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Tutti gli articoli con tag biglietti da visita

Da Mohawk Fine Paper: Luxe, biglietti da visita a tre strati

pubblicato da Eugenio Pozzilli


Mohawk Fine Paper è un’azienda che è nella tipografia dal 1866, a guerra di secessione appena conclusa, fondata sulle rive del fiume Mohawk, sopravvissuta a tutti i cambiamenti avvenuti sino ad oggi, dove ancora guarda avanti verso l’innovazione.

MOO è la sezione su web, che appunto porta avanti l’aspetto più moderno, al quale sono giunti giusto qualche giorno fa con la loro ultima creazione: Luxe. Il progetto era di creare i più bei biglietti da visita che si potessero trovare sul web, e ci sono riusciti.

Si tratta di biglietti da 600 gsm per 32 pt di spessore, ottenuti tramite la sovrapposizione di tre strati di carta, avendo così la possibilità di avere un prodotto per veri intenditori: carta neutra su bianca e volta, ma un sottile strato colorato nel mezzo, a scelta tra nero, bianco, rosso o azzurro.

Ovviamente è loro preoccupazione anche la stampa del design, di cui fanno gran vanto per qualità e varietà di proposte che già offrono sul loro stesso sito. Indubbiamente messo a confronto con altri prodotti e servizi simili della rete, c’è ben poca gara; peccato per la distanza, dato che la sede più vicina è a Londra.

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Vårdapoteket, l'identity di una catena di farmacie

pubblicato da Cut-tv*e

Vårdapoteket

Utilizzare gli organi del corpo umano per disegnare un pattern e ottenere un risultato pop e ipercolorato? È decisamente un’idea originale, elaborata dallo studio svedese Stockholm Design Lab come base su cui costruire la nuova identity della catena di farmacie Vårdapoteket.

I negozi della catena, spesso ospitati all’interno di strutture sanitarie, avevano bisogno di essere caratterizzati in modo da spiccare nei confronti del resto dell’ambiente. Ecco quindi la scelta di una palette di colori accesi e dalla connotazione euforica, applicata a una versione grafica e minimale del corpo umano, del sistema venoso, dei vari organi.

Polmoni, fegato, stomaco e cervello sono stati trasformati in forme essenziali e piacevoli, pattern applicati a shopper e biglietti da visita, tessere per i clienti, confezioni, flyer informativi e perfino carta da parati con cui sono stati decorati alcuni angoli dei punti vendita.
Vårdapoteket
Vårdapoteket Vårdapoteket Vårdapoteket Vårdapoteket

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Un timbro al posto dei biglietti da visita

pubblicato da Cut-tv*e

Un timbro al posto dei biglietti da visita

L’idea del graphic designer Mikey Burton, amante della tipografia vecchio stile, è quella di sostituire alle classiche business card un piccolo timbro portatile, di quelli utilizzati per i contrassegni di controllo, autoinchiostrante e facilmente trasportabile, anche come portachiavi.

È nata da una richiesta del magazine inglese Computer Arts che era in cerca di suggestioni e novità per un numero tematico sull’auto-promozione: dovendo sviluppare un modo originale per lasciare un contatto a una persona incontrata, Burton, in collaborazione con lo studio tipografico Cranky Pressman, ha pensato a qualcosa di completamente diverso dal tipico biglietto da visita.

Un timbro permette una stampa artigianale, diversa ogni volta, e consente di imprimere le proprie informazioni su qualsiasi supporto, compresa la mano della persona che si ha di fronte. Generalmente quelli che in inglese vengono chiamati inspector stamp hanno forma circolare e un diametro di un paio di centimetri circa.

Una misura che costringe a condensare le informazioni. Ma non è forse vero che oggi basta un solo blog o Tumblr, un indirizzo email, un nome su Facebook, un contatto su Twitter per rintracciare una persona e avere tutte le informazioni necessarie sulla sua professione?

Un timbro al posto dei biglietti da visita
Un timbro al posto dei biglietti da visita Un timbro al posto dei biglietti da visita Un timbro al posto dei biglietti da visita

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Il biglietto da visita sonoro di Katharina Hölzl per il duo musicale Ritornell

pubblicato da intweetion

I Ritornell sono un duo di musica sperimentale che si è affidato alla designer Katharina Hölzl per realizzare dei biglietti da visita promozionali. Il risultato è stato ispirato ai loro spettacoli dal vivo, in cui i due invitano il pubblico a portare durante i live i propri music boxes. Con l’aiuto del taglio laser, la Hölzl ha realizzato nove micro-composizioni composte da cerchi e triangoli incisi nella carta.

Mentre gira la manovella e ‘percorre’ il particolare spartito, chi utilizza il biglietto da visita legge sia la parola “Ritornell” che tutte le informazioni utili per contattare il duo, tramite un apposita ’scatola musicale’ che viene fornita al destinatario. Un modo poetico e per introdurre in modo ancora più efficace l’ascoltatore ai mondi sonori di Richard Eigner e Roman Gerold.

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Nina Gregier, tra design e artigianato

pubblicato da Eugenio Pozzilli

Biglietti da visita a ricamo

“Ho progettato i miei personali biglietti da visita in riferimento al mio ultimo progetto, la tipografia a ricamo. Durante il processo di costruzione di lettere a forme semplici volevo trovare un’altra inattesa forma grafica. I biglietti da visita sono fatti a mano in edizione limitata, ho usato diversi colori di filo, e carta nera da 250g.”

Quando si è un’illustratrice e una graphic designer come Nina Gregier, non ci si deve scandalizzare se si arriva a parlare come minimo di artigianato. La giovane polacca si occupa di tutte le arti e le tecniche visive, e in ognuna non fa mai mancare il suo apporto personale e unico.

Come nel caso dei biglietti da visita ricamati, i poster stampati in linoleografia, o il lettering stampato con inchiostro a mano. La manualità è dunque il leitmotiv di ogni suo lavoro che perde l’impersonalità industriale, e acquisisce la preziosità individuale. Nell’epoca in cui qualsiasi immagine ci soffoca, in cui tutti hanno un programma di grafica, la personalità è la via di salvezza verso la qualità e l’etica.

Via | Anthology

Biglietti da visita a ricamo
Biglietti da visita a ricamoBiglietti da visita a ricamoBiglietti da visita a ricamoBiglietti da visita a ricamo

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La fantascienza vintage sui biglietti da visita

pubblicato da Cut-tv*e

Sci-fi e b-movies sui biglietti da visita

Dischi volanti, mostri occhiuti, alieni con i tentacoli, donnine urlanti e perfino Boris Karloff: sono tutte icone provenienti dall’immaginario dei b-movies di fantascienza americani degli anni ‘50. L’agenzia brasiliana Kong Rex le ha scelte per illustrare dei biglietti da visita.

L’idea, davvero sopra le righe è che Giovana Breitschaft, insegnante di inglese freelance si presenti come capace di far passare la paura di parlare una lingua straniera. Le immagini, a tutto campo, fanno da sfondo al riquadro fuchsia che contiene le info di contatto, in inglese su un lato e in portoghese sull’altro.

Nonostante il blocco davanti all’idioma straniero sia piuttosto comune, l’associazione con la fantascienza vintage non sembra così immediato. Eppure questi biglietti colpiscono, e non solo per il loro appeal cromatico, la scelta audace di farsi introdurre da immagini tanto connotate è un modo per portare con sé un pezzo della cultura che si insegnerà attraverso la lingua.

Via | Lovelystationery.com

Sci-fi e b-movies sui biglietti da visita
Sci-fi e b-movies sui biglietti da visita Sci-fi e b-movies sui biglietti da visita

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L'identity in stile vintage dei californiani Keena

pubblicato da Cut-tv*e

Vecchie foto di famiglia sui biglietti da visita

Lo stile vintage si estende ormai a qualsiasi settore: Keena, un distributore di marchi indipendenti, manifatture e designer, di San Francisco, lo ha scelto per il restyling della sua immagine coordinata, progettando una soluzione piuttosto originale.

I fondatori di Keena si sono affidati alla graphic designer Heidi Meredith che ha scelto, dall’archivio delle loro vecchie foto di famiglia, una ventina di ritratti che, una volta scansionati e ritoccati, sono entrati a far parte dell’immagine ufficiale del brand.

Un altro piccolo stratagemma della designer è stato quello di suggerire di non stampare tipograficamente i biglietti da visita degli impiegati, ma di creare un timbro per ognuno di loro, con cui di volta in volta personalizzare il retro delle fotografie che, per rafforzare ancor di più il concetto, hanno il bordo zigrinato, proprio come si usava una volta.

Vecchie foto di famiglia sui biglietti da visita
Vecchie foto di famiglia sui biglietti da visita Vecchie foto di famiglia sui biglietti da visita Vecchie foto di famiglia sui biglietti da visita Vecchie foto di famiglia sui biglietti da visita

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Biglietti da visita stampati sulle bustine dello zucchero

pubblicato da Cut-tv*e

Biglietti da visita stampati sulle bustine dello zucchero

Di biglietti da visita possiamo dire d’averne visti veramente d’ogni tipo e forma. A volte comunque qualcuno riesce ancora, se non a stupirci, perlomeno a strapparci un sorriso. È il caso dei biglietti dell’agenzia di comunicazione israeliana GITAM BBDO di Tel Aviv, veicolati da oggetti davvero particolari.

I dati dei componenti del team infatti sono stati stampati su bustine monodose come quelle dello zucchero. Ognuna differente per colore e per l’ingrediente contenuto, sale, zucchero, pepe e peperoncino. Inconsueta la disposizione dei dati, tutti su un solo lato, mentre l’altro è appunto completamente occupato dalla scritta che riporta il contenuto della bustina.

Poiché queste confezioni sono spesso oggetto di collezionismi e feticismi, sicuramente le bustine verranno conservate dai clienti. Due domande però rimangono in sospeso: le bustine contengono davvero ciò che promettono? E poi: l’associazione tra il gusto e la persona che lo porta sul biglietto sarà avvenuta casualmente, per una particolare inclinazione o è una precisa indicazione sul carattere?

Via | TheDieline.com

Biglietti da visita stampati sulle bustine dello zucchero
Biglietti da visita stampati sulle bustine dello zucchero Biglietti da visita stampati sulle bustine dello zucchero Biglietti da visita stampati sulle bustine dello zucchero

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I biglietti da visita a forma di scatola di Tam Cargo

pubblicato da Cut-tv*e

La divisione brasiliana dell’agenzia Young & Rubicam ha studiato per Tam Cargo, compagnia specializzata in spedizioni aeree, un biglietto da visita che non può essere ignorato o dimenticato da chi lo riceve: con un semplice gesto infatti il biglietto si apre e diventa una scatolina, una miniatura di quelle utilizzate dall’azienda per le spedizioni.

Se lo scopo di ogni business card è di consolidare l’impressione lasciata durante un colloquio, in questo caso la forma del biglietto rimanderà immediatamente al servizio offerto e spiccherà per forma e dimensione tra gli altri, sia ripiegato in un portacarte, sia facendo bella mostra di sé su una scrivania come piccolo gadget.

Via | Comunicadores.info

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Biglietti da visita in stile giapponese

pubblicato da Cut-tv*e

Biglietti da visita in stile giapponese

Parliamo spesso di biglietti da visita su Designerblog, specialmente per segnalare le forme più innovative e originali di questo strumento necessario in qualsiasi professione. Quelli che segnaliamo oggi sono card prodotte in Giappone dallo studio Winged Wheel.

Si tratta di biglietti personalizzabili decorati con disegni ricavati da antichi woodblock dell’era Meiji (1868-1912). Camelie, glicini e perfino grandi gufi sono stampati a rilievo su carta di cotone artigianale secondo un antico metodo giapponese. Una scelta raffinata, dal sapore un po’ vintage, che non passerebbe inosservata, i cui costi, stranamente non sembrano proibitivi.

Via | Designspongeonline.com

Biglietti da visita in stile giapponese
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