Specializzato nella comunicazione legata alle potenzialità della augmented reality, lo studio londinese Appshaker si è cimentato con una sfida decisamente impegnativa: quella di far interagire migliaia di persone durante un tour dell’Ungheria con le incredibili immagini messe a disposizione dal National Geographic Channel.
Semplicissimo l’allestimento (uno spot che delimita l’area di interazione), sorprendente la resa finale con delfini, leopardi, dinosauri e astronauti e gli spettatori coinvolti che hanno postato le immagini sulla pagina Facebook dello studio di comunicazione.
Torniamo a parlare di realtà aumentata, applicata al marketing con un’idea davvero singolare e efficace partorita dalla collaborazione tra le menti responsabili della piattaforma GoldRun e dai creativi della famosissima agenzia Young & Rubicam. Il risultato è stato il primo negozio pop-up invisibile al mondo dove acquistare un’edizione limitata delle sneakers di Airwalk (il marchio dietro tutta l’operazione).
“The Airwalk Invisible Pop Up Store” non è altro che la combinazione di geolocalizzazione e augmented reality per accedere direttamente attraverso il proprio smartphone e prenotare una delle 300 paia disponibili. Gli utenti possono quindi posizionarsi in una posizione specificata e poi scattare una foto delle scarpe che apparirà sullo schermo. Questo li inserisce come potenziali acquirenti e nella lista per il pre-order. Tutto più chiaro nel video a inizio post.
La realtà aumentata (augmented reality) prende sempre più piede. Merito delle nuove tecnologie disponibili (e economicamente più abbordabili), ma anche di un’interazione quasi annunciata: lo step successivo praticamente inevitabile dopo gli eccessi da documentazione con fotocamere e video camere digitali e la loro sintesi negli apparecchi mobile.
Questo esperimento (che viene definito come un progetto di “augmented art”, per l’esattezza) nasce dal mix tra la Public Aid Campaign ed i lavori di realtà aumentata di The Heavy Projects. E’ stato ribattezzato “Augmented reality advertising takeover’ e viene presentato come un’iniziativa volta a democratizzare lo spazio visivo in risposta ai molti manifesti pubblicitari che i passanti sono costretti a vedere e i loro relativi messaggi, senza la possibilità di una vera e propria scelta.
Il software - ancora in beta test - trasforma manifesti e cartelloni pubblicitari di Times Square a NYC in una raccolta di opere originali di street art
di Ron English, John Fekner, Posterboy, Doctor D e OX. Il tutto può essere visualizzato sul proprio smartphone tramite un’applicazione sviluppata dal team.
Non è la prima volta che la nota marca di birra si adopera per sostenere progetti artistici. L’ultimo in ordine di tempo è questo “Green Box”: un progetto che prevede una serie di trenta istallazioni in altrettanti paesi affidati a artisti, designer, musicisti e creativi di ogni genere. Il tutto curato dal fotografo Nick Knight e dal musicista Sam Spiegel.
A Londra il primo lavoro è già stato presentato lo scorso 18 luglio, mentre l’etichetta discografica e collettivo artistico “Lucky Me” di Glasgow inaugura oggi 25 luglio il suo progetto e il turno del rock psichedelico della band Warpaint sarà il 29 agosto. A Manchester intanto, ci si può imbattere nell’installazione dell’artista Petra Storrs. Nel resto del mondo, troveremo poi tra le altre anche le installazioni interattive dei ‘maghi’ del collettivo UVA (a Miami), le sculture in gelatina di Bompas e Parr (a New York) e il lavoro fashion designer Hussein Chalayan (a Milano in piazza Duomo e in via Pio IV dallo scorso 15 luglio).
Per interagire con la Realtà aumentata, basta scaricare l’applicazione gratuita “Beck’s Key” per iPhone, iPod Touch e iPad dall’Apple iTunes (presto sarà disponibile anche per Android) e puntare il proprio smartphone o tablet verso le ‘Green Box’ e accedere all’opera realizzata.
Tu mi fai un sorriso, io ti regalo un gelato. L’idea è semplice, ma in questo caso non stiamo parlando di un gelataio galante, piuttosto di un’applicazione di augmented reality in grado di recepire l’espressione della persona che ha davanti e reagire di conseguenza.
Attraverso un avanzatissimo sistema di face detection, in grado di riconoscere le espressioni e misurare l’ampiezza di un sorriso, il distributore automatico Share Happy, cattura l’immagine del cliente e, se è soddisfatto dalla sua espressione, dopo aver condiviso la foto su Facebook, gli regala un gelato.
Progettata da SapientNitro, agenzia che crea applicazioni ad alto tasso d’interattività, per Unilever, multinazionale del settore alimentare, questo speciale distributore è stato presentato questa settimana al Cannes Lions Festival, la kermesse pubblicitaria più prestigiosa al mondo.
Via | Every-ware.fr
![]()
Direttamente da un futuro che potrebbe non essere lontano. Il professor Babak Amir Parviz, docente di bionanotecnologie all’Università di Washington, ha lavorato insieme ai suoi studenti alla realizzazione di una lente a contatto con circuiti integrati tale da aprire le porte ad una visione in augmented reality.
Il concetto non si discosta molto, del resto, da quello che già Arnold Schwarzenegger vedeva in Terminator, solo che, in questo caso, l’applicazione si confronta realmente con un orizzonte del possibile. Per trasformare le lenti in un sistema funzionale, infatti, Parviz ha integrato circuiti di comunicazione e controllo insieme ad antenne miniaturizzate. Il passo successivo sarebbe poi quello di includere nei circuiti centinaia di LED, in grado di formare di fronte all’occhio immagini quali parole, diagrammi, fotografie. Le informazioni, comunque, dovrebbero essere gestite da un device esterno portatile con una memoria e dei software dedicati.
Le applicazioni principali? Sicuramente il campo militare e quello medicale. Per i comuni mortali, invece, le implicazioni e le opportunità rimangono ancora tutte da studiare… Dopo il salto, un’immagine esplicativa della lente.
Via | JoshSpear
Continua a leggere: Come Terminator: le lenti a contatto Augmented Reality
2010 in versione Augmented Reality. Il grande magazine britannico Wallpaper dedica infatti a questa tecnologia il numero di gennaio dal titolo “Next Generation”.
Una delle tendenze da tenere sott’occhio per il prossimo anno, sostiene il direttore Tony Chambers, che sempre in questo numero ha scrutato, complici giornalisti e trend hunter d’Oltremanica, le dinamiche che più prenderanno piede nel futuro prossimo, dalla tecnologia fino al design e ai consumi.
Ma la curiosità sta tutta nella cover. Inquadrandola nella nostra webcam, infatti, sarà possibile vedere sullo schermo del computer l’immagine di copertina in versione 3d. All’interno, invece, un supplemento di 11 pagine in AR.
Via | Dexigner

Oltrepassare la divisione tra carta stampata e web. La prima, con la sua abituale cura editoriale, il secondo, con la sua freschezza e interattività. Questo l’obiettivo, all’apparenza fin troppo ambizioso, che ha dato vita ad un numero sperimentale di Colors, la rivista icona lanciata nel 1991 dal gruppo Benetton qui alle prese con un monografico sugli adolescenti in salsa tecnologica.
E dunque, come far comunicare i due mondi? Da Ponzano Veneto hanno risposto così: basta collegarsi al proprio computer, aprire la webcam, andare al sito web di Colors Magazine e mostrare il codice a barre sulla copertina. Il tutto per accedere -apriti sesamo- ai contenuti augmented reality proposti sul sito, una sorta di informazione sull’informazione che permette di approfondire gli articoli pubblicati con informazioni multimediali più specifiche.
La tecnologia, così, diventa uno strumento per l’introspezione della variegata realtà adolescenziale, superandone gli aspetti di facciata, spesso solo glamour e pubblicitari, e favorendo la scoperta di sottoculture, biografie, pensieri e desideri. Provare per credere.