Il letto-divano Ruché è sicuramente una delle novità più attese dell’IMM Cologne, ma le anteprime di Ligne Roset non finiscono qui, poiché anche i laboriosi Erwan & Ronan Bouroullec hanno disegnato un sofà per il marchio francese.
Si chiama Ploum, il divano a quattro posti, realizzato in schiuma ultra flessibile ricoperta di tessuto stretch, morbido e sinuoso, che grazie alla sua forma tondeggiante permette alle persone sedute di porsi una di fronte all’altra.
Progettato per essere una seduta comoda e allo stesso tempo flessibile, Ploum è in grado di integrarsi negli ambienti più diversi, moderno nella sua linearità, ingentilito e reso più classico dalla trapuntatura capitonné. Una nota curiosa, i Bouroullec non rinunciano alla loro devozione al mondo naturale descrivendo il sofà come “un pezzo di frutta matura e voluttuosa”.
Via | Dezeen.com
Anno nuovo, nuovo oggetto di culto a firma Erwan & Ronan Bouroullec, i fratelli che sembrano ottenere consensi e apprezzamento ad ogni uscita pubblica. Questa volta si tratta di un tappeto, disegnato per il marchio spagnolo Nanimarquina, che verrà presentato la prossima settimana al Maison&Objet.
Losanges è un kilim filato a mano e tessuto artigianalmente con lana afgana da esperti tessitori nel nord del Pakistan. Il suo disegno geometrico a losanghe è ottenuto intrecciando filati di tredici brillanti tonalità differenti, per ottenere ogni volta un esemplare unico, in bilico modernità e tradizione.
Abbandonate per un momento le suggestioni vegetali, Erwan & Ronan Bouroullec presentano la collezione di arredi da bagno Axor Bouroullec 2010 realizzata appunto per il marchio tedesco Axor: ben 58 elementi tra rubinetti, lavandini e docce che possono essere combinati a seconda delle esigenze.
Un progetto aperto quindi, basato su componenti intercambiabili realizzati in pochi essenziali materiali: ceramica bianca per i sanitari, acciaio cromato per la rubinetteria e legno chiaro per le basi. Specchi, lavandini e vasche hanno la forma di rettangoli con le estremità stondate.
L’elemento più caratterizzante è sicuramente la disposizione su tre livelli della bacinella vera e propria, dei rubinetti o miscelatori, dei piani d’appoggio, superfici dislocate a diverse altezze pronte ad ospitare in qualsiasi combinazione tutti gli accessori necessari nel proprio bagno.
Continua a leggere: La collezione di arredo bagno Axor Bouroullec
Rimettere mano al progetto di interni dell’Unité d’Habitation? Un compito da far tremare le ginocchia… il confronto con Le Corbusier, con un edificio-mito che ha fatto la storia del Movimento Moderno, e di tutta l’architettura mondiale… ma anche lo stile sicuro e deciso di Jean Prouvé e Charlotte Perriand… Insomma, non proprio bazzecole. Che non sembrano, però, aver intimorito in nessun modo i fratelli Bouroullec, chiamati -con l’intermediazione di Jasper Morrison- a riarredare uno dei 337 appartamenti del celebre complesso di Marsiglia.
Il risultato è un layout piacevole ed equilibrato che non si preoccupa di accedere in misura eccessiva al portfolio nel campo del prodotto di Erwan e Ronan. Sparsi nell’appartamento, infatti, troviamo la lampada LightHouse di Established & Sons e Venini, la sedia SteelWood di Magis, Lampalumina di Bitossi, fino alle nuvole di Kvadrat per rievocare la passione di “Corbu” per il tessile e i tappeti. Un approccio un po’ troppo didascalico? L’appartamento, il n. 50, per l’esattezza, potrà essere visitato dal 15 luglio al 15 agosto.
Via | Mocoloco
Gli interni dell’appartamento della Città Radiosa riarredati dai fratelli Bouroullec
Continua a leggere: Cité Radieuse, i Bouroullec riarredano l'Unité d'Habitation
Della collaborazione di Established&Sons con Venini avevamo già avuto modo di parlare anticipandovi, in occasione del Salone, qualcosa sulle nuove proposte che il marchio inglese ha presentato anche quest’anno presso lo Spazio Pelota.
Ci ritorniamo, però, perchè un accenno così fugace ci sembrava un po’ ingiusto nei confronti di una collezione che ha presentato più di un prodotto di interesse, anche grazie alla confluenza di visioni e personalità riunite per l’occasione sotto l’egida dei due marchi. Diversissimi tra di loro, peraltro, visto che il primo incarna in pieno tutto lo stile e l’umorismo della “Cool Britannia”, mentre il secondo è da un secolo il simbolo di una tradizione artigianale ineguagliabile, legata ovviamente a tutto quello che la vita lagunare vi può suggerire: decoro, lusso, colore, e certamente… vetro.
Ma, nel naturale processo di scambio di ogni collaborazione, sembra soprattutto Venini ad aver rivisto i canoni più noti del suo stile, abbandonando la tradizione (ma non la sapienza tecnica e artigianale) per un’impronta, come dicono da E&S, di carattere “avant-garde” (ma questi inglesi se lo ricordano Carlo Scarpa?). Quanto ai pezzi, ecco una rassegna veloce della collezione: c’è Lighthouse, la nuova lampada dei Bouroullec che vedete qui sopra, e ancora il tavolino Blow di Kostantin Grcic, gli abat jour Column e Globe di Sebastian Wrong (anche co-fondatore del marchio E&S), a cui si aggiungono la lampada a sospensione Audrey Light e il vaso Audrey Vase di Michael Eden.
La collezione Venini per Established&Sons
Continua a leggere: Lampade e vasi Venini per Established & Sons
Sappiamo con certezza che tra di voi lettori ci sono molti appassionati dell’opera geniale dei due fratelli Ronan & Erwan Bouroullec. Se per caso vi state chiedendo dove dirigervi e come rintracciare le loro nuove creazioni nei vari spazi in questa settimana del Salone, ecco qualche indicazione.
Lighthouse per esempio, la lampada in vetro soffiato ispirata alle tecniche artigianali di Murano, realizzata per Estrablished & Sons in collaborazione con Venini, è esposta nell’ambito del Fuorisalone a La Pelota, all’interno dell’installazione di Estrablished & Sons.
Per rimanere in tema di lampade, Lampalumina, il lume da tavolo in ceramica bianca satinata realizzato per Bitossi è in esposizione allo Spazio Ponti di via Tortona 31. Infine, all’interno del Salone invece, nello stand di Magis, troverete il tavolino da caffè Central e il tavolo rettangolare Baguettes, entrambi in alluminio stampato.

Si ispirano alle fiamme ma finiscono per assomigliare ad una farfalla. Questo è quanto racconta l’architetto giapponese Akihisa Hirata della sua ultima creazione, Flame Frame, una sorta di origami dall’estetica 3d realizzato in alluminio e destinato a funzionare come elemento decorativo per interiors un po’ anonimi.
Una moda, quella dei room divider modulari, che sembra dilagare dopo Kvadrat dei Bouroullec, ma che tanto sembra attingere anche dalle ultime sperimentazioni nel campo della carta piegata.
Via | Abitare
Continua a leggere: Flame Frame, le decorazioni in alluminio di Akihisa Hirata

Maria Antonietta è tornata di moda (complice la Coppola e una grande mostra in Francia) ed eccola fornire nuovi spunti e suggestioni nel campo dell’arredamento.
Dopo Sam Baron per Casamania, infatti, ci pensa infatti il marchio svedese Cate&Nelson a lanciare una nuova seduta con il nome dell’ultima grande sovrana pre-Rivoluzione Francese. Antoinette, appena presentata all’ultima Stockholm Design Fair, si caratterizza per uno schienale altissimo che assicura la privacy di chi la usa e funziona bene anche come room divider.
Il fascino dell’oggetto c’è tutto, ma non vi è già venuto in mente un altro prodotto abbastanza recente che ne condivide il concept? Beh, io avrei detto l’Alcove Loveseat dei fratelli Bouroullec per Vitra… Dopo il salto, un’altra immagine di Antoinette.
Via | Mocoloco
Continua a leggere: Antoinette, il divano altissimo in difesa della privacy
Più di prima, il successo di un ristorante implica un impegno a 360°: non conta solo il cibo, ma anche il luogo dove questo si consuma e la modalità con cui lo si fa. L’impegno dei designer, dunque, va oltre la progettazione di un posto gradevole, e deve includere, qualora il committente sia orientato verso una cucina di ricerca, lo studio di una vera e propria esperienza che renda l’approccio alla gastronomia sinestetico e iperbolico.
Il volume Eat Out, in uscita il prossimo febbraio, ci mostra una selezione di ristoranti che hanno fatto da apripista, in questi ultimi anni, verso una dimensione culinaria totale. Non mancano gli esempi stupefacenti: dal nuovo ristorante collocato sul tetto del Palais de Tokyo, progettato dai fratelli Bouroullec, a Garden of Delight, il locale dedicato al culto delle caramelle, appese al soffitto e pronte per essere degustate in piedi, quasi si trattasse di un frutto da cogliere da un ramo.
Via | Cool Hunting
Eat Out



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Il Moma come indicatore delle tendenze di acquisto nel settore accessori di design? Beh, perché no in fondo? Inutile negare che l’istituzione newyorkese sappia il fatto suo anche nel campo dei design store, tra i primi ad inaugurare all’interno di una struttura museale.
Bene, ecco duque a voi alcuni prodotti in anteprima della selezione 2010 primavera estate. Nella gallery, il vassoio in melamina e porcellana, disegnato da Jonas Bjerre-Poulsen e Kasper Rønn, che mantiene freddi i cibi grazie ad uno strato intermedio contenente gel ghiacciato. Quindi, il porta biglietti da visita in silicone di Matthew Waldman per Nooka, il Panier Table dei Bouroullec per Kartell e una lampada a Led ricaricabile via usb. Per finire, una bilancia portatile, l’uccellino magnetico di Rodrigo Torres per Alessi e le maschere in carta per bambini del marchio francese Mitik.
Via | Coolhunting
Anteprima Moma Design Store 2010
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