post/4663/italia-design_kit-di-valentina-sedda/.
Descrivi chi sei, cosa fai e come ti piace farlo.
Ciao! Sono Filippo Mambretti, ho 27 anni e mi occupo di design, grafica e comunicazione. Nel 2006 ho iniziato a mostrare i miei progetti sul mio sito personale, nel 2008 ho fondato, insieme a Roberto Proserpio e Sara Pontiggia, Makistyle, un sito dove ci occupiamo di intraprendere una rivalorizzazione del concetto di design e designer attraverso nuovi oggetti di design e la ricerca di nuovi stimoli comunicativi. Dal 2007 collaboro con lo studio svizzero SpheraDesign e dal 2008 ho anche il piacere di cooperare con la Csia di Lugano e con il Politecnico di Milano. Mi piace avere una visione del mondo e delle cose assolutamente personale, non amo vedere attraverso gli occhi di altri, perciò cerco sempre di elaborare un mio punto di vista. Questo mi aiuta a mantenere uno spirito critico non influenzato e per quanto possibile oggettivo. Mi diverte cogliere suggestioni personali e progettuali in tutto ciò che vedo e che mi circonda.

Il ricco calendario di Torino World Design Capital 08, annovera la mostra deNOTA. Uno spazio Munari Design e 30 talenti creativi sul prendere nota, ospitata dalla Casa del Conte Verde di Rivoli, dal 16 ottobre al 4 novembre. Allo scopo di festeggiare 10 anni di design e di ricerca nel pack industriale, favorendo l’individuazione di nuovi talenti, PMA Design srl ha bandito il concorso I notambuli dedicato ai progetti di nuovi Block Notes. I migliori progetti del concorso saranno esibiti nella mostra, insieme ad una ricca selezione dell’opera del maestro Bruno Munari.

“Roma festeggia Bruno Munari”, prosegue la serie di celebrazioni per il centenario della nascita del poliedrico artista, con una mostra antologica al Museo dell’Ara Pacis. 150 oggetti tra sculture, opere d’arte e di grafica seguono un percorso espositivo che mette in relazione i diversi linguaggi utilizzati da Munari.
Dopo Milano, sua città natale, Roma dedica a Bruno Munari un vero e proprio circuito d’attività che comprendono, oltre la grande mostra antologica al Museo dell’Ara Pacis, i Laboratori Metodo Bruno Munari® sempre al Museo dell’Ara Pacis, una mostra gioco a EXPLORA il Museo dei Bambini, una mostra installazione alla Casina di Raffaello e una piccola esposizione realizzata dal negozio “munariano” Cosecasa.
Un serie di occasioni interessanti, per immergersi nel mondo pieno di stimoli e suggestioni di Bruno Munari e per osservare da vicino cose, immagini e progetti che sono entrati a buon diritto nel nostro immaginario collettivo, cambiando il nostro modo di osservare un sacco di cose.
Via | Zetema.it

Il Palazzo delle Esposizioni di Roma dedica una serie di eventi a grafica, illustrazione, arte ed editoria, così ci siamo rivolti a Paola Vassalli per saperne di più.
Paola Vassalli si occupa di arti visive e cultura dell’infanzia. Negli anni Ottanta lavora nello staff di Renato Nicolini all’Assessorato Politiche Culturali del Comune di Roma, e con altri apre la Biblioteca Centrale dei Ragazzi. Dagli anni Novanta, è curatore nel settore mostre del Palazzo delle Esposizioni, riaperto nel 1989, per la Grafica, l’Illustrazione, la Fotografia. Dal 1999 è responsabile dei Servizi Educativi - Formazione e Didattica dell’Azienda Speciale Palaexpo e cura il Laboratorio d’Arte del Palazzo delle Esposizioni e delle Scuderie del Quirinale di Roma.