
Dopo Parigi, il bike sharing sbarca a Londra. Si chiama Barclays Cycle Hire, dal nome della banca inglese che ha finanziato i 25 milioni di sterline per l’implementazione del progetto, ed è stato inaugurato ieri alla presenza delle più importanti autorità cittadine.
La flotta, composta al momento da 6.000 biciclette, è stata realizzata in Quebec dagli stabilimenti Devinci Cycles, produttori del modello già in uso a Montreal. Un fatto che ha lasciato l’amaro in bocca a più di un londinese, deluso che le bici non fossero “made in UK”. Sarà per questo che il nuovo mezzo di trasporto è stato bollato come “non il più sexy del mondo, pur avendo una certa eleganza”?
Tutta colpa del peso, in realtà: 23 kg, pari a 50 libbre, una “corporatura” massiccia per limitare gli atti di vandalismo. 400, per il momento, le stazioni di scambio già realizzate, destinate a soddisfare le esigenze di trasporto dei soli residenti. I turisti in visita, dunque, dovranno aspettare.
Via | Treehugger
Dopo avervi recentemente accennato al modello Vélib, ecco un altro concept sul tema bike-sharing elaborato dal designer svizzero Rafael Schmidt in occasione della Conferenza sul Cambiamento Climatico tenutasi a Copenhagen lo scorso anno.
Il progetto ha cercato una strada possibile per facilitare la completa integrazione della bicicletta nel tessuto urbano della città. Per questo, le rastrelliere sono inglobate nella pavimentazione, i depositi delle bibliclette sono sia sotterranei che verticali (anche per limitare un certo inquinamento visivo), e le bici sono dotate di sistema Gps e collegate tra loro in una Lan, in modo da poter informare il ciclista in merito a rastrelliere libere, ingorghi del traffico etc..
Un modello interessante che potrebbe forse ispirare lo sviluppo di una mobilità da incentivare.
Via | Daily Tonic
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