
Il progetto Illy Art Collection è nato nel 1992: l’idea alla base è che l’arte possa entrare nella vita delle persone anche attraverso un piccolo oggetto d’uso quotidiano. Un concept che unisce estetica e design, creatività e elementi esclusivi. Dopo le oltre 70 serie di tazzine da collezione decorate dai maggiori artisti e giovani talenti a livello internazionale, è la volta di Tobias Rehberger.
Artista che utilizza i linguaggi del design e dell’architettura, Rehberger è per la seconda volta al lavoro su un oggetto Illy. Dopo la tazzina dello scorso anno, arrivano i due barattolini da 250 grammi. Disponibile da febbraio a giugno la versione “Everything”, mentre da luglio a dicembre potrà essere acquistata la versione “Nothing”. Il ‘gioco’ di entrambi è sul resto della frase illustrata: “Nothing happens for a reason” e, viceversa: “Everything happens for a reason”.
Due edizioni a tiratura limitata che saranno in vendita nei bar e nei negozi, in Italia e all’estero (fino ad esaurimento), al prezzo consigliato di 6 euro e 50.

Creative Review è uno dei magazine più noti e longevi nell’ambito del design. Praticamente una piccola ‘bibbia’ per chi si occupa di cultura e comunicazione visuale, sempre con un occhio attentissimo a tutte le nuove tendenze e ai nomi più in vista tanto da meritarsi a pieno titolo l’altisonante auto-definizione: “The best in visual communication”.
Nato nel 1980 a Londra, Creative Review celebra quest’anno il suo trentennale con un numero speciale e una cover davvero molto bella. Affidata al talento di Rachel Thomas designer e direttrice artistica, è un set che descrive al meglio l’intento principale di Creative Review: raccontare, analizzare e dibattere il ruolo e il lavoro dei creativi. Quale ambito più adatto di uno studio?
Per giunta, Rachel Thomas ha scelto proprio il suo stesso ambiente di lavoro, allestito a dovere, e ha incaricato il fotografo Marcel Christ di ritrarre il risultato. Sul blog del sito invece, lo staff della rivista ha deciso di pubblicare alcuni scatti dal backstage. Un modo in più per dimostrare l’interesse per il processo creativo e dare ai lettori la misura del lavoro e della passione che sono dietro a un successo trentennale. Dopo il salto, la gallery.
Continua a leggere: Creative Review: il backstage della cover del trentennale

Ai più attenti, ricorderà non poco George Dunning e Heinz Edelmann: rispettivamente regista e art director di Yellow Submarine il film dei Beatles del 1968. Celyn Brazier, con onestà, non fa certo mistero di aver nutrito una certa ammirazione per la coppia di designer e artisti: tuttavia i suoi lavori, pur prendendo le mosse dalla lezione di Edelmann e Dunning, sviluppano uno stile personale e inconfondibile.
Animatore e illustratore di base a Londra, Celyn Brazier ha esordito lavorando per la Ninja Tune Records su alcune copertine e artwork degli album, realizzando anche dei promo animati. Poi sono arrivati degli spot per la Honda e l’approdo alla BBC come regista e designer.
Una creatività duttile e esplosiva, che trova il principale sfogo nelle coloratissime illustrazioni dal tratto molto pulito eppure ricco di dettagli, che sono state pubblicate -tra gli altri- sulle pagine del Guardian e dell’Esquire. Dopo il salto, una gallery dei suoi lavori.
Tre video di altrettanti artisti della motion graphic. Designer o ’semplici’ creativi che utilizzano le immagini in movimento per comunicare e tentare di definire il ruolo dell’animazione. Partiamo con il lavoro di Lucas Zanotto, animatore berlinese. Carta e fili per creare un set di marionette che cambia nel momento stesso in cui i personaggi interagiscono con il materiale che li compone.
“Paperkrieg” è una sorta di cortometraggio in cui Makaio Tisu racconta un gioco da bambini. Quello dello sfidarsi a colpi di parole e esagerazioni rilanciate di continuo. Poetico e realizzato ottimamente, è un connubio in equilibrio tra filmato, animazione e origami.

Il personaggio del Dottor Gregory House sarebbe stato un testimonial perfetto per questa folle ma affascinante mostra presentata in questi giorni a Bruxelles dal titolo “Let’s stick together” (intraducibile gioco di parole in cui la frase significa “Restiamo uniti”, ma ’stick’ è anche il bastone). L’intento è di restituire al bastone da passeggio il suo antico immaginario di status symbol, tradito nel tempo da il suo utilizzo più essenziale.
Come invece il celeberrimo dottore della serie televisiva, i designer di Het Labo insieme a quelli di Design Vlaaderen, vogliono proporre l’eleganza e la distinzione connaturate all’oggetto. Hanno invitato così 80 tra artisti e designer da tutto il mondo, per realizzare più di cento diverse versioni del bastone: da quelle tradizionali a quelle funzionali fino a quelle più concettuali.
Il risultato è un’esposizione affascinante e divertente. Quasi dadaista, nel suo stravolgere le convenzioni estetiche e d’uso. Il Dottor House probabilmente già si aggira per i corridoi della mostra. Dopo il salto, una gallery (via) con i modelli più particolari.
Continua a leggere: Let's Stick Together: il paradiso del Dottor House
59 Productions è uno studio specializzato in design per performance live, installazioni e visual. Utilizzano le tecnologie più avanzate con lo scopo di ottenere un coinvolgimento assoluto dello spettatore in ogni spettacolo e si sono occupati in più occasioni anche del mondo dei video musicali e dei cortometraggi.
Il lavoro svolto per il tour di Jonsi, leader dei Sigur Ros di cui sta per uscire un album dal titolo “Go”, è una sfida che procede a metà strada tra cinema, arte installazioni, performance teatrale e -ovviamente- la valorizzazione della musica sul palco.
Effetto ottenuto con eccezionale cura del dettaglio e attenzione alle atmosfere che caratterizzano tutta la componente visuale della musica di Jonsi Bergisson. Tra render delle scenografie, stage design attraverso lo studio dei giochi di luce e animazioni ricavate dalle -bellissime- illustrazioni e dall’artwork di Alex Somers, questo video backstage ci ricorda cosa può accadere quando artisti e designer di altissimo livello lavorano insieme.

Josef Schulz è uno che probabilmente si è fatto tatuare il famoso motto “Less is more”, almeno a giudicare dalla sua abilità (e ostinazione) nel ’sottrarre’. Ve ne parliamo, nonostante sia un fotografo e dovrebbe essere materia per i cugini di Clickblog, perché il suo lavoro è tutto votato all’architettura e alla comunicazione urbana.
Quello che sviluppa Schulz con le sue foto è un processo che, concettualmente, si avvicina molto al design. Se il meccanismo era efficace nel caso delle sue foto di spazi in “Sachliches & Formen” (palazzi e strutture catturati secondo un’angolazione talmente ‘estrema’ da renderli quasi innaturali nella loro essenzialità), in “Sign Out” si arriva all’invenzione di qualcosa che nel panorama -letteralmente- scompare.
Parliamo dei segnali stradali, dei cartelli che pubblicizzano attività e edifici. Il gesto artistico, semplice e immediato, che compie Josef Schulz è quello di togliere le scritte. Rimane, come immaginabile, solo la silhouette dell’insegna: una forma, appunto. Un vuoto che va ad aggiungersi all’estetica del paesaggio. Cosa c’è dentro? Nulla. Un contorno e un colore. Lo spazio sottratto (e aggiunto) alla vista. Il disegno (design) delle indicazioni che dovrebbero funzionalmente catturare l’attenzione e lo fanno ancora, pure se prive di informazioni. Dopo il salto, una gallery dei suoi lavori.
Continua a leggere: "Sign Out": le insegne vuote di Josef Schulz

“Re:design positively – Nuovi contenitori per la raccolta differenziata” è un concorso indetto da Coca Cola s.r.l con il supporto della Facoltà del Design del Politecnico di Milano e in collaborazione con l’Associazione ReMade in Italy che ha il fine di ottenere una proposta progettuale di contenitori per la raccolta differenziata di plastica, carta, vetro e alluminio, realizzati con materiali riciclati post-consumo. Il concorso ha il fine di incentivare la cultura della raccolta differenziata, valorizzare la creatività e la professionalità di giovani designer e avere modelli di nuovi contenitori di qualità ed elevato valore estetico.
Il Concorso è strutturato in due fasi: nella prima fase si procede con la presentazione di elaborati concettuali che rappresentino l’idea; la seconda fase è finalizzata all’elaborazione di un progetto esecutivo e alla realizzazione di un prototipo.
Il Concorso è libero e gratuito, aperto a designer, architetti e artisti che non abbiano superato il trentacinquesimo anno di età alla data di scadenza del presente bando: 30 dicembre 2009.
Qui il bando
Via | Youngdesigner.it

Campi di panni stesi infiniti. Questo potrebbe essere il sottotitolo dell’installazione del Ball Nogues Studio, realizzata in occasione della Shenzhen Biennale di Hong Kong.
Trenta volontari della mostra insieme agli organizzatori, hanno appeso ben 10000 capi di abbigliamento di American Apparel, creando una lunghissima successione di colori e forme. T-shirt e biancheria intima che verranno poi smantellati e regalati ai visitatori, sottolineando l’immaterialità dell’operazione e l’idea di una ridistribuzione senza sprechi degli elementi utilizzati.
Il colpo d’occhio è impressionante, così come l’evidente pazienza richiesta da un simile allestimento. Il consumismo e alcune delle sue icone, contemporaneamente sovrastano l’osservatore e vengono ‘distrutti’ proprio nel momento dell’esperienza artistica che li mette in mostra. Di seguito, una gallery dell’installazione.
Foto | via (courtesy of)

Il Demian Conrad Studio è un laboratorio creativo con sede a Losanna e Bellinzona. Lavorano progettando oggetti e interni, alternandosi tra commissioni istituzionali e altre più legate al mondo dell’arte.
Per Ondemedia, società che offre servizi culturali e promozione editoriale, hanno realizzato questi poster in occasione di “Mercantico”, rassegna periodica di antiquariato a Bellinzona.
Utilizzando oggetti e icone vintage, hanno assemblato delle sculture in equilibri impossibili, in cui il gioco delle forme cattura chi osserva e genera curiosità. Ogni singolo pezzo, richiama l’idea della rassegna e insieme propongono un approccio non convenzionale all’uso dei materiali d’epoca.