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Stencil ad Atene

pubblicato da Cut-tv

Nei giorni in cui Atene torna al centro dell’attenzione per la riapertura del favoloso Nuovo Museo dell’Acropolis e per le polemiche legate ai fregi mancanti del Partenone, vi segnaliamo un aspetto diverso di questa meravigliosa e sonnecchiante metropoli dai mille volti.

Si tratta di uno stencil creato dallo street artista Boxi nell’ambito della 2nd Athens Biennale Heaven. Nel video potete osservare il processo di realizzazione, l’effetto estremamente realistico ottenuto attraverso la sovrapposizione di 11 layer, ognuno per un punto diverso della scala di grigi.

To die for è uno stencil a grandezza naturale che racconta una storia vera. L’amore puro, bianco e la malinconia negli occhi della ragazza lasciano trasparire una storia tragica: moderni Giulietta e Romeo, Nimroz e Abdul sono stati giustiziati in Afghanistan per essersi amati senza il consenso delle famiglie.

Via | Woostercollective.com

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Italia: Design_kit di Francesco Moncada

pubblicato da Cut-tv

squpizza perez francesco

Italia: Design_kit è una nuova iniziativa di designerblog, una serie di interviste, che si propone di creare una geografia del panorama del giovane design italiano, evidenziando quali sono le icone di riferimento della nuova generazione e le direzioni intraprese dalla nuova creatività. Il bello di questa mappa è che si autogenererà. Ogni intervistato infatti farà il nome del suo successore.

L’ospite di oggi è l’eclettico Architetto, Urban, Interior e Furniture Designer Francesco Moncada, italiano di Siracusa in giro per il mondo.

Descrivi chi sei, cosa fai e come ti piace farlo.
Sono un architetto con una formazione europea, da studente ho avuto la possibilità di studiare in Spagna e nel Regno Unito oltre che in Italia ed ho lavorato a Londra, Barcellona e Rotterdam. Sono più legato al concetto anglosassone di “design” che spazia dalla piccola alla grande scala. Considero i progetti un’occasione unica per sperimentare materiali, organizzazione, metodi di costruzione e fabbricazione.
Gli errori influenzano molto il mio lavoro: non si finisce mai di imparare e ricominciare.

Parlaci di un’esperienza che ha influenzato in modo particolare lo stile e l’anima del tuo lavoro.
Lavorare all’estero ha influenzato tantissimo il mio lavoro, stimolando continuamente la mia curiosità. Nel 2002 ho lavorato per Alejandro Zaera e Farshid Moussavi di Foreign Office Architects a Londra. In quel periodo il terminal marittimo di Yokohama non era ancora finito, e in studio eravamo appena 6 persone. L’esperienza con loro mi ha catapultato nel mondo dell’architettura e del design internazionale e con loro ho collaborato all’allestimento del padiglione britannico alla Biennale di Venezia del 2002. In seguito nel 2004 sono andato a vivere a Barcellona, dove ho imparato il mestiere e mi sono avvicinato alla realtà dei progetti di piccola e media scala. Alla fine del 2006 mi sono trasferito a Rotterdam dove ho lavorato per Office for Metropolitan Architecture fino alla fine del 2007. Questa è stata sicuramente l’esperienza lavorativa più intensa e formativa. Entrare in contatto con Rem Koolhaas ha cambiato il mio modo di vedere le cose e lo considero il più influente e rivoluzionario architetto vivente. Ho conosciuto delle persone straordinarie provenienti da tutte le parti del mondo e con diverse formazioni. Ho lavorato a progetti molto grandi, tra cui un masterplan per una città di più’ di un milione di abitanti in Medio Oriente ed ho maturato l’idea che il design non ha scala.

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