
“Forse non tutti sanno che…” la @ era già in uso presso i mercanti veneziani nel 1500: un segno grafico che rappresentava l’anfora, (allora unità di peso e capacità). Nata come unione stilizzata delle lettere “a” e “d” che andavano a formare la parola latina ad (cioè “verso”). Furono i popoli anglofoni a modificare poi il suo significato da ad a at, e quindi da ‘verso’ a ‘presso’.
Tutto più o meno immutato fino a quando, nel 1971, l’ingegnere informatico americano Ray Tomlinson elaborò un programma che permetteva alle università americane collegate tra loro tramite la rete Arpanet di potersi scambiare messaggi scritti. usando poi il simbolo @ come separazione tra il nome del destinatario e il server.
Un simbolo che dimostra come arte, architettura, tecnologia e design possono intraprendere percorsi non convenzionali e ritrovarsi riuniti in qualcosa che attraversa il tempo e i codici in una funzionalità unificante. Lo hanno capito e sintetizzato molto bene quelli del MoMa, il Museum of Modern Art, che hanno deciso di acquistare la @, introducendola nella loro collezione.
Artista, illustratrice sui generis e provocatoria, Petra Cortright si muove costantemente in bilico tra la net-art e le suggestioni dei new media. Nata a Santa Barbara, in California, vive e lavora a Berlino. I suoi studi sono equamente divisi tra design e arte, approccio visibile nelle opere che realizza.
Elementi geometrici come quelli dei suoi “Glow drawings” coesistono in una allegra schizofrenia con i mini lavori di ascii art, i ritratti privi di soggetto, il delirio di emoticons e i video più concettuali come quello che vi proponiamo prima del post.
Modi di comunicare apparentemente ‘poveri’ e sregolati che, mentre ci addentriamo nel suo mondo, rivelano una serie di riflessioni tutt’altro che immediate sull’invasione operata progressivamente dalla massificazione della tecnologia.