A metà strada tra oggetto d’arte e strumento di marketing la copertina di un album può a volte contribuire in maniera radicale alla riuscita del disco e in parecchi casi sopravvivere addirittura alla fama delle canzoni che accompagna.
Per questo spesso riviste e siti musicali si divertono a raccogliere le album cover più famose, più belle, quelle che ormai fanno parte della storia della musica. L’autorevole rivista inglese NME sta raccogliendo in questi giorni i voti dei suoi lettori: in lizza ci sono artwork recenti e vere e proprie icone del rock’n'roll.
È possibile dare la propria preferenza al celebre prisma di The Dark Side of the Moon realizzato dallo studio Hipgnosis e George Hardie, o ai quattro ritratti dei Blur realizzate dall’artista inglese Julian Opie per il loro Best Of; al il graffito di Banksy sulla cover di Think Tank sempre per i Blur, o ancora alle splendide onde sonore di Peter Saville per Unknown Pleasure dei Joy Division. Andate a votare, e non scordatevi di scrivere nei commenti a chi è andata la vostra preferenza!
I lettori di NME votano le migliori album cover di sempre

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Banksy scatenato. L’avevamo lasciato al Sundance (ma lui ci sarà stato? ) per la presentazione del suo primo film, ed eccolo adesso a Londra all’inaugurazione della sua sala cinematografica.
Evidentemente, il mood della settima arte deve aver proprio contagiato lo street artist inglese. Con una grande risposta da parte del suo seguito, visto che nel caso di The Lambeth Place, questo il nome del cinema, i biglietti sono già sold out. Allestito in un tunnel sotterraneo nella stazione di Waterloo, l’auditorium ha 150 posti ed ha ovviamente in programma, fino al 4 marzo, Exit Through The Gift Shop.
L’ambiente, letteralmente underground, è allestito in maniera spartana: le uniche facilities previste sono una macchina per popcorn e dei bagni chimici. Attenzione! All’ingresso controlli random per scovare bombolette e videocamere. Giusto per chiarire che la location non è pensata, almeno nelle intenzioni, come un nuovo paradiso dei writer.
Via | Cakehead Loves Evil
Continua a leggere: The Lambeth Palace, a Londra il cinema di Banksy
Si intitola Exit Through The Gift Shop e in questo trailer promette di essere il primo street art disaster movie della storia del cinema: è l’opera prima dello street artista Banksy che nei giorni scorsi è stato presentato al Sundance Festival e arriverà nelle sale questa primavera.
Con l’attore Rhys Ifans come narratore e Geoff Barrow dei Portishead alla colonna sonora, Exit Through The Gift Shop promette d’essere una panoramica sul mondo dei graffiti, un ritratto dall’interno ad opera di un autore che, da sempre avvolto nel mistero, decide di svelare qualcosa di sé, pur rimanendo nell’anonimato… forse…
Continua a leggere: Banksy al cinema, il trailer di Exit Through The Gift Shop

Eccoci ancora a parlare di Banksy per mostrarvi questo graffito che è stato attribuito a lui. Si tratta di uno stencil comparso nei giorni scorsi a Croydon, un sobborgo di Londra, proprio nelle vicinanze di uno store Ikea. Nonostante il nome della multinazionale svedese sia anagrammato, il suo logo è riprodotto con inequivocabile fedeltà.
La vittima del sarcasmo non è però tanto Ikea quanto lo sprovveduto ragazzetto rivoltoso che per scrivere i suoi pensieri di protesta ha bisogno del “kit del bravo punk”, un graffito pronto da montare, con tanto di istruzioni incomprensibili.
Via | Freshngood.com
Il musicista inglese Thom Yorke, leader dei Radiohead per il suo nuovo lavoro solista ha deciso di collaborare con il videomaker Raymond Salvatore Harmon per la realizzazione di un video che accompagnasse l’uscita del singolo ‘The Hollow Earth’.
Il video è un loop della durata di 4 minuti e 10 secondi in cui, sulle immagini velocizzate di una folla davanti a quella che sembra una vetrina, scorrono immagini “subliminali”, che non sono altro se non i più famosi graffiti del writer inglese Banksy, davanti ai quali potreste anche cadere in uno stato di trance.
Via | NME.com
Continua a leggere: I graffiti di Banksy nel nuovo video di Thom Yorke
Murray John è un animatore e regista di Johannesburg che per realizzare questo videoclip si è spinto nell’altro emisfero e ha portato e sue animazioni per le vie di Londra. I personaggi del video, versioni caricaturali e mostruose del cantautore Luke Jackson e della sua band, sono inseriti in immagini dal vero.
In Goodbye London i cartoon scivolano per i muri della città, come graffiti che prendono vita, sui tipici mattoncini rossi, giù per la metro, rendono omaggio al grande Banksy, suonano per le vie di Camden e arrivano fin dentro i cartelloni luminosi di Piccadilly Circus. A tratti “sporco” nella realizzazione, Goodbye London è in grado di suscitare quella nostalgia per la capitale inglese che molti di noi sperimentano, a volte.
Via | Notcot.org

Ci era da poco capitato di parlare di Banksy in occasione della mostra antologica che il Bristol Museum ha appena inaugurato per celebrare quest’icona dell’outsider art mondiale.
Ritorniamo adesso sull’argomento spinti dai rumors relativi ad un primo, possibile fake delle sue opere. La novità, infatti, è tutta nei nuvoi presunti lavori di Banksy realizzati in Africa, che vediamo in questa galleria di immagini, di cui alcuni tra i suoi fan più affezionati sembrano contestare l’autenticità. Primo caso di plagio del plagiatore o nuova geniale trovata di marketing? Le immagini, in realtà, si trovano già sul sito ufficiale dell’artista. Della serie, basta che se ne parli.
Via | Bloggokin
Continua a leggere: Banksy for Africa, il falso fake dell'artista inglese
Il Bristol Museum ha inaugurato da pochi giorni una personale dedicata ala celebre writer e street artista inglese Banksy. Provocatorio e poetico, attento osservatore delle dinamiche sociali, divertente e sottile al tempo stesso, Banksy può essere considerato a tutti gli effetti uno dei più influenti artisti della nostra epoca.
Se per questa estate progettate un tour britannico, non mancate di fare tappa a Bristol, per una mostra che si preannuncia un evento della stagione: stencil, tele e installazioni mecatroniche si interfacciano con la classica collezione del museo, pezzi provocatori hanno sostituito le opere d’arte della collezione permanente, in un gioco spiazzante che l’artista ama particolarmente, già oggetto di alcune incursioni nei musei inglesi.
Il visitatore è immediatamente avvisato: un monolite di WC portatili campeggia all’ingresso, un furgoncino dei gelati sbruciacchiato ha sostituito il banco delle informazioni: un gioco di rimandi ironico e sofisticato, ma per niente incomprensibile e snob, che testimonia dell’intelligenza di chi ha curato la mostra. Ah, l’entrata è gratis…
Via | Fabrikproject.com