C’è modo e modo di farsi pubblicità: c’è chi realizza sconcezze spesso involontariamente comiche e chi conosce così bene quello che sta promuovendo da realizzare del materiale che incrementa la clientela e rafforza un marchio con intelligenza. Il caso che vi proponiamo è uno di quei -rari- esempi in cui il messaggio pubblicitario diventa oggetto di valore anche ‘in sé’.
Il Bellavista Social Pub è un locale di Siena. Per attirare nuovi avventori ha deciso di puntare su questo -splendido- video realizzato dalla Filmatindustriali che riprende l’estetica tradizionale delle cover dell’etichetta jazz Blue Note Records. Lo stile è quello di un periodo specifico che va dagli anni ‘50 ai ‘60, decennio in cui le copertine furono realizzate dal designer Reid Miles, amante della Bauhaus che esaltò le già bellissime foto di Francis Wolff.
Il montaggio è praticamente perfetto e l’effetto finale è un compendio di come video, graphic design e advertising dovrebbero sempre riuscire a interagire tra loro. Imperdibile.
A metà strada tra oggetto d’arte e strumento di marketing la copertina di un album può a volte contribuire in maniera radicale alla riuscita del disco e in parecchi casi sopravvivere addirittura alla fama delle canzoni che accompagna.
Per questo spesso riviste e siti musicali si divertono a raccogliere le album cover più famose, più belle, quelle che ormai fanno parte della storia della musica. L’autorevole rivista inglese NME sta raccogliendo in questi giorni i voti dei suoi lettori: in lizza ci sono artwork recenti e vere e proprie icone del rock’n'roll.
È possibile dare la propria preferenza al celebre prisma di The Dark Side of the Moon realizzato dallo studio Hipgnosis e George Hardie, o ai quattro ritratti dei Blur realizzate dall’artista inglese Julian Opie per il loro Best Of; al il graffito di Banksy sulla cover di Think Tank sempre per i Blur, o ancora alle splendide onde sonore di Peter Saville per Unknown Pleasure dei Joy Division. Andate a votare, e non scordatevi di scrivere nei commenti a chi è andata la vostra preferenza!

Arrivano da Mosca, i designer del Fly Arts Group e si muovono con grande disinvoltura tra artwork, illustrazione, font e graphic design. Sarà stata forse la loro provenienza geografica a fargli venire l’idea per questo mix incredibile di design di interni e caratteri tipografici.
Perché tiriamo in ballo la nazione di appartenenza? Le “Dolls House” (le case per le bambole) furono una grande passione degli Zar e il lavoro del Fly Arts Group che vi presentiamo, ricorda moltissimo questi esempi di infinita pazienza e amore per i -dettagliatissimi- particolari.
Il risultato finale è ammirevole e l’effetto molto più che suggestivo. Un equilibrio tra architettura, arredo e utilizzo creativo delle linee e degli spazi occupati da ogni singola lettera. Dopo il salto trovate una gallery con altre immagini per apprezzare ancora di più la qualità del lavoro.
Continua a leggere: Fly Arts Group: come trasformare il design di interni in caratteri tipografici

Ai più attenti, ricorderà non poco George Dunning e Heinz Edelmann: rispettivamente regista e art director di Yellow Submarine il film dei Beatles del 1968. Celyn Brazier, con onestà, non fa certo mistero di aver nutrito una certa ammirazione per la coppia di designer e artisti: tuttavia i suoi lavori, pur prendendo le mosse dalla lezione di Edelmann e Dunning, sviluppano uno stile personale e inconfondibile.
Animatore e illustratore di base a Londra, Celyn Brazier ha esordito lavorando per la Ninja Tune Records su alcune copertine e artwork degli album, realizzando anche dei promo animati. Poi sono arrivati degli spot per la Honda e l’approdo alla BBC come regista e designer.
Una creatività duttile e esplosiva, che trova il principale sfogo nelle coloratissime illustrazioni dal tratto molto pulito eppure ricco di dettagli, che sono state pubblicate -tra gli altri- sulle pagine del Guardian e dell’Esquire. Dopo il salto, una gallery dei suoi lavori.
59 Productions è uno studio specializzato in design per performance live, installazioni e visual. Utilizzano le tecnologie più avanzate con lo scopo di ottenere un coinvolgimento assoluto dello spettatore in ogni spettacolo e si sono occupati in più occasioni anche del mondo dei video musicali e dei cortometraggi.
Il lavoro svolto per il tour di Jonsi, leader dei Sigur Ros di cui sta per uscire un album dal titolo “Go”, è una sfida che procede a metà strada tra cinema, arte installazioni, performance teatrale e -ovviamente- la valorizzazione della musica sul palco.
Effetto ottenuto con eccezionale cura del dettaglio e attenzione alle atmosfere che caratterizzano tutta la componente visuale della musica di Jonsi Bergisson. Tra render delle scenografie, stage design attraverso lo studio dei giochi di luce e animazioni ricavate dalle -bellissime- illustrazioni e dall’artwork di Alex Somers, questo video backstage ci ricorda cosa può accadere quando artisti e designer di altissimo livello lavorano insieme.

Mi sono imbattuto in Jan Kruse, fondatore insieme a Malte Kaune di The Human Empire, grazie alla tripla cover dei nuovi album dei København Store, band piacentina dedita al post-rock in versione elettronica.
Il lavoro (ottimo) svolto per il gruppo mi ha ricordato qualcosa, sempre in ambito musicale e ho realizzato (dannate sinapsi) di aver già visto all’opera il duo su alcune uscite per la celeberrima Morr Music. Partiti dalla pubblicità e la moda, integrato e rafforzato il brand con l’apertura di due negozi ad Amburgo, quelli di The Human Empire sono arrivati a consolidare stile e qualità in pochissimo tempo.
Sito e visual agency, propongono da ormai sette anni una serie di prodotti (principalmente poster, t-shirt e abbigliamento in generale) in cui uniscono illustrazione e graphic design senza -apparente- soluzione di continuità. Con un’attitudine creativa piuttosto disinvolta e un uso del colore misurato e proprio di chi ha una grossa esperienza in ambito di stampa. Per curiosità e per conoscere magari qualche band nuova, andate a sbirciare l’impressionante lista di artisti del mondo dell’indie con cui hanno lavorato.

Cambio di abitudini per i regali di Natale a Facebook. Mente gli anni precedenti veniva devoluto del denaro in beneficenza e spedito un oggetto agli investitori più coinvolti economicamente, quest’anno il social network più famoso al mondo, ha commissionato al suo stesso staff di designer un poster da inviare come strenna natalizia.
Concepito da Ben Barry, l’artwork è una ripetizione ossessiva e in rilievo di una serie di elementi insieme al logo e alle parole “connect” e “share”. Il tubo di cartone che lo contiene è chiuso da un disco con l’importo (75 dollari) e un codice unico per ‘riscattare’ la donazione.
Insieme al poster, due diversi tipi di cartoline di ringraziamento. Un’idea elegantissima e dal design molto efficace. Chissà se qualcuno ha già deciso di rivenderla su Ebay… Dopo il salto, una gallery con l’oggetto nel dettaglio.
Mancano ancora parecchi mesi all’uscita del film Fantastic Mr. Fox nelle sale italiane, ma già si parla molto di questa pellicola che vede il regista Wes Anderson al debutto nel campo dell’animazione, in una reinterpretazione personale di un classico di Roald Dahl, originariamente accompagnato dalle illustrazioni di Donald Chaffin.
Per appassionati e addetti ai lavori, Rizzoli International Publications ha incaricato il designer Angus Hyland dello studio Pentagram di ricostruire il processo produttivo di questa stop motion in un volume, “The Making of Fantastic Mr. Fox”.
Nel libro sono raccolti disegni e note di Wes Anderson, foto del set e dei pupazzi, dettagli sui materiali utilizzati per costruirli, fotogrammi del film e illustrazioni originali. In una sezione speciale poi si trovano le interviste a Jason Schwartzman, che doppia uno dei personaggi, Liccy Dahl, e naturalmente a Wes e a suo fratello Eric Anderson, illustratore e attore.
Via | Bitique.co.uk

Dopo aver lavorato alle dipendenze di nomi come Peter Saville e Vaughan Oliver, due dei più grandi designer grafici, responsabili di alcune delle più belle copertine di dischi mai realizzate, Tom Skipp ha deciso di mettersi in proprio, esordendo come freelance e mettendo a frutto tutta l’esperienza accumulata alla corte dei grandi.
Con alle spalle un portfolio davvero invidiabile, Skipp affronta i lavori che gli commissionano con attitudine prevalentemente dark, quasi gotica: inquietante uso delle figure animali, toni molto scuri, materiali assemblati come fossero abbandonati e una passione per gli elementi retroilluminati col neon.
Vista la carriera, non poteva non concentrarsi sul mondo della musica. Sua è la brochure del tour dei Kasabian e l’artwork del DVD del loro nuovo album. Così come una serie di cover e materiale promozionale per molte altre band. Sua è anche la pubblicità uscita in occasione del lancio di “Sound of Silver” degli LCD Soundsystem che potete ammirare dopo il salto. Un graphic designer a tutto campo e un talento innegabile.

Dopo la lunga attesa per Nel paese delle Creature Selvagge, il film di Spike Jonze ispirato al libro di Maurice Sendak, è la volta di una nuova pellicola pronta a creare hype e scompiglio tra tutti gli appassionati di illustrazione.
‘Colpa’ di Wes Anderson, il talentuoso regista già notissimo per i precedenti “I Tenenbaum”, “Le avventure acquatiche di Steve Zissou” e “Il treno per il Darjeeling”, che inserisce in ogni suo film una quantità di dettagli e particolari perfetti per suggerire reinterpretazioni. E’ in arrivo infatti Fantastic Mr. Fox, film animato in stop-motion, tratto da “Furbo, il signor Volpe” di Roald Dahl, che sta già scatenando la creatività degli artisti.
Come era già magnificamente accaduto per il film di Jonze, ci sono orde di illustratori che si cimentano nell’adattare al loro stile il mondo immaginato da Anderson. Ad ispirarli, c’è -anche- il lavoro di Chris Appelhans, già character designer per Coraline, che ha deciso di mettere a disposizione sul suo blog alcune delle tavole preliminari realizzate per il film. Di seguito una breve gallery.