“Ho progettato i miei personali biglietti da visita in riferimento al mio ultimo progetto, la tipografia a ricamo. Durante il processo di costruzione di lettere a forme semplici volevo trovare un’altra inattesa forma grafica. I biglietti da visita sono fatti a mano in edizione limitata, ho usato diversi colori di filo, e carta nera da 250g.”
Quando si è un’illustratrice e una graphic designer come Nina Gregier, non ci si deve scandalizzare se si arriva a parlare come minimo di artigianato. La giovane polacca si occupa di tutte le arti e le tecniche visive, e in ognuna non fa mai mancare il suo apporto personale e unico.
Come nel caso dei biglietti da visita ricamati, i poster stampati in linoleografia, o il lettering stampato con inchiostro a mano. La manualità è dunque il leitmotiv di ogni suo lavoro che perde l’impersonalità industriale, e acquisisce la preziosità individuale. Nell’epoca in cui qualsiasi immagine ci soffoca, in cui tutti hanno un programma di grafica, la personalità è la via di salvezza verso la qualità e l’etica.
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I termini indie e DIY (Do It Yourself) sono da sempre un binomio quasi inscindibile. Se l’indie si è nel tempo trasformato anche in una vera e propria ‘estetica’ (che precede molte volte anche il concetto stesso di ‘indipendente’), il Do It Yourself è invece ancora molto ancorato all’idea di fai-da-te (appunto), che incarna.
Lo sanno bene quelli di Indie Furniture, che hanno deciso di mettere a disposizione dei loro potenziali clienti un modo semplice e artigianale di realizzare la propria libreria, stimolando gli acquirenti a ’sporcarsi le mani’ per realizzare il prodotto finito. Ne nasce una specie di collaborazione tra chi fabbrica e vende l’elemento di design e chi poi arreda la propria casa.
Indie Furniture vende una libreria senza la libreria. In antitesi con il modello-Ikea, non fornisce tutti i componenti, ma solo ed esclusivamente i morsetti di raccordo. Le tavole poi, come dicono loro, dovete procurarvele dal falegname dietro l’angolo. Vi aiutano con una pagina molto ben fatta in cui potete inserire numero dei ripiani e dimensioni. Il resto è il piacere del DIY. O, se preferite, del buon vecchio fai-da-te.
Olandese, regista per la compagnia di produzione 100% Halal di Amsterdam, Rogier van der Zwaag è giovanissimo e lavora principalmente in pubblicità. Come dichiara lo staff sul sito, però, “ci occupiamo anche di altri progetti”: da uno di questi arriva il video che vi presentiamo.
Realizzate semplicemente colorando una miriade di mattoncini e montandole con la tecnica della stop-motion, le immagini per “Grindin’”, brano dei Nobody Beats The Drum sono l’ennesimo esempio di come buone idee e passione riescano a compiere il piccolo miracolo di funzionare spesso meglio di tante grandi produzioni.
L’ispirazione evidente viene dalle forme grafiche degli equalizzatori: linee che lampeggiano sui display e che pulsano in sincrono con la musica. La rappresentazione ‘classica’ di ogni pezzo dance che si rispetti: il primo ’segnale’ visibile del beat. Qui riportato in tre dimensioni, all’interno di quattro pareti e ricostruito in maniera artigianale con una sequenza di 4085 foto. Dopo il salto, trovate anche il making-of.
Continua a leggere: Rogier van der Zwaag: il video per "Grindin'" dei Nobody Beats The Drum
Non è una nuova versione virtuale di qualche trasmissione di cucina, ma un esempio praticamente perfetto di come si possa realizzare un brillante lavoro con una buona idea, molta pazienza e la giusta dose di ironia (sembra una ricetta).
Il lavoro di Stefania Rota (aka Maya Rota Klein) che vi presentiamo, è uno di quelli in concorso per Adobe YouGC, il contest riservato a tutti i creativi che vuole premiare le migliori produzioni Adobe User Generated. Un video che in poco meno di tre minuti, mostra con la tecnica della stop-motion, come sarebbe la preparazione dei biscotti al burro se si potesse usare Photoshop.
Bellissimo e divertente l’uso dei livelli, la selezione degli ingredienti, gli strumenti. Il tutto è stato prodotto con Photoshop -appunto- e Premiere. Lo stile artigianale e crafty (biscotti) compresi, sono tutta opera dell’art director.
L’agenzia KesselsKramer ha commissionato a Johnny Kelly e Jethro Haynes dei titoli di testa per “Het Klokhuis”, il più longevo show per ragazzi della televisione olandese. La trasmissione parla di scienza: è una specie di guida pratica approfondita applicata tanto all’estinzione dei dinosauri quanto al funzionamento dell’iPod.
L’idea del geniale duo di animatori e visual artist è stata di includere una tecnologia molto avanzata all’interno di uno stile di animazione tradizionalissimo come la stop-motion. Per realizzare gli oggetti sono stati utilizzati software di modellazione in 3D e progetti di stampa (sempre riportati successivamente in tre dimensioni) che poi hanno aiutato a creare le ambientazioni.
Il risultato è sbalorditivo, tanto più che, insieme alla modellazione e alla tecnica di animazione, c’è un lavoro artigianale per perfezionare i dettagli degli oggetti. Un lavoro che potete ammirare in due parti. La prima, all’inizio del post con i titoli di testa. La seconda, dopo il salto, con i titoli di coda e una gallery della lavorazione.
Foto | via
Continua a leggere: Johnny Kelly e Jethro Haynes: il 3D applicato alla stop-motion
La componente artigianale del design ci piace. Giriamo con i laptop nelle borse a tracolla e negli zaini, abbiamo ogni sorta di device che ci aiuta per realizzare le nostre idee ovunque eppure chi può mai resistere agli esempi di quanti hanno creato con le loro mani (e una pazienza monumentale) gli elementi di cui oggi ci serviamo con tanta facilità?
Se applichiamo il concetto alla tipografia, la rivoluzione è stata ancora più incredibile. La manualità necessaria e la conoscenza di macchine e calcoli per realizzare un buon carattere, sono qualcosa di così lontano dalle raccolte di font scaricate in meno di un minuto, che forse vale la pena guardare più spesso a chi conosce il processo tradizionale.
Justine Nagan è l’Executive Director della Kartemquin Films. Si è imbattuta per caso nel “Hamilton Wood Type Museum” mentre viaggiava attraverso Two Rivers, nel Wisconsin e aveva fatto una pausa per mangiare un gelato (!). Affascinata dalla costruzione e dagli 1,5 milioni di modelli di lettere in legno che contiene, ha deciso di girare un documentario.
Thomas Wold è un designer californiano che progetta e realizza mobili con approccio quasi artigianale. Prima di fondare la Thomas Wold Design & Fabrication, ha studiato scultura, pittura e arti decorative. Alla fine ha scelto di esprimersi attraverso la costruzione di mobili.
E il suo sguardo grafico sul mondo non poteva non influenzare le sue produzioni e le librerie e gli scaffali della serie Block Party sono proprio frutto di questo approccio creativo: i pannelli colorati possono nascondere parte dei libri e al tempo stesso creare un pattern visivo che ricorda l’arte di Mondrian rivista in chiave mid-century modern.
Anche le lampade di Thomas seguono lo stesso concetto, ma sono realizzate interamente con materiali riciclati, legno, plexiglass, vetro. Se i progetti di Thomas vi hanno incuriosito, ne troverete molti altri sul suo blog.
Continua a leggere: I mobili d'ispirazione mid-century modern di Thomas Wold

Sono di Alessandra Baldereschi le piantine di vetro che da settembre germoglieranno per Coincasadesign, il progetto teso a scoprire e promuovere nuovi talenti del design. Le ironiche ed eleganti piantine ispirate alle piante grasse degli anni 30 di Napoleone Martinuzzi, modernizzano un classico dell’arte vetraria muranese senza abbandonare la tradizione artigiana certificata dal marchio Simone Cenedese.

Jonas Lindvall è un architetto d’interni e product designer svedese, con clienti del calibro della Japanese IDÉE, DuPont Corian, Skandiform, Vagabond International, Ballingslöv e DeNord, ospite regolare dalle migliori scuole di Design d’Europa ed America del Nord. Tra le sue nuove proposte, Jonas Lindvall ha progettato e prodotto Bernard Chair, una sedia dalla struttura robusta e asimmetrica, realizzata a mano in legno di noce e quercia.
Ogni seduta è corredata di un certificato, che ne riporta puntualmente informazioni preziose riguardo il processo di lavorazione artigianale. Informazioni come le misure. Larghezza 570mm e altezza 795mm dello schienale, larghezza 365mm e profondità 445mm della sede.
Via|Dezeen.com