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Tutti gli articoli con tag arte

Le sculture di Nick Georgiou: il recupero della carta stampata a cui dare una nuova anima

pubblicato da Eugenio Pozzilli

Le sculture di Nick Georgiou

Le sculture di Nick Georgiou
Nick Georgiou è un artista nato a Queens, come tanti altri fa arte recuperando rifiuti o scarti, ma gli oggetti dei suoi recuperi sono un po’ particolari, essendo carta stampata, quindi riviste, giornali, libri, locandine e depliant di ogni sorta.

La materia del suo riutilizzo è diversa da un qualche altro rifiuto perché trattandosi di stampa l’oggetto dell’attenzione sono parole, concetti, pensieri, fatti. Il recuperare questo genere di cose ha un forte valore simbolico, come il ridargli vita sotto tutt’altra forma.

La forma che prendono le sue sculture sono per lo più esseri mostruosi dalle connotazioni antropomorfe o zoomorfe, esseri potenzialmente viventi se avessero un’anima. Ma se abbiamo detto che la loro sostanza è fatta di pensieri e ragionamenti, chi più di loro è vivo? E trovandosi questi nei posti più normali e quotidiani, strade, vicoli, negozi, come negargli la loro viva presenza?

Le sculture di Nick GeorgiouLe sculture di Nick GeorgiouLe sculture di Nick GeorgiouLe sculture di Nick Georgiou

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Ivan e la sua performance tra poesia e arte figurativa: Una Pagina Bianca è una Poesia nascosta

pubblicato da Eugenio Pozzilli


Se vi sbrigate lo trovate ancora. Ivan sta girando ormai da tre anni tutta Italia con il suo progetto chiamato “Pagina Bianca“; è stato a Firenze, Bologna, Genova, Napoli, Verona, Ferrara, Angers (Francia) Torino e Milano. A Roma capiterà a fine ottobre a piazza del Popolo dalle 13.00 alle 18.00, il giorno preciso non ci è dato saperlo.

Ivan e il suo staff arrivano nelle principali piazze, srotolano chilometri di carta, e dopo aver messo a disposizione colori e pennelli si godono lo spettacolo: centinaia di persone che non sanno resistere a quella immensa pagina bianca. Di ogni età, di ogni estrazione, tutti si dedicano a scritte di ogni tipo, tanta è la voglia di esprimersi.

Un’idea niente male, semplice ed efficace, per una performance che trova un impiego e un effetto immediato. Chissà se questi tempi ci stanno parlando anche attraverso avvenimenti del genere: sempre più necessità di parlare, di scrivere, di dire la propria (si pensi ai social network, anche se si è consapevoli di essere in un mare di altre voci) e di passare dai muri alle piazze. Ma qualcuno che ci ascolta è rimasto?

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Society6.com: l'e-commerce per i design di migliaia di artisti da tutto il mondo

pubblicato da Eugenio Pozzilli

Homepage of Society6.com
Artisti e designer di tutto il globo prestate attenzione, questo è per voi. Fabian Gonzalez, Brigada Creativa, David Schwen, Gianmarco Magnani, Marko Manev, sono solo alcune delle firme che hanno pubblicato i propri lavori con Society6. Non ci siamo mai soffermati però su come abbiano fatto, e come potreste fare anche voi.

Tutti sappiamo quanto sia difficile vivere di arte, e anche se coltiviamo capacità e passioni nell’ambito del design, disciplina apparentemente più spendibile nel mercato, sappiamo che anche questa non dà rendite facili e sicure. Tranquilli, di certo non sto per dirvi cosa ne dia.

Posso però suggerirvi cosa dà soddisfazioni. Vedere pubblicate le proprie grafiche su un sito internazionale, e poterle far stampare praticamente su qualsiasi supporto (anche su cover per iPod). Ah, e magari rimediarci anche qualche soldo, perché no?

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Koby Sibony: il designer che tra scultura e design recupera i rifiuti

pubblicato da Eugenio Pozzilli

Gli oggetti creati da Koby Sibony con materiale di recupero
Koby Sibony è un designer Israeliano che realizza sculture con i rifiuti trovati sulla spiaggia: pezzi di plastica, fil di ferro, placchette metalliche, e tutto quel ben di Dio che viene abbandonato e sprecato, quando ci si potrebbe fare di tutto, proprio come fa Koby.

Con Koby siamo al limite tra l’arte e il design. Non fa oggetti riproducibili industrialmente, però pone attenzione alla progettazione delle forme. Non produce oggetti sostanzialmente utili, eppure ormai il design si è spinto ben oltre il mero utilitarismo. In ultimo la sua spinta creativa non ha dichiaratamente fini di denuncia ecologista, tuttavia con il recupero che fa dei rifiuti altrui, dimostra più sensibilità ambientale di tanti altri designer.

Se da piccoli sulla spiaggia facevate costruzioni con la sabbia, i legni e le conchiglie; o se vi mettevate all’opera direttamente con i Lego, vi invito a fare il passo successivo e fare come Koby Sibony.

Magari non andate direttamente in spiaggia, ma guardatevi semplicemente attorno e riconoscete come si possano reimpiegare creativamente quelle forme ormai vuote di contenuto: è quanto fanno i migliori designer, e prima di loro i più avanzati artisti.

Via | Design milk

Gli oggetti creati da Koby Sibony con materiale di recupero
Gli oggetti creati da Koby Sibony con materiale di recuperoGli oggetti creati da Koby Sibony con materiale di recuperoGli oggetti creati da Koby Sibony con materiale di recuperoGli oggetti creati da Koby Sibony con materiale di recupero

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Pre-Handshake Handshake Device, la macchina che aiuta a fare la pace

pubblicato da Giulia Zappa

Pre-Handshake Handshake Device

Per risolvere i troppi conflitti -familiari, politici, religiosi- che attanagliano il mondo, l’artista inglese Dominic Wilcox ha proposto una soluzione simbolica quanto -perchè no?- di possibile efficacia.

Il suo “Pre-Handshake Handshake Device” è pensato per esortare alla riconciliazione coloro che, dopo un disaccordo, vorrebbero gettarsi tutto alle spalle con una bella stretta di mano. Se però prendere l’iniziativa si rivela troppo arduo, la mediazione della macchina e il contatto solo indiretto tra le parti è d’aiuto per fare, finalmente, il primo passo.

Via | Today and Tomorrow

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"Stone On Stone" di Rob Carter: Gotico e Modernismo assemblati

pubblicato da Massimiliano 'intweetion' Lancioni

Spettacolare video che unisce architettura e stop-motion ad opera di Rob Carter. Abile a distorcere la realtà con manipolazioni che mettono in contrasto e contraddizione modelli apparentemente distanti, Carter si è concentrato ’stavolta su gli elementi del Gotico e del Modernismo.

Il risultato è un video di oltre sette minuti in cui, montando in successione una serie di foto e interagendo con più dettagli di immagini diverse, forza le due fogge architettoniche a convivere e suggerire possibili (anche se talvolta azzardati) punti di contatto.

E’ così che la Cathedral Church of Saint John the Divine di New York, già famosa per essere stata più volte sottoposta a numerosi cambi di stile (dal Bizantino-Romanico al Gotico, appunto), viene integrata con il monastero “La Tourette” ideato da Le Corbusier e terminato nel 1960. Il risultato è una cattedrale immaginaria che, nelle intenzioni di Carter, propone anche una nuova forma di religiosità.

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I mondi di luce di François Wunschel e Fernando Favier per 1024 Architecture

pubblicato da Massimiliano 'intweetion' Lancioni

Fortunatamente ci sono le immagini. E i video. Perché altrimenti alcune delle cose che ci colpiscono e vogliamo segnalarvi, difficilmente riusciremmo a spiegarle solo scrivendone. Questa è una di quelle circostanze: “Euphorie” è un progetto che tende a far mancare le parole, piuttosto che ad aggiungerne.

Prodotte dallo studio 1024 Architecture di Parigi, insieme ad Arcadi, “Euphorie” sono una serie di installazioni che uniscono suono e luce ad opera di François Wunschel e Fernando Favier, musicisti e designers.

Fin qui tutto bene. Descrivere queste installazioni è un’impresa. Ci sono dei tubi attraversati da led che talvolta sottolineano lo spazio che li racchiude, altre invece vengono utilizzati per crearne di nuovi, all’interno del luogo dove avviene l’esposizione. Sempre più difficile.

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“Everything” e “Nothing”: i nuovi 'barattoli d'artista' di Tobias Rehberger per Illy

pubblicato da Massimiliano 'intweetion' Lancioni

Tobias Rehberger Barattolini Illy

Il progetto Illy Art Collection è nato nel 1992: l’idea alla base è che l’arte possa entrare nella vita delle persone anche attraverso un piccolo oggetto d’uso quotidiano. Un concept che unisce estetica e design, creatività e elementi esclusivi. Dopo le oltre 70 serie di tazzine da collezione decorate dai maggiori artisti e giovani talenti a livello internazionale, è la volta di Tobias Rehberger.

Artista che utilizza i linguaggi del design e dell’architettura, Rehberger è per la seconda volta al lavoro su un oggetto Illy. Dopo la tazzina dello scorso anno, arrivano i due barattolini da 250 grammi. Disponibile da febbraio a giugno la versione “Everything”, mentre da luglio a dicembre potrà essere acquistata la versione “Nothing”. Il ‘gioco’ di entrambi è sul resto della frase illustrata: “Nothing happens for a reason” e, viceversa: “Everything happens for a reason”.

Due edizioni a tiratura limitata che saranno in vendita nei bar e nei negozi, in Italia e all’estero (fino ad esaurimento), al prezzo consigliato di 6 euro e 50.

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"Dansedance" di Julien Vallée e Nicolas Burrows: gli oggetti prendono vita

pubblicato da Massimiliano 'intweetion' Lancioni

Dansedance-Julien Vallée e Nicolas Burrows

Trasformare oggetti apparentemente insignificanti. Dargli vita e far sì che non rimangano ‘abbandonati’ su tavoli e mensole per settimane. Cosa succederebbe se tutto ciò che trascuriamo avesse vita propria? Se si muovesse senza il nostro apporto e in modi che magari neanche immaginiamo?

Se lo sono chiesto Julien Vallée e Nicolas Burrows. Uno è un graphic designer canadese di cui vi abbiamo già parlato. L’altro è un illustratore inglese che fa parte dello studio creativo Nous Vous. Insieme hanno lavorato a Dansedance un esperimento interattivo presentato in occasione di “Collaborate”: quarta edizione di If You Could, progetto degli art director londinesi Will Hudson e Alex Bec che riunisce designer e illustratori per produrre pubblicazioni, esibizioni e eventi.

Il ‘gioco’ interattivo è sul sito. Con la tastiera comandate gli oggetti ‘disubbidienti’, che prendono vita davanti a un ignaro Vallée e ripetono in loop il loro movimento una volta attivati. Quello che invece trovate subito dopo il salto, è il making-of del progetto, tutto a base di montaggio, carta e talento creativo.

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Jonsi: lo stage design della 59 Productions

pubblicato da Massimiliano 'intweetion' Lancioni

59 Productions è uno studio specializzato in design per performance live, installazioni e visual. Utilizzano le tecnologie più avanzate con lo scopo di ottenere un coinvolgimento assoluto dello spettatore in ogni spettacolo e si sono occupati in più occasioni anche del mondo dei video musicali e dei cortometraggi.

Il lavoro svolto per il tour di Jonsi, leader dei Sigur Ros di cui sta per uscire un album dal titolo “Go”, è una sfida che procede a metà strada tra cinema, arte installazioni, performance teatrale e -ovviamente- la valorizzazione della musica sul palco.

Effetto ottenuto con eccezionale cura del dettaglio e attenzione alle atmosfere che caratterizzano tutta la componente visuale della musica di Jonsi Bergisson. Tra render delle scenografie, stage design attraverso lo studio dei giochi di luce e animazioni ricavate dalle -bellissime- illustrazioni e dall’artwork di Alex Somers, questo video backstage ci ricorda cosa può accadere quando artisti e designer di altissimo livello lavorano insieme.

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