Astraetevi per un momento dalla realtà circostante e immaginate d’essere il re Nettuno e di possedere una lussuosa reggia sottomarina. Non vorreste per voi un trono a forma di piovra? Certo per chiunque altro tra noi umani potrebbe essere complicato trovare una sistemazione adeguata all’Octopus Chair.
Poco importa. Disegnata in 3D e prodotta in schiuma pressata con macchinari CNC dall’artista spagnolo Maximo Riera, Octopus Chair è un’opera realizzata con le tecniche sculturali più avanzate, che attraverso la ricostruzione accurata dell’animale dichiara amore appassionato alle forme trionfanti della natura. Un ultimo dettaglio, la piovra è il primo animale scelto dall’artista per una serie di manufatti ispirati a mammiferi e rettili.
Via | Notcot.com

Una location interattiva, il primo museo interamente digitale, progettato per la presentazione e conservazione di opere innovative, all’interno di una struttura totalmente virtuale: questo dal 6 ottobre giorno dell’inaugurazione, l’Adobe Museum of Digital Media, fortemente voluto dalla software house per stimolare la riflessione sui trend culturali e su come le persone vivono e comunicano al giorno d’oggi.
Musicisti, produttori cinematografici, icone della cultura pop e creativi in generale: tanti nomi e un forum a disposizione per commentare con esperti il modo in cui i media digitali influenzano la cultura e la società. Tra i protagonisti italiani delle prime esposizioni, Filippo Innocenti (architetto) e Piero Frescobaldi (direttore creativo e innovatore). L’esperienza - assolutamente immersiva e affascinante - è difficile da descrivere a parole. Qualche immagine (via) dopo il salto, e un click per iniziare la visita.
Continua a leggere: Adobe Museum of Digital Media: una galleria d'arte interattiva

Itay Laniado è un designer israeliano che studia tutt’ora all’Accademia di Arte e Design di Gerusalemme. Un giovane designer fissato con le strutture in tensione, con l’utilizzo di pochi, funzionali materiali e con l’ansia del minimo ingombro possibile. Un ‘purista’, a suo modo.
Laniado ci propone tre nuovi oggetti nati dalla sua creatività e dalla ricerca intrapresa. Una stampella, una scala e un portafoglio. Tre oggetti apparentemente distanti, quanto a utilizzo, ma resi vicini dall’approccio nel realizzarli.
Legno, innanzi tutto. Poi corda e spessi elastici di gomma. Infine cinghie e cremagliere. Sembra una puntata di MacGyver, ma non lo è. Piuttosto la dimostrazione di come si possa approntare la progettazione di oggetti in modo intelligente e con il minimo dispendio di materiali.
Continua a leggere: Gli oggetti in 'tensione' di Itay Laniado

Palazzo Litta sede della Direzione dei Beni Culturali della Lombardia, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune di Milano e l’assessorato alla cultura del Comune di Torino, all’interno della programmazione rispettivamente di LED, Light Exhibition Design a Milano e Luci d’Artista a Torino, apre alla città il suo cortile d’onore con il progetto di luce ambientale di Carlo Bernardini, La luce che genera lo spazio.
Una grande installazione in fibra ottica espressamente pensata per l’occasione trasforma la percezione degli spazi aulici del palazzo, offrendo l’occasione per riscoprire e visitare uno degli edifici storici più significativi e amati della città.
L’opera site-specific di Bernardini prosegue nello sviluppo di un linguaggio sperimentato in prestigiosi spazi pubblici in Italia e all’estero.
La luce attraversa lo spazio aereo del cortile d’onore, penetrando internamente all’edificio e legando insieme i volumi dell’area esterna con le sale interne, il tutto nelle linee di un dinamico disegno.
Continua a leggere: La luce che genera lo spazio, Carlo Bernardini

Stampati in occasione di una mostra, di un’inaugurazione, di un défilé, di un concerto, di un qualsiasi happening, gli inviti sono, anche oggi in piena era digitale, un indispensabile strumento di comunicazione, ma anche l’oggetto di collezioni e feticismi.
Sono progettati per colpire, solleticare la vista con colori e peripezie calligrafiche, rimanere in mente grazie a soluzioni inusuali anche dal punto di vista tattile, grazie a carte, cartoncini, tessuti, stampe in rilievo e ogni tipo di materiale non ortodosso.
In occasione di Milano design-in-the-city, le designer Ines Paolucci e Patrizia Scarzella hanno raccolto in una collezione piuttosto insolita tutti gli inviti degli eventi in cui sono state coinvolte, a cui hanno partecipato per una mostra che si prospetta come una passeggiata tra forme tanto effimere quanto creative. Dal 22 al 27 ottobre 2009 alla DesignLibrary di Via Savona, a Milano.
Con uno stile tra i collage dei surrealisti e le fanzine ciclostilate, Alessandro Maffioletti, sotto lo pseudonimo di alvvino, sta conquistando il vecchio continente. Graphic designer e illustratore freelance, ha vissuto tra l’Italia e l’Inghilterra prima di stabilirsi a Berlino.
Le sue illustrazioni sono state ospitate da Urban e D La Repubblica in Italia e addirittura dal prestigioso magazine d’arte e design Beatiful/Decay, commissionate dalla Heineken e da Gas Jeans. Il suo bianco e nero da acquaforte, così classico, crea sicuramente contrasti interessanti in ogni contesto contemporaneo e di tendenza.
Stappando una bottiglia con il tappo di sughero vi siete mai chiesti quante cose avreste potuto realizzare combinando vetro e sughero? Lo ha fatto il giovane product designer Tomas Kral laureato all’ECAL l’università Svizzera di Arte e Design di Losanna, che sotto la direzione di Pierre Keller si sta facendo notare per i progetti di design realizzati dai suoi promettenti studenti.
Plug è un progetto articolato, che contempla la realizzazione di contenitori e oggetti per l’illuminazione, partendo dall’uso combinato di vetro e sughero agglomerato, reso più resistente dal CNC. Quelli di Tomas Kral sono oggetti semplici, nati dal desiderio di sfruttare le potenzialità del design per rendere più gradevole e funzionale la nostra quotidianità.
Via| Dezeen.com